Mi è piaciuto molto scrivere questo libro e mi è piaciuto leggerlo. Ho vissuto le esperienze di Marcello, il protagonista, ho conosciuto i luoghi che egli ha vissuto e le persone che ha incontrato. Mi sono innamorato come lui e sono stato egoista come lui. Ho conosciuto il rischio del gioco d'azzardo e ho goduto del buon bere, ubriacandomi, a volte, ma con intelligenza. Chi ha letto il libro, nelle occasioni in cui ci s'incontra, mi chiede se è un racconto autobiografico. Questo è il mio secondo libro ed in realtà, come nel primo del resto, c'è sempre qualcosa, in quello che scrivo, che è figlia delle mie esperienze, dei miei incontri, dei miei momenti allegri e di quelli tristi; ma del resto, ogni scrittore non può esimersi dal trasferire al suo lettore qualcosa di se. Ho voluto leggere ed invitare a leggere questo libro ascoltando anche della musica, la stessa musica che accompagna la vita di Marcello Terzi sino a quando egli stesso diventa addirittura musicista, un discreto ma limitato musicista che fa di alcuni brani la colonna sonora della sua vita. Potete farlo anche voi se volete, è una indicazione, nulla di più. Quando leggo un buon libro lo "gusto" come quando cucino e poi mangio un buon pesce che gusto, appunto, a ritmo lento, togliendo le spine e sentendo il profumo e prendendomi qualche pausa per mandare giù del buon vino bianco rigorosamente fresco di secchiello. Così faccio con i libri: leggo e poi ascolto; chiudo gli occhi e riesco ad entrare nella storia, nei suoi luoghi, tra i suoi personaggi, anche fisicamente e, a volte, la musica diventa come la colonna sonora di quei grandi film che non dimenticheremo mai perché ci hanno fatto il regalo più grande: ci hanno fatto sognare.

Fabrizio Borni