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Azar Nafisi, insegnante, scrittrice, saggista iraniana, ha vissuto sulla propria pelle l'ascesa al potere degli ayatollah nella sua terra e le conseguenze che ne sono derivate. Di educazione occidentale, oppositrice del regime, nel 1997 ha lasciato l'Iran per trasferirsi negli Stati Uniti. Il suo libro più celebre, Leggere Lolita a Teheran, è il nostro Libro del Mese di Dicembre.

Azar Nafisi nasce a Teheran nel dicembre del 1955 da Ahmad Nafisi, ex sindaco di Teheran, e Nezhat Nafisi, prima donna ad essere eletta al parlamento iraniano sotto lo Scià.

Mandata a studiare in Inghilterra all'età di tredici anni, si laurea poi in Letteratura inglese e americana negli Stati Uniti.

Durante il periodo trascorso oltreoceano conosce gruppi rivoluzionari e inizia a prevedere qualcosa che, al suo ritorno in Iran nel 1979 e con una maturità diversa, le apparirà poi chiaro: il disastro che la Rivoluzione porterà al suo paese natale. La Rivoluzione Islamica brucia i cinema, chiude le librerie e le università per distruggere la cultura occidentale e stravolge la vita delle donne.

Azar si ritrova a dover scegliere se esistere o andare contro se stessa rifiutando il suo essere occidentale: quando viene imposto alle donne il velo, lei rifiuta di indossarlo e viene espulsa dall'università in cui insegna. In questi anni vive tra le quattro mura domestiche, consolandosi con mille letture e affamata di un radicale cambiamento.

Resta in Iran per tentare di combattere il regime e, anche se dapprima non aveva accettato il velo, lo farà pur di tornare ad insegnare e dunque contribuire alla diffusione del sapere. Ma nel 1995, costretta comunque a licenziarsi, decide di dar vita a un corso nel soggiorno di casa sua con le sue migliori studentesse. Questa sua clandestinità da insegnante di letteratura occidentale viene raccontata con passione in Leggere Lolita a Teheran, opera in cui troviamo i suoi romanzi preferiti (Nabokov, James, Fitzgerald e Jane Austen, tra gli altri) intrecciati alla sua storia personale, della sua terra e delle persone che ha conosciuto in quegli anni complicati.

Dopo due anni, Azar Nafisi lascia l’Iran con il marito e i suoi due figli per andare a vivere negli Stati Uniti, dove si dedica all'insegnamento e alla scrittura.

In Italia sono stati tradotti e pubblicati Le cose che non ho detto, racconto autobiografico familiare, e la Repubblica dell’immaginazione, che ci mette in guardia dalla pigrizia dell’intelletto e ci fa scoprire l'importanza della libertà di fantasticare attraverso tre grandi classici: Huckleberry Finn di Twain, Babbitt di Sinclair Lewis e Il cuore è un cacciatore solitario di Carson McCullers.

(articolo a cura di Katya Scarvaglieri)

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