DESCRIZIONE

I nostri sistemi sociali si comportano in modo uguale nei confronti delle donne e degli uomini, senza considerare la loro diversità, ma un tale comportamento non può che perpetuare le disuguaglianze fra i due generi, generando ingiustizie e discriminazioni. E' necessario perciò assumere un'ottica di genere, che affronti la diversità delle donne e degli uomini, per  favorirne l'uguaglianza, nel rispetto però delle loro differenze. Solo in questo modo si può agevolare una cultura della parità e dell'equità per tutti in ogni ambito. In questo contesto va analizzata per esempio l'importante questione della medicina di genere, che denuncia il fatto che gli studi di nuovi farmaci, di nuove terapie e dell'eziologia e dell'andamento delle malattie sono sempre stati condotti considerando come fruitori i maschi. Di conseguenza le cure mediche rivolte alle donne sono state testate solo sugli uomini, a prescindere  delle differenze non solo anatomiche, ma anche biologiche, funzionali e psicologiche e culturali. La questione non riguarda solo le donne, come erroneamente si potrebbe pensare, ma entrambi i generi e l'intera società, non solo perché la diversità della donna può essere un valore aggiunto, ma anche perché  l’ottica di genere, attraverso l'analisi delle specificità dei singoli generi, recupera anche le caratteristiche dell'identità maschile, liberandola per esempio dagli  stereotipi di genere che limitano gli uomini e le donne nei loro rispettivi ruoli socialmente predefiniti. Questo libro si inserisce nel processo di rinnovamento per favorire quegli interventi necessari e non più procrastinabili per avviare un reale cambiamento culturale e sociale ed anche economico.

ePubblica, 2012