Il romanzo "Farfalle con le vertigini" è un'avventura narrativa a scatole cinesi. Il filo del discorso viene abbandonato e ripreso fra i vari capitoletti, concluso solamente nella visione finale che dà il senso al tutto. Si tratta di un viaggio interiore della scrittrice che, un po' come il film "8 e mezzo" di Fellini, nell'attesa di scrivere il suo libro già lo scrive (ed in generale la sua vita).
Le farfalle con le vertigini siamo noi, la nostra perenne condizione di esseri a metà, di ibridi destinati a combattere tra due fuochi, con lo sguardo rivolto verso l'alto e l'ineluttabile pesantezza del non sapere che ci tira verso il basso. L'illusionista, studentessa creatrice di visioni, conquisterà un paio d'ali con la fine di un grande amore. Faccia da clown, romantica prostituta dai capelli rossi, frammentata in un universo di sguardi maschili, ha già due ali ma ancora non sa sbatterle. Due filoni paralleli con due donne apparentemente diverse, eppur legate a un singolo destino. Tutta la storia, sfuggendo alla narrazione, segue la vertigine dell'anima e rifiuta le convenzioni deformanti dell'intreccio classico, preferendo l'acronia. È un tentativo costante di abbattere gli stereotipi, soprattutto femminili, del personaggio e della letteratura stessa. Non a caso, la terribile scena di sevizia iniziale, che porterà allo stupro della già caricaturale Lucia Mondella, distorce e brutalizza "il romanzo" per antonomasia.

Autrice

Chiara Bertoletti nasce il 31 Dicembre del 1988 sulle colline di Tabiano Castello, una frazione sperduta nel parmense. Si è interessata (generalmente con un solo piede) di canto, chitarra, scoutismo, cattolicesimo, sport e danze vari, sigarette, viaggi, buon vino e buona cucina. Unico filo conduttore: la scrittura e il voyeurismo nei confronti della vita. Per restare ancorata alla realtà, tra un volo e una nuotata, un amore finito e un’amicizia riuscita, si è laureata ed è in procinto di laurearsi ancora in una di quelle facoltà ibride dalla consistenza gelatinosa.

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