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Tra i tanti temi affrontati dal Libro del Mese di Maggio 2016, Il signore delle mosche di William Golding, c'è quello del bullismo: argomento, purtroppo, che sempre più spesso la cronaca porta alla ribalta.

Golding ha una visione assai pessimista: il suo libro narra di un gruppo di ragazzini naufraghi su un'isola che, abbandonati a se stessi, tenderanno a prediligere un'organizzazione basata sulla violenza piuttosto che sulla democrazia e gli esclusi e i diversi non avranno vita facile.

Dallo stesso spunto, ma con risultati diametralmente opposti, è partita Elisabetta Gnone per scrivere il suo romanzo per bambini Olga di carta (edito da Salani alla fine del 2015).

La Gnone è rimasta scioccata dalla visione di alcuni video di pestaggi avvenuti nelle scuole, nei quali i carnefici non mostravano né compassione né pietà per le vittime; la tristezza provata, sia per chi subiva sia per chi agiva con crudeltà, l'ha portata a scrivere la storia di una bambina "diversa" poiché, secondo lei, da questo partono le violenze: la paura della diversità. I ragazzi si riuniscono in gruppi per trovare un senso di sicurezza e di omogeneità, per esorcizzare la paura; così il branco acquista forza e isola il debole, chi non si uniforma.

Di tutto ciò la Gnone ha parlato in un recente incontro a Bassano del Grappa (VI) ed è proprio "l'incontro", la soluzione al grave problema. L'incontro con persone nuove per comprenderne il valore reciproco, poiché a tutti in qualche modo è capitato di sentirsi fuori luogo; l'incontro passa anche attraverso la cultura, poiché essa ci aiuta a conoscere e comprendere altre persone e sentimenti e quindi a non averne paura; inoltre la cultura unisce persone distanti e sconosciute che imparano ad apprezzarsi, si creano così delle amicizie "di carta" in comune e un libro può diventare una consolazione infinita.

Per la scrittrice è stato difficile scrivere Olga di carta: "scrivere è solo la parte finale" — dice — "prima di tutto i libri nascono da una necessità, dalla voglia di trasmettere qualcosa". E la sua Olga è una storia nella storia, che un po' ci ricorda Pinocchio, Alice nel paese delle meraviglie e Il mago di Oz.

Parte da casa per cercare una maga che la renda normale ma, attraverso il suo viaggio straordinario e l'incontro con persone speciali (che la aiuteranno a cercare dentro di sé i pregi e non i difetti e a domandarsi cosa sia la "normalità"), comprenderà di non esser più diversa ma unica!

È una bella favola per grandi e piccini perché c'è sempre bisogno di ricordare che ogni uomo vale per ciò che è, poiché "tutti hanno una dote, qualcuno perfino due o tre".

Elisabetta Gnone, già famosa in tutto il mondo per aver creato le W.I.T.C.H. per la Disney e per la saga di libri Fairy Oak (dei quali è in corso, da qualche mese, la ristampa), vive in una cascina del trisavolo dove, oltre a ricevere l'influsso di un'eredità di narrazioni orali delle generazioni passate, ama occuparsi dell'orto e del giardino: in effetti, nelle sue storie cerca sempre di mettere in risalto l'equilibrio fragile della natura perché, in fondo, è bello imparare a rispettare ogni tipo di diversità.

(articolo a cura di Erica Vanzo)

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