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Ogni anno, invariabilmente, si discute sul senso di una "giornata della memoria", su quanto il ricordo possa diventare sterile se istituzionalizzato: c'è chi rivendica una giornata per ogni orrore del mondo, e purtroppo il calendario finirebbe presto; c'è chi invece sostiene che, se pure l'Olocausto non va ricordato solamente il 27 gennaio, questa data sia un riferimento, un momento certo per fermarsi e riflettere su ciò che è accaduto. Il Club del Libro appoggia questa seconda tesi e vi suggerisce alcuni testi che raccontano la Seconda guerra mondiale e la Shoah con uno sguardo particolare.

Sulla Shoah c'è una letteratura pressoché infinita: saggi, autobiografie, romanzi. Nonostante siano ormai trascorsi settantuno anni dall'apertura dei cancelli di Auschwitz, è impossibile non scuotersi ancora oggi di fronte agli orrori che si sono consumati negli anni del nazifascismo e della Seconda guerra mondiale.

Dov'eri, Adamo? (Bompiani) di Heinrich Böll è stato pubblicato già nel 1951 ed è uno dei primi scritti del Premio Nobel – meglio conosciuto per Opinioni di un clown e Foto di gruppo con signora. Uomini comuni costretti a diventare soldati, carne da macello di cui non importa niente a nessuno, sono i protagonisti di nove sequenze, legate tra loro ma ambientate in luoghi molto diversi: dai combattimenti sul fronte orientale ai campi di sterminino, Böll ci racconta con spietato realismo l'insensata brutalità della guerra, a tutto tondo.

La produzione letteraria di Helga Schneider è invece per lo più autobiografica e incentrata sulla sua esperienza di bambina nella Germania nazista. Figlia di una donna che l'ha abbandonata quando aveva solo quattro anni, insieme al fratello minore, per arruolarsi nelle SS e andare a lavorare come guardiana a Birkenau, in Lasciami andare, madre (Adelphi) narra di un drammatico e struggente faccia a faccia. Madre e figlia si incontrano dopo decenni di silenzio: la prima è ormai anziana e vive in un ospizio, la seconda ha ancora sete di verità e vuole colmare il suo dramma interiore di figlia di carnefice. Ma le toccherà sentirsi dire "Io resto ciò che ero".

Spesso si associano i lager allo sterminio degli ebrei, per lo più per questione numerica, ma sappiamo bene che vi furono deportati anche zingari, disabili, omosessuali. Gad Beck ha raccolto le sue memorie di ebreo omosessuale durante la Seconda guerra mondiale in Dietro il velo sottile (Einaudi). In giovinezza, Beck vede restringersi sempre più il suo mondo ma non si arrende alla paura: entra a far parte di un gruppo clandestino, per amore si infiltra in un campo di concentramento travestito da nazista, collabora con gli Alleati. Viene catturato dalla Gestapo e torturato; lo salvano, appena in tempo, le truppe sovietiche.

Nessuno poté salvare invece Sophie Scholl, ventunenne che morì decapitata per tradimento contro lo Stato e il Führer insieme agli altri quattro componenti della Rosa Bianca, gruppo di giovani universitari tedeschi che, tra il 1942 e il 1943, stamparono e diffusero clandestinamente opuscoli nei quali venivano raccontati gli orrori e le persecuzioni del regime nazista. Nel saggio Storia di Sophie Scholl e della Rosa Bianca (Lindau), Annette Dumbach e Jud Newborn ne ricostruiscono le vicende e le peripezie, fino al tragico epilogo.

In un mondo in cui l'emarginazione del "diverso" e la negazione dell'uguaglianza tra tutti gli uomini sono tutt'altro che debellate, il ricordo spinto dalla Giornata della Memoria si fa universale e, seppur in maniera differente, ancora tristemente attuale.

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)

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