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José Saramago scrittore, giornalista, poeta, critico letterario e drammaturgo portoghese, è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1998. Con i suoi testi raffinati e intellettuali, la sapienza nel mescolare finzione e realtà anche attraverso figure allegoriche, ci narra dei mali della società – come nel suo romanzo Cecità, Libro del Mese di Giugno 2016.

José de Sousa Saramago nasce il 16 novembre 1922 ad Azinhaga, in Portogallo, da una famiglia di agricoltori. Trasferitasi a Lisbona quando lo scrittore era ancora piccolo, vive tra difficoltà economiche che, più tardi, costringeranno Saramago a lasciare gli studi universitari per svolgere diversi lavori, fino ad approdare al mondo delle parole come giornalista, traduttore e correttore di bozze. Oltre al suo lavoro, Saramago è un uomo impegnato politicamente al fine di migliorare la situazione in cui versava il suo Paese e, per questo, viene sabotato dalla censura del dittatore Salazar – come avviene al suo romanzo Terra del peccato del 1947. Si iscrive al Partito Comunista Portoghese, che opera in clandestinità.

Per capire ciò che Saramago ha scritto ed è stato, non si può e non si deve separare lo scrittore dal suo costante impegno politico e dalle sue molte altre attività, che lo hanno portato a diventare anche uno dei critici più popolari sulla rivista Seara Nova. In seguito, si inserisce nel campo editoriale, lavorando come direttore letterario e di produzione, per dodici anni, presso una casa editrice.

La sua carriera può essere divisa in due parti: un periodo di formazione, che va fino allo scoppio della "rivoluzione dei garofani" – il colpo di Stato che porta nel 1974 alla caduta del regime di Salazar – durante il quale pubblica poesie, cronache, opere teatrali, novelle e romanzi, e la parte successiva alla rivoluzione che lo porta all'avvio di una nuova narrativa "portoghese", di cui un esempio è il suo romanzo Una terra chiamata Alentejo, che narra delle rivolte della popolazione più a est del Portogallo.

Questi suoi sforzi, nonostante la censura impostagli, vengono ripagati con il suo primo successo con Memoriale del convento, ma la fama internazionale arriva con L’assedio di Lisbona, Il Vangelo secondo Gesù e Cecità, Libro del Mese di Giugno 2016.

Insignito nel 1998 del Premio Nobel per la letteratura perché “con parabole, sostenute dall'immaginazione, dalla compassione e dall'ironia ci permette continuamente di conoscere realtà difficili da interpretare”, vengono quindi premiate non solo le sue qualità di scrittore ma anche quelle di "uomo delle battaglie civili". Saramago nell'occasione ha ricordato coloro che lo avevano reso tale: i suoi nonni paterni che, anche se analfabeti, sapevano ciò che era necessario per vivere, insegnandogli a conoscere la vita.

José Saramago muore nelle Isole Canarie il 18 giugno 2010 e, così come lui soleva dire: “Le parole sono l’unica cosa immortale: quando uno è morto, ai posteri rimangono solo loro”, noi lo ricordiamo e ricorderemo attraverso le sue parole ironiche ma taglienti.

(articolo a cura di Katya Scarvaglieri)

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