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La partecipazione ai concorsi viene spesso considerata passaggio essenziale per lo scrittore esordiente, qualcosa di inevitabile, che dà lustro sia al testo che all'autore. In parte probabilmente è vero, tuttavia la vittoria o un buon posizionamento ad un concorso lasceranno poco e niente all'autore a causa del proliferare di simili eventi. Per la sempiterna legge dei grandi numeri: più concorsi, più possibilità di vittoria, meno credibilità della vittoria stessa.

Basti pensare che recentemente ne è stato indetto uno da un negozio di abiti da sposa!

Certo, la partecipazione ad un concorso provoca sempre emozione ed adrenalina. E vogliamo mettere il brivido simil infarto nel leggere nel bando la richiesta dei canonici 15-20 euro di partecipazione, più dalle 5 alle 15 copie, a carico dell'autore, non restituibili?

Insomma, dopo infarto iniziale e adrenalina da uscita risultati, nel migliore dei casi arriva una bella coppa o una targa da apporre a casa per vantarsi con amici e parenti e qualche foto della premiazione, il pubblico della quale è costituito per il 97% da autori che sono lì a ritirare il loro premio e, se si interessano ad altri libri in concorso, è solo per comprendere cosa abbiano più del loro. Il 2% è composto dai parenti degli autori e l'1% dalla giuria (sì, i tre-quattro giurati a cui sono stati inviati i 15 libri d cui sopra). Quindi, il caro autore, che pubblicità avrà dopo questa vittoria?

E dopo la cerimonia? La possibilità di ripubblicare il libro con un bel fregio sopra. Chi scrive questo articolo, da lettore, sorride sempre quando legge: vincitore del concorso internazionale di Noantri in Vattelappesca. Due click su Internet bastano a comprendere la serietà del concorso... e conseguentemente la qualità del libro.

Da dove nascono questi problemi? Naturalmente dall'incremento smisurato di tali manifestazioni, che arrivano a farsi la guerra tra loro, a discapito della qualità.

Ecco, dunque, alcune regole per una buona selezione dei concorsi:

  • I nomi dei giurati devono essere noti e non coperti da segreto con la scusa di una possibile collusione. Dal curriculum vitae dei giurati è possibile valutarne l'importanza. E no, un blogger con cento followers non può essere considerato un giurato attendibile
  • Occorre considerare chi sono i vincitori degli anni precedenti. I vincitori sono sempre pubblicati con le medesime case editrici oppure c'è alternanza?
  • Che calibro ha il concorso? Dà effettiva visibilità? Ha una risonanza mediatica? Dove viene pubblicizzato, su un quotidiano o sul giornalino della via del quartiere della città di Vattelapesca?
  • Che numero di partecipanti ha avuto negli scorsi anni? Quanti sono stati i vincitori a fronte dei partecipanti?
  • Che sponsor ha? E come si ottiene lo sponsor del comune Tal dei Tali?  È rilasciato a chiunque (tanto è gratis!) o sulla base di criteri precisi?

È evidente come la scelta non sia facile per l'autore, che deve essere un vero e proprio esperto di marketing per divincolarsi nei labirinti del mercato letterario.

Per quanto riguarda i concorsi di alto livello, cosa accade? A tal proposito, chiudiamo con un aforisma:

Benché appena adolescente, nonostante nessun ragazzo ancora (ma su questo il geometra avrebbe scommesso non più di trecento biglietti da cento), avesse incrinato un imene il cui valore a sedici anni Clara doveva essere abbastanza sveglia da saper moltiplicato dal giorno in cui non ci sarebbe stato più, se la sentiva cuocere nello spazio tra il sedile e se stessa. (...) Ecco il problema di Ruggero: la concrezione di pazzi con cui la sorte voleva distoglierlo dall’unica attività che lo avrebbe reso libero, il tasto su cui battere fino a quando la particola di follia che in linea retta alimentava anche lui fosse diventata un nudo anello che non trasmette niente, lo studio, lo studio fanatico della medicina a cui si dedicava senza perdere un attimo.

Si tratta di un estratto – piuttosto incomprensibile - del romanzo La ferocia di Nicola Lagioia, che ha vinto l'ultima edizione (2015) del Premio Strega.

(articolo a cura di Giovanni Garufi Bozza)

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