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La notizia, clamorosa se fosse definitivamente confermata, è che attraverso una inchiesta del Sole 24 Ore che ha incrociato i flussi di denaro tra la casa editrice e/o, i cui responsabili sono Sandro Ferri e la moglie Sandra Ozzola, e Anita Raja sembrerebbe assodato che la vera identità della scrittrice Elena Ferrante sia proprio da ricondursi a quella della collaboratrice nonché traduttrice di parecchie opere di Christa Wolf (ma anche di parecchi altri autori come Ingeborg Bachman) edite da e/o.

Non è la prima volta che si fa il nome di Anita Raja, moglie dello scrittore Domenico Starnone a sua volta più volte "accusato" di essere la vera Elena Ferrante. La vera novità è che Claudio Gatti, autore dell'inchiesta del Sole 24 Ore, pubblicata in contemporanea anche da Frankfurter Allgemeine Zeitung, Mediapart e New York Review of Books, ha scoperto che un flusso di denaro sempre più consistente negli anni è transitato dai conti della casa editrice e/o a quello della Raja, che avrebbe acquistato a suo nome un appartamento di sette vani in una zona "nobile" di Roma e una casa in campagna in un paesino chic della Toscana. In solidale poi con il marito, qualche mese fa, anche un appartamento di 11 vani a Roma del valore di circa 1,2-2 milioni di euro.

Inoltre, Gatti mette in risalto che alcuni aspetti dell'autobiografia della Ferrante sarebbero stati falsati per depistare il più possibile: la madre non era una sarta napoletana bensì un'insegnante ebrea polacca nata a Worms, in Germania, Anita Raja non ha un fratello e ha vissuto a Napoli solo i primi tre anni della sua esistenza.

In passato parecchie volte sono state avanzate ipotesi sulla vera identità della Ferrante, corredate da più o meno autorevoli studi sullo stile della scrittrice, paragonato a quello dei probabili candidati: Goffredo Fofi, Gaetano Quagliarello, Domenico Starnone, Marcella Marmo, Sandro e Sandra Ferri.

Chi vi scrive, avendo apprezzato la tetralogia de L’amica geniale, si è dimostrato molto curioso sulla sua vera identità. Fino a quando non ha letto una dichiarazione della scrittrice in cui affermava che, qualora si fosse scoperto qualcosa sulla sua vera identità, lei non avrebbe mai più scritto nulla. Questo, insieme all'inalienabile diritto alla privacy, lo ha fatto desistere dal chiedersi chi si nascondesse dietro lo pseudonimo.

In Italia difficilmente si perdona a una donna il grande successo che la Ferrante sta avendo all'estero, successo che ha inevitabilmente messo in moto invidie e rancori. E risulta incomprensibile a molti la sua decisione di non mostrarsi in qualche show televisivo o di concedere interviste "dal vivo".

Lo fa per tornaconto? Si tratta di una raffinata forma di pubblicità? Può darsi, in ogni caso è una scelta ben precisa e da rispettare fino in fondo. E anziché accanirsi, forse sarebbe più proficuo leggere i suoi libri.

(articolo a cura di Pietro Busalacchi)

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