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Il fantasma dell'opera, di Gaston Leroux, Libro del Mese di Novembre 2016, è ambientato al palazzo Garnier, conosciuto in tutto il mondo come l'Opéra di Parigi, simbolo della Francia di Napoleone III, che nella seconda metà dell'Ottocento, ritorna a essere il centro culturale, politico e sociale d'Europa, dopo l'umiliazione di Waterloo.

Si tratta del complesso architettonico, conosciuto col nome di Opéra National de Paris, del quale fa parte anche l'Opéra Bastille, risalente al 1669. Tuttavia, il palazzo Garnier, costruito dall'omonimo architetto tra il 1861 e il 1875, fu fortemente voluto da Napoleone III, dopo essere sfuggito miracolosamente a un attentato che vide vittime, ben otto membri della Corte Francese.

Le motivazioni che diedero inizio ai lavori, furono conseguenti alla sicurezza pubblica e alla necessità di difendere la vita dell’imperatore durante i suoi svaghi. Nel corso degli anni, però, i lavori, che rallentarono a causa della guerra franco-prussiana, subirono una forte accelerazione, fino al loro completamento, a causa dell’incendio che, nel 1873, che distrusse la vecchia Opéra di Parigi.

Napoleone III non vide mai ciò che sarebbe dovuto essere il simbolo della sua grandezza. Il palazzo, infatti, fu inaugurato solo il 15 gennaio 1875, alla presenza del Presidente della Repubblica Mac Mahon. Nella progettazione del palazzo, l'architetto Garnier volle definire uno stile architettonico nuovo, conosciuto come eclettico ma che egli intitolò allo stesso imperatore committente, che univa bellezza e semplicità rinascimentale, alla ricercatezza e la plasticità del Barocco.

All'esterno, il palazzo appare maestoso, decorato con fregi di marmo, colonne e statue, molte delle quali dedicate a divinità della mitologia greca. Sulla facciata anteriore si trovano i busti di bronzo di Rossini, Auber, Beethoven, Mozart, Spontini, Meyerbeer e Halévy, mentre sui lati della facciata, vi sono i busti dei librettisti Eugène Scribe e Philippe Quinault. Agli apici della facciata principale vi sono due gruppi dorati che raffigurano l'Armonia e la Poesia. In ogni caso, il complesso scultorio più importante e conosciuto è l'Apollo, Poesia e Musica, realizzato da Aimè Millet, situato al vertice del timpano sud.

All'interno, invece, si esprime tutta la ricercatezza barocca e la maestosità si trasforma in magnificenza, opulenza e fastosità, tanto che l’idea complessiva che si ricava è quella di un piccolo scrigno che racchiude inimmaginabili ricchezze. Gli interni, e in particolare il ridotto e lo scalone sono impreziositi da velluti, foglie d'oro, cherubini e ninfee. La platea, inoltre, è sovrastata da un enorme lampadario di oltre sei tonnellate.

Nei sotterranei, si trova un piccolo laghetto, scoperto durante i lavori di costruzione e ancora oggi visitabile, nel quale secondo Le Roux, si nasconderebbe il fantasma. Si tratta di un palazzo che si sviluppa su più livelli, che coniuga interni labirintici e sfarzosi con esterni lineari e maestosi: è il luogo che crea la storia.

Nel romanzo di Leroux, è evidente che il protagonista sia proprio il palazzo Garnier, luogo ove i personaggi vivono tra verità e finzione, tra razionalità e superstizione, nell'ombra ma aspirando alla luce.

(articolo a cura di Emiliano Marzinotto)

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