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William Gerald Golding è stato un narratore e saggista britannico, Premio Nobel per la letteratura nel 1983. Nelle sue opere Golding descrive le difficoltà dell’uomo nel soddisfare i suoi diritti naturali di base e il suo primitivo modo di comportarsi in situazioni estreme. Il tema è trattato nel suo romanzo d'esordio e di successo Il signore delle mosche, Libro del Mese di Maggio 2016.

“L'uomo produce il male come le api producono il miele”.

William Gerald Golding nacque il 19 settembre 1911 a San Colombo Minore, in Inghilterra e nella sua infanzia e giovinezza ricevette una solida formazione umanistica e letteraria che lo portò a studiare a Oxford letteratura e filosofia.

Nel 1934 pubblicò la sua prima raccolta di poesia, Poemi, e l'anno successivo conseguì la laurea breve. Golding iniziò poi a lavorare a Salisbury come insegnante e conobbe Ann Brookfield, attivista comunista, che sposò. La coppia ebbe due figli, David e Judith Diana.

Si interessò e approfondì gli studi sulla conoscenza dell'uomo, l'antroposofia, basata sulle teorie del filosofo austriaco Rudolf Steiner, idee che lo accompagnarono nel corso della sua vita e in molte sue opere, tra cui Il signore delle mosche, Libro del Mese di Maggio 2016, esordio dell'autore. Queste teorie portarono Golding ad avere sfiducia nell'essere umano, sentimento accentuato durante la Seconda guerra mondiale - da lui combattuta in Marina partecipando attivamente anche allo Sbarco in Normandia: lo scrittore visse la tragicità della guerra in maniera cruda, tanto da convincersi che il male trionfa sempre sul bene.

Il signore delle mosche, una delle opere più popolari della letteratura inglese, prende il nome suggeritogli dal direttore della casa editrice. Il romanzo prende forma dagli esperimenti che Golding conduce nella scuola elementare di Salisbury, dividendo i bambini in due gruppi e osservandoli nello svolgersi di discussioni con il supporto di un moderatore o no; in quest'ultima situazione spesso le discussioni sfociano in rissa. Golding racconta quindi la storia di un gruppo di ragazzi costretti a vivere da soli su un'isola paradisiaca a causa di un incidente aereo: in un primo momento vengono instaurate regole nel gruppo, che però finisce  con l'essere governato dal più forte, causandone il deterioramento in maniera irrimediabile. Da questo romanzo si comprende la totale sfiducia di Golding nei confronti dell'essere umano, incapace di convivere in maniera pacifica, incolpando di ciò l'evoluzione della ragione e del progresso.

La seconda opera di Golding, Uomini nudi, ha come protagonista una comunità di uomini di Neanderthal e il primo contatto con una comunità di homo sapiens. È seguito un anno dopo da La folgore nera, in cui troviamo un naufrago che, aggrappatosi a uno scoglio, riflette sulla sua vita nel poco tempo che gli resta prima di morire.

Nel 1962 Golding abbandona l’insegnamento per dedicarsi alla scrittura e all'analisi dell'oscura condizione umana e del progresso. Questo suo lavoro è riconosciuto con il conferimento, nel 1983, del Premio Nobel alla letteratura «per la sua capacità di descrivere efficacemente la condizione umana nel mondo contemporaneo, grazie ad una chiarezza narrativa realistica e all'universalità del mito.».

Nel 1992 subisce l’asportazione di un melanoma maligno sul volto e un anno dopo, il 19 giugno, muore a causa di un attacco cardiaco.

(articolo a cura di Katya Scarvaglieri)

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