DESCRIZIONE

Questo saggio critico si sviluppa in due parti: una diacronica, seguendo un percorso della vita interiore di Leopardi ed una sincronica, analizzando lo sviluppo di temi principali della poetica leopardiana. Nella prima il percorso si articola da l'Infinito e arriva a La Ginestra ed in questo contesto l’individuum del poeta (cioè la sua essenza, la parte indivisibile), che trova la sua espressione in L’Infinito, dopo una lacerazione tra l'innata istintiva gioia di vivere (es) ed il ferreo controllo della ragione (superego) viene ad annullarsi nel sexus, inteso come partecipazione in qualità di segmento ad un'unità diversa dall'individuo. Leopardi cioè diventa segmento dell'umanità, senza una propria identità indivisibile. La ginestra è l'espressione di quest'ultima condizione. Nel ciclo di Aspasia e soprattutto nei due canti, Il pensiero dominante e Aspasia, questa istanza "sessuale" cerca di trovare, invano, una realizzazione concreta nel rapporto amoroso di coppia (primo tradimento dell'individuum, come entità singola). In questo percorso, oltre alla lacerazione tra es e superego, è importante considerare il rapporto antitetico con la madre, che si riflette sulla Natura, vissuta, in modo contraddittorio, come madre e come matrigna. Nella seconda parte del saggio sono sviluppati alcuni percorsi tematici maggiormente rappresentativi del pensiero e della poetica leopardiana (anche alcuni trascurati dalla critica), utilizzando una metodologia critica, spesso innovativa, che punta, attraverso un’analisi dettagliata, ad una sintesi articolata e motivata sul pensiero del poeta e sulla sua ricaduta in poesia.

PREFAZIONE  (passim)

A cura del Prof. Giuseppe Langella, Professore ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.

"…La poesia leopardiana appare, così, il luogo di un conflitto drammatico, in qualche modo ontologico, connaturato all'esistenza, personale e universale allo stesso tempo. D'altronde, la condizione dell'io scisso, dell'io diviso, è tanto caratteristica della modernità letteraria, che il più leopardiano dei nostri scrittori novecenteschi, ovvero Pirandello, intorno al sentimento del contrario ha costruito la sua poetica dell'umorismo. Per riconoscere, poi, negli strati del testo, gli indizi certi del combattimento in atto, Giuseppe Tarditi e Noemi Di Gioia si armano di un'attrezzatura abbastanza raffinata e comunque molteplice, posta efficacemente al servizio della tesi fornita dalla dottrina psicanalitica. La dimostrazione poggia, a seconda dei casi, sull'analisi tematica, sui confronti intertestuali, sui richiami aneddotici, sulla semantica delle parole, sulla stilistica, sui rilievi fonosimbolici, sulla struttura interna ai singoli componimenti; né si esita a rispolverare, quando occorre, perfino la canonica e temutissima distinzione crociana tra poesia e non poesia. Si potrebbe parlare, volendo, di metodo globale. Peraltro, nella seconda parte di questo studio monografico si può trovare un’esposizione piana ed esauriente della poetica e del pensiero di Leopardi, che dà sviluppo e coerenza di sistema ai grandi motivi che si dipanano lungo i Canti o attraverso le Operette morali, opportunamente corroborati con puntuali pezze d'appoggio estratte dallo Zibaldone…"

Aracne, 2012