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Una ragazza innocente scompare improvvisamente, un incidente sembra aver resettato la memoria di un giovane detective, la tranquilla vita di una cittadina viene scossa dalle radici. Torna in libreria lo scrittore Donato Carrisi con il suo nuovo romanzo, La ragazza nella nebbia.

Un piccolo paese, un rifugio per poche anime che hanno il profondo desiderio di vivere nella semplicità e nel silenzio dei loro boschi, con qualche attività commerciale qua e là e una piccola comunità religiosa, che apparentemente non sembra disturbare nessuno.

Com'è potuto succedere che una ragazzina di undici anni - Anna Lou, piena di lentiggini e con una gran massa di capelli rossi - sia sparita nel nulla, senza che qualcuno se ne accorgesse o avesse sentito o visto qualcosa d'insolito? Si riscontra sempre qualche piccola anomalia, una macchia nera dove non dovrebbe esserci, nascosta nelle buone maniere e nei falsi sentimenti che animano persone comuni: l'agente speciale Vogel ne è assolutamente sicuro. Egli è spinto inizialmente dal desiderio di ricavare più informazioni possibili sulla vittima dai familiari e da chi poteva conoscerla, successivamente è ancor più motivato dal desiderio della notorietà.

Ad un certo punto del racconto, non è la verità che fa notizia, bensì la curiosità morbosa della gente di Avechot, pronta a scagliarsi contro il primo possibile sospettato, solo perché suggerito dai media e dalle televisioni locali e nazionali. Man mano che il caso si svolge e sembra rimanere sempre più fermo e statico, la giustizia pare non interessare proprio a nessuno: le persone vogliono conoscere il mostro, quell'essere così spregevole che ha rapito una giovane innocente, della quale, forse, hanno già dimenticato il nome.

Una piccola grande verità riempie le pagine di questo romanzo, che lo scrittore Donato Carrisi centra in pieno quando si tratta di casi di cronaca nera: chi  memorizza davvero il nome delle vittime? Non capita spesso (per non dire sempre) che il nome ricordato sia quello dell'assassino/rapitore/serial killer quando viene riconosciuto? Il volto del colpevole rimane ben impresso nelle menti degli spettatori, mentre quello della vittima risulta ben definito all'inizio, ma poi con il passare del tempo sfuma i suoi contorni e rapidamente sostituito.

Intorno alla metà del libro è semplice farsi un'idea dei fatti: ognuno di noi, leggendo, raccoglie i propri indizi e giunge ad una possibile conclusione, che invece si rivela puntualmente errata e anzi, l'esatto contrario di quello a cui ci porta lo scrittore nelle ultime pagine del suo romanzo. Saper stupire così, tanto da chiedersi se siamo noi lettori incapaci di decifrare, è da pochi ed eletti scrittori.

Giunto al suo sesto romanzo, Carrisi non sembra aver perso nemmeno quell'1% di brillantezza che ha avuto e mantenuto fin dalla sua prima opera Il suggeritore.

(articolo a cura di Rebecca Cauda)

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