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L'insostenibile leggerezza dell'essere, Libro del Mese di luglio 2015, ci fa riflettere sempre più, man mano che ci addentriamo  nella lettura, di quanto l'essere umano sia sfortunato, perché non gli viene concessa  un'ulteriore  opportunità,  quando compie una scelta. Ci  troviamo davanti ad un bivio, ad un'alternativa, dobbiamo decidere senza il supporto dell'esperienza, che ci aiuterebbe, quale brava consigliera, ad optare sempre per il meglio. Ma è davvero sfortuna? O non è forse meglio considerare questa condizione umana come qualcosa di positivo?

La felicità che deriva dalla scelta giusta è più dolce e gratificante,  se abbiamo rischiato d'imboccare la strada sbagliata, al bivio della vita. Jorge Luis Borges unisce l'idea di eternità e quella di felicità in una sua poesia, che è interessante leggere per poi interrogarsi alla luce del romanzo di Kundera. La chiave di lettura, negli ultimi versi, accomuna il poeta cileno allo scrittore ceco: Tutto accade per la prima volta, ma in un modo eterno. Eccone il testo.

La felicità.

Chi abbraccia una donna è Adamo. La donna è Eva.
Tutto accade per la prima volta.
Ho visto una cosa bianca in cielo. Mi dicono che è la luna, ma
che posso fare con una parola e con una mitologia?

Gli alberi mi fanno un poco paura. Sono così belli.
I tranquilli animali si avvicinano perché io gli dica il loro nome.
I libri della biblioteca sono senza lettere. Se li apro appaiono.
Sfogliando l’Atlante progetto la forma di Sumatra.

Chi accende un fiammifero al buio sta inventando il fuoco.
Nello specchio c’è un altro che spia.
Chi guarda il mare vede l’Inghilterra.
Chi pronuncia un verso di Liliencron partecipa alla battaglia.

Ho sognato Cartagine e le legioni che desolarono Cartagine.
Ho sognato la spada e la bilancia.
Sia lodato l’amore che non ha né possessore né posseduta, ma entrambi si donano.
Sia lodato l’incubo che ci rivela che possiamo creare l’Inferno.

Chi si bagna in un fiume si bagna nel Gange.
Chi guarda una clessidra vede la dissoluzione di un impero.
Chi maneggia un pugnale prevede la morte di Cesare.
Chi dorme è tutti gli uomini.

Ho visto nel deserto la giovane Sfinge appena scolpita.
Non c’è nulla di antico sotto il sole.
Tutto accade per la prima volta, ma in un modo eterno.
Chi legge le mie parole sta inventandole.

Jorge Luis Borges

(articolo a cura di Francesco Gioia)

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