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"Il Maestro delle ombre" di Donato Carrisi

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Sembra proprio che le avventure del Penitenziere Marcus e della fotorivelatrice Sandra Vega siano destinate a durare nel tempo e nello spazio. Torna in libreria uno dei migliori autori del genere thriller, Donato Carrisi, con il suo nuovo romanzo Il Maestro delle ombre, che riprende il filone del Tribunale delle Anime e dei suoi protagonisti controversi, alle prese con una Roma senza luce, un assassino feroce e un nubifragio furente.

Copertina del libro "Il maestro delle ombre" di Donato CarrisiPer fortuna esiste Donato Carrisi. Sì, avete letto proprio bene, il thriller italiano ha certamente bisogno di un protagonista che domini con qualità e originalità lo scenario di questo particolare genere letterario che, mai come oggi, sembra presentare libri clonati gli uni con gli altri. Le trame si ripetono, sono sempre le stesse, ma poi se ti arriva in mano un libro di "Donatone", allora la tua opinione cambia radicalmente, soprattutto se non hai mai letto un suo romanzo.  Gli amanti di questo scrittore ringraziano per il bel regalo fatto poco prima di Natale: il suo nuovo romanzo, dal titolo "Il Maestro delle ombre" (edizione Longanesi).

Ritroviamo due dei suoi personaggi più riusciti: l'ex fotorilevatrice Sandra Vega e il Penitenziere Marcus, che riescono a mantenere intatte le loro figure e le loro caratteristiche fin quando non s'incontreranno nuovamente. Lo sfondo è Roma, la città eterna, la città–museo, costretta a un blackout totale che durerà due giorni interi, mentre fuori piove insistentemente e non sembra voler smettere, il Tevere minaccia una pesante esondazione e un killer imperversa per le strade ammazzando tramite antiche torture persone completamente slegate tra loro. Solo apparentemente, perché dopo pochi capitoli la trama s'infittisce e si comprende come in realtà il disegno celato dietro  a queste uccisioni sia molto più grande, più ambizioso e notevolmente assai più pericoloso e difficile da fermare.

Come nei precedenti romanzi che hanno fatto seguito al primo "Il Tribunale delle Anime", anche qui Carrisi riesce a trasmetterci una miscela esplosiva di dettagli raccapriccianti, diretti come una lama che penetra nella carne. Particolari non usuali ma tutti volti a dipingere una situazione quasi post apocalittica, per mostrare la nostra dipendenza dall'energia elettrica, in primis perché alimenta le nostre case e sicuramente perché ci permette di stare con i nasi incollati ai nostri smartphone. In secondo luogo, lo scrittore riesce a insinuare nei suoi lettori un dubbio agghiacciante: quanti di noi/di voi hanno mai sognato di uccidere qualcuno? O anche solo di far male fisicamente a una persona che ci ha riempito di pesanti torti? Ora grazie al buio che domina una città tendenzialmente inondata di Luce, tutti hanno la possibilità d'infrangere determinate regole dettate dalla società, dalla giustizia, dalla comune decenza, dalla religione, ma soprattutto dalla paura e di agire e comportarsi come più conviene. Come l'assassino, anche Marcus e Sandra si ritroveranno faccia a faccia con personaggi abietti, egocentrici, convinti di poter fermare l'inarrestabile, dai contorni così sfuggenti che non sai nemmeno se puoi fidarti di te stesso. La conseguenza è che un'ignobile persona necessita sempre di un vile aiuto e se quell'appoggio arriva dalle alte sfere del potere (distorto, mal interpretato, ingiusto), allora gli effetti possono essere esplosivi, per chiunque cammini su quella strada.

Un Carrisi pieno d'idee, che attraverso la scrittura, crea un panorama che prende vita davanti agli occhi del lettore trasformandosi in una serie d'immagini, in un film appassionante fino all'ultima sua riga.

(articolo a cura di Rebecca Cauda)

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