Inauguriamo la Rubrica Letteraria del Club del Libro parlandovi di Anobii, social network dedicato ai libri. Creato nel 2005 ad Hong Kong, ma presto divenuto fenomeno globale e tradotto in quindici lingue (tra cui l’italiano), deve il suo curioso nome all’Anobium punctatum, il “tarlo della carta”: così vengono infatti chiamate, nei Paesi anglosassoni, le persone che trascorrono molto del loro tempo sui libri.

Registrarsi è gratuito e permette di creare e condividere con gli altri iscritti la propria libreria, scegliendo tra i venti milioni di titoli presenti nel database (ed, eventualmente, aggiungerne di nuovi, qualora non presenti): basta inserire il titolo, l’autore o anche semplicemente il codice ISBN del libro, ed il gioco è fatto. I libri possono essere catalogati con etichette personalizzate ed ordinati secondo preferenza, visualizzati in elenco o su eleganti shelf in legno. Una volta inserito il libro, è possibile aggiungere ulteriori dati, ovvero quando è stato iniziato e terminato, dove lo si è preso (biblioteca, prestito di un amico, acquisto in tale libreria, ecc.), se lo si è riletto e commenti personali. Molto interessante – per non dire geniale – è la sezione Lista dei desideri, nella quale inserire, appunto, i libri che si desidera leggere, con tanto di priorità. Fin qui, il ruolo di Anobii sembra essere prettamente catalogatorio ma, in verità, l’obiettivo principale è la socializzazione attraverso la lettura. I libri possono essere commentati, recensiti, giudicati in base ad una valutazione che va da 1 a 5 stelline e discussi in appositi gruppi; addirittura, è possibile venderli, acquistarli o scambiarli con altri utenti. E’ possibile seguire l’attività di altri iscritti sia come “amici” (persona che si conosce realmente) sia come “vicini” (persona con cui si ha affinità letteraria, ma che non si conosce personalmente). Navigando per il sito, inoltre, nel profilo di ogni utente, viene evidenziato il grado di compatibilità con i propri gusti letterari (dato dal numero di libri letti e desiderati in comune), con la possibilità di interagire inviando messaggi privati o lasciando un commento nell’apposita sezione del profilo personale. 

Infine, utilissima è la funzionalità statistica: si può conoscere il numero di pagine lette in un anno, il numero di utenti che ha sbirciato nella nostra libreria, quali e quanti libri gli altri utenti hanno scoperto grazie a noi, ecc.
Dato il successo ottenuto nel mondo, ancor più grande in Italia, che vanta ben il 40% degli iscritti totali, la casa editrice Rizzoli ha pubblicato, nelle 493 pagine del libro “Anobii. Il tarlo della lettura” (2009), le seicento recensioni più popolari del sito.
Anche per chi non ama particolarmente la tecnologia, Anobii è un ottimo compromesso tra l’informatizzazione (della cultura e dei contatti umani) del Terzo Millennio ed il piacere della lettura.
Per iscrivervi o semplicemente dare un’occhiata, vi rimando al sito internet di Anobii.

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)