SINOSSI

Anno 1977. La piccola provincia piemontese. Salvatore è un teppista, un delinquente, arrabbiato con la vita e con se stesso, cattivo con tutti, contraddittorio e impavido. In casa è ai ferri corti con Rosario: i due fratelli, attraverso gli anni, hanno maturato un sentimento reciproco di odio, profondo e irreversibile; ora sono in aperta competizione per il primato all’interno della famiglia e Rosario, per accattivarsi i fratelli più piccoli, li sta trascinando verso la delinquenza, cosa che fa infuriare Salvatore. Gianni e Alberto sono due adolescenti inetti, infelici, egoisti, contro cui Totò ha giurato vendetta per un presunto sgarbo; Flavio, invece, è un ragazzo mentalmente ritardato, al quale i due hanno fatto credere che al Caffè Torrefazione, ai confini orientali di Vercelli, finisce il mondo. I destini di questi personaggi – e di tanti altri, che entrano successivamente in scena – si intrecciano e si compiono tragicamente una notte di aprile del 1977. Totò si reca a Vercelli con l'intenzione di dare una lezione a Rosario; ma vi incontra inaspettatamente Gianni e decide di sfruttare l'opportunità di vendicarsi di lui: quanto a Rosario, potrà punirlo anche in un altro momento. Gianni, braccato dal suo avversario, tenta disperatamente di porsi in salvo. Ha così inizio una incalzante sequenza di fatti drammatici, talora paradossali, a tratti anche comici, che sconvolgeranno per sempre l'esistenza dei protagonisti e li costringeranno a prendere veramente coscienza di se stessi e della propria vita. Totò ucciderà un uomo – un poliziotto ubriaco che cerca di difendere Gianni – cosa che lo turba profondamente e lo induce a meditare sulla sua vita infame, fatta solo di violenza e odio. Il giovane, così, matura a poco a poco una decisione estrema. Gianni, intanto, è raggiunto dai suoi amici, con cui vorrebbe ritornare a casa, per sfuggire alle grinfie di Totò; ma circostanze imprevedibili lo impediscono, costringendo il gruppo a nuove peripezie. Il finale? Il finale non può che essere dopo il Caffè Torrefazione, all’estremità di Vercelli, là dove finisce il mondo. In questo luogo fatidico i protagonisti della storia – Totò Nocera, l'odiatissimo fratello Rosario, i ragazzi Gianni e Alberto, e Flavio, il demente – si ritroveranno, tutti quanti, chiudendo definitivamente i conti tra di loro e con la loro vita. Il mondo finisce al Caffè Torrefazione: non è solo una fantasia. E' la concreta verità dell'esistenza, nel senso che la vita pone agli uomini dei limiti assolutamente invalicabili. Per Totò Nocera il limite è la sua anima violenta, per Gianni la propria debolezza e vigliaccheria, per tutti gli esseri umani la propria natura e la propria mente – in una parola, la propria persona. Il mondo, insomma, finisce sempre, in ogni istante, al Caffè Torrefazione come in ogni altro luogo, ogniqualvolta sperimentiamo l'impossibilità di essere diversi da quel che siamo. La vicenda di questo romanzo è tragica, nel senso più profondo del termine, ma è raccontata con leggerezza, alternando brani drammatici ad altri in cui prevale l’ironia o addirittura la comicità aperta. Il romanzo ha vinto la XIX edizione del premio letterario L'incontro (2014).

AUTORE

Paolo Autino è nato a Vercelli. Docente di lettere classiche ai Licei, ha pubblicato un saggio di storia greca dal titolo “I terremoti nella Grecia classica”. Questo è il suo esordio come romanziere.