Mi chiamo Simone. Simone Fancelli… e sono… in questo momento ho qualche difficoltà a definirmi. Dire che sono un ingegnere è arrogante e riduttivo. Non si è mai quello per cui abbiamo studiato. Sono un musicista? Se significa che compongo e suono, sì lo sono. Ma non lo faccio per mestiere e quindi anche questa come definizione è incompleta. Di sicuro non sono propriamente uno scrittore. Ho scritto due libri, vero, uno l'ho pubblicato, ma ho sentito dire che un libro non esiste se non viene letto e ancora il mio libro è lì che nuota per emergere. Ad insegnarmi comunque che avevo questa capacità ed a incoraggiarmi, o meglio, che avevo almeno la capacità di narrare una storia, inventarmela e portarla avanti ci hanno pensato i miei figli, inizialmente durante un lungo viaggio in macchina che non finiva più. Poi giorno dopo giorno, mi sono accorto che ad ogni angolo, in ogni momento, ci sono pensieri che nascono e se si ha l’allenamento e la voglia di svilupparli e farli crescere, se ne può ricavare una storia. Ben scritta? Lo giudichino i lettori! Io preferisco quelle di fantasia, scollegate quasi del tutto dalla realtà ma che tuttavia riescono a parlare all'anima; che non siano cioè solo un concatenarsi di eventi. Nascono così i miei due libri. Voglio parlarvi però,ovvio, solo di quello pubblicato: "La linea verde".

"La linea verde" è la storia di Neve, una ragazzina che viene trovata ferita nei pressi di un villaggio di montagna. Chi l'ha ridotta così? Cosa le è accaduto? Neppure lei, al risveglio, sa spiegarlo. Non ricorda niente e Neve non è il suo nome, ma quello che William, l’anziano che l’ha trovata, ha scelto per lei a causa dell’insolita nevicata fuori stagione verificatasi quel giorno. Da questo momento in poi Neve inizia la sua nuova vita a Soulpass, circondata dall'affetto di nuovi amici; nessuno viene a cercarla e la memoria torna solo a sprazzi brevi e troppo frammentari per aiutarla a ricostruire il suo passato. Soulpass si rivela un luogo piuttosto insolito: gli abitanti sembrano provenire un po’ da ogni dove, vivono isolati dal mondo esterno, ogni tanto qualcuno scompare misteriosamente, ma nessuno sembra darci troppo peso e la prima spiegazione plausibile viene data per buona: ora la colpa è dei selvaggi indiani guidati da Pontorme, che vivono nei territori della riserva, ora degli orsi Baribal, ora di Hamas, un eremita colpevole di scrivere libri "pericolosi per la mente", capaci di far perdere il lume della ragione ad un uomo conducendolo alla pazzia. Sarà proprio con Hamas che Neve instaurerà un rapporto speciale raccontandogli della prigione nera dove a volte si ritrova suo malgrado e da cui fino ad ora è sempre riuscita a fuggire. Hamas, dal canto suo, nutre per la ragazzina un affetto paterno e la inizia al gusto della lettura per quei libri proibiti che parlano di filosofia e mondi sconosciuti e che costituiscono l’unica cosa che transita liberamente da Soulpass verso il mondo esterno e viceversa. Da un certo momento in poi gli eventi si susseguono ad un ritmo incalzante; Neve, che di azioni singolari per non dire incredibili si accorge di saperne fare molte, inizia da avere timore per se stessa; la vicenda si complica e confonde le carte in gioco spiazzando con un finale che fa guardare tutta la storia da un'altra prospettiva, da un altro livello di comprensione. E' un libro semplice e complicato al tempo stesso, una favola moderna che spero potrà affascinare e far riflettere adulti e ragazzi.

Adesso tocca a voi, lettori dei libri, decidere se "La linea verde" debba "esistere".