Due coppie di amici, un viaggio in macchina: ogni cosa è destinata a cambiare. Pietra, Antonio, Tina e Gino decidono di fare una gita, scegliendo come meta Viareggio, dove abita Carmelo, un amico pittore. A guidare è Tina, sul cui punto di vista si focalizza la narrazione. In macchina le coppie sono divise, e, durante il viaggio, si profila il dipanarsi della crisi relazionale dei coniugi. Torna in libreria Gita a Viareggio di Dacia Maraini, in una quarta edizione rivista dall'autrice per le Edizioni  Fahrenheit 451, nella collana i Taschinabili curata da Riccardo Reim. Pubblicato per la prima volta nel 1964, il racconto segue i due primi romanzi della scrittrice (La vacanza, 1962; L'età del malessere, 1963), e in parte ne rappresenta uno sviluppo nell'analisi delle relazioni uomo-donna. In questa nuova edizione l'autrice sceglie di trasferire la narrazione al presente, il tempo prediletto nei suoi nuovi lavori, quello attraverso il quale esprime la forza e l'intensità dei dialoghi dei suoi personaggi e l'attenzione ai dettagli. E' attraverso i dettagli che Tina, la protagonista di Gita a Viareggio, si rende conto che il suo uomo non la ama più e che sta amoreggiando con un'altra donna. Durante il viaggio, mentre è alla guida, Tina coglie solo "spezzoni di frasi" della conversazione tra il marito Gino e l'amica PieTra, seduti sul sedile posteriore; attraverso lo specchietto retrovisore coglie solo "spezzoni di visi": "Alzo gli occhi allo specchietto. Adesso è visibile solo uno spicchio del viso di Pietra, la bella fronte bianca, il naso lucido, metà bocca, dalle labbra sottili, leggermente curvate verso il basso, un pezzo di mento piccolo e pronunciato, un occhio mobile e azzurro, dalla cornea bianchissima, i capelli nascosti da un fazzoletto azzurro e nero." E' il "non detto" del narratore che svela al lettore quanto sta succedendo. La descrizione dei gesti e degli oggetti ci fa entrare nei sensi di Tina. "I dettagli sono i mattoni con cui si costruisce la casa dell'immaginazione- spiega la Maraini - Mi riferisco a quelli più quotidiani, più semplici, più ovvi. Sono questi a raccontare le emozioni, che sono poi l’espressione dei sentimenti". La scelta dell’autrice di traslare la narrazione al presente rafforza la contraddizione della realtà vissuta da Tina, la sua distanza: "Tutto è presente, sembra che stia avvenendo in quel momento, in quello spazio, eppure tutto è altrove, tutti sono lontani - osserva Eugenio Murrali, curatore del libro- In questo esercizio della descrizione il personaggio non risparmia se stesso, arrivando a raccontare, con tono lucido e impersonale, quasi scientifico, il suo pianto: "Improvvisamente vedo la mia fronte incresparsi, raggrinzirsi, gli occhi arrossarsi e lentamente riempirsi di un liquido trasparente". Gita a Viareggio fu concepito negli anni dello sperimentalismo della Neoavanguardia del gruppo '63. "Lo sperimentalismo imponeva il silenzio sui sentimenti, che dovevano essere trasferiti sugli oggetti, i gesti, il corpo, la camminata – ricorda la scrittrice - Oggi la letteratura si è allontanata dalla sperimentazione ma questo è un processo naturale. La sperimentazione è rivoluzione e, come tale, deve essere temporanea. Dopo 20 anni di degrado sociale, si è tornati al romanzo impegnato: i giovani scrittori parlano di amianto, carceri, della violenza contro i bambini. Io, che ho sempre  scritto romanzi di impegno sociale, mi sento adesso in sintonia con la mia epoca". Lo sperimentalismo della Maraini, però, non perde neanche oggi la sua freschezza e la sua forza. Gita a Viareggio, dopo tanto tempo, torna ai suoi lettori di sempre e, meglio di altri, racconta i conflitti e la sottile violenza che sono proprie di ogni rapporto d'amore.  

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Dacia Maraini, nata a Fiesole nel novembre del 1936, è oggi una tra le più conosciute scrittrici italiane e probabilmente la più tradotta nel mondo. Tra le sue opere ricordiamo Memorie di una ladra (Bompiani 1972), La lunga vita di Marianna Ucrìa (Rizzoli 1990), Bagheria (Rizzoli, 1993).

Riccardo Reim, (Roma 1953), scrittore e uomo di spettacolo, ha pubblicato numerosi libri di teatro, narrativa e saggistica, fra cui: I grandi romanzi gotici (Newton Compton, VI ed. 2009), Il tango delle fate (Hacca 2008), Donna in breve (Castelvecchi 2012).

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Collana: Taschinabili Formato: 8x15 Pagine: 136 Prezzo: 5,00 Euroisbn: 978-88-86095-77-8

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