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Dentro il libro - Ritratti d'autore: Alexandre Dumas (padre)

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Alexandre Dumas (padre) - per distinguerlo dal figlio, autore de La Signora delle Camelie, Libro del Mese di Novembre 2014 - fu un grande drammaturgo e scrittore francese. Famoso per i suoi capolavori, come Il Conte di Montecristo e la trilogia composta da I tre moschettieri, Vent'anni dopo e Il visconte di Bragelonne, è l'artista con le opere più riprodotte, che contano 257 volumi, cui se ne aggiungono altri 20 di sue memorie, che stiamo apprezzando mediante la lettura de I Borgia, Libro del Mese di Marzo 2017.

Alexandre Dumas (padre)Alexandre Dumas nacque il 24 luglio 1802 a Villers-Cotterêts, in Francia, dal padre Thomas Alexandre Davy de la Pailleterie, che cambiò il suo cognome prendendo il soprannome della madre, una schiava africana di Haiti detta la femme du mas – la femmina della masseria.

Alexandre Dumas restò orfano di padre a tre anni e mezzo e fu allevato dalla madre Marie-Louise Elisabeth Labouret, che gestiva un piccolo spaccio di tabacchi. Per difficoltà economiche della famiglia non poté terminare gli studi, nonostante spiccasse già in lui un forte interesse per la letteratura. Si ritrovò a esercitare diversi mestieri, fino a lavorare nelle cucine dell'albergo del nonno. A ventuno anni si trasferì a Parigi, lavorò da copista e, nel luglio del 1824, nacque Alexandre Dumas figlio da una relazione con una sarta, Catherine Labay.

Iniziò a scrivere testi per il teatro e, dopo il successo del suo Enrico III e la sua corte, acclamato dal pubblico, abbandonò l'impiego di copista per dedicarsi alla scrittura. Nel 1843 si sposò con Marguerite Ferrand.

Scrisse molto durante la sua vita ed una delle sue opere letterarie più famose è Il conte di Montecristo. Completata nel 1844, venne pubblicata in due anni, suddivisa in 18 parti, sulla rivista Le Siècle. Ambientata tra l'Italia, la Francia e le isole del Mar Mediterraneo durante la fine del regno di Napoleone I tra il 1815 e il 1838, segue temi importanti come la misericordia, il perdono, la vendetta e la giustizia.

Un altro suo celebre romanzo è I tre moschettieri, capitolo iniziale della trilogia comprendente anche Vent'anni dopo e Il visconte di Bragelonne, nella quale i tre famosissimi moschettieri Athos, Porthos e Aramis prendono vita insieme al protagonista D'Artagnan.

La vita agiata lo spinse a comprare un terreno e a costruirci il Castello di Montecristo, che poi dovette vendere a causa del fallimento del Teatro Storico. Fu sovrastato dai debiti così, nel 1851, si nascose in Belgio. Girò vari paesi e, dopo aver risolto i problemi finanziari, nel 1854 ritornò a Parigi. Viaggiò molto e tenne diari di viaggio, tra cui Le caucase, nel quale raccontò la Russia, da San Pietroburgo fino al Caucaso, e le vicende del conflitto russo-ceceno.

Nei suoi tanti itinerari conobbe Giuseppe Garibaldi, divenendo suo amico. Durante un viaggio nel Mediterraneo per scrivere Il grande viaggio di Ulisse, Dumas raggiunse Garibaldi in una spedizione dei Mille e lo aiutò fornendogli armi, munizioni e camicie rosse. Testimone della Battaglia di Calatafimi nel 1860, la raccontò ne I garibaldini. Questo legame li vide insieme anche nell'ingresso di Garibaldi a Napoli, dove Dumas ottenne successivamente l'incarico di Direttore degli scavi e dei musei dal 1861 fino al 1864, quando lasciò il ruolo perché mal visto dai napoletani e tornò a Parigi.

La città di Napoli è narrata con le sue sfaccettature ne Il Corricolo e La San-Felice, biografia romanzata di Luisa Sanfelice, nobildonna italiana al tempo del Regno di Napoli che fu coinvolta nella Repubblica Napoletana. Scrisse anche la storia de I Borboni di Napoli.
Sempre per incarico di Garibaldi, fondò e diresse il giornale L'indipendente.


Dopo vari viaggi per l'Europa, fu colpito da una malattia vascolare che lo lasciò semiparalizzato. Questo lo costrinse a trasferirsi nella villa del figlio Alexandre a Puys, in Francia dove terminò alcuni suoi cicli di romanzi. Morì il 5 dicembre del 1870.

Nel 2002, senza rispettare le sue volontà che chiedevano di rimanere nel cimitero del suo paese natale Villers-Cotterêts, i suoi resti furono trasferiti a Parigi.

Fautore delle pubblicazioni a puntate e considerato, infatti, il padre dei feuilletons, i famosi romanzi d'appendice, con i suoi colpi di scena ancora oggi cattura e fa smaniare il lettore.

(articolo a cura di Katya Scarvaglieri)

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