SINOSSI

Le storie raccontate in "Fine dei Giochi" sembrano slegate solo in apparenza. L'antologia è un percorso, talvolta onirico, che ci porta dai sacrifici della Cultura celtica, retaggio di un'epoca che non ci ha lasciato testimonianze scritte, sino all'agonia delle ultime ore di vita del pittore Vincent Van Gogh. Si rivive lo sbarco (in Normandia?) di un contingente miliare, e si assiste impotenti al disastro provocato da scienziati troppo dipendenti dai loro elaboratori elettronici. Passando dallo scontro che segnò la fine della Cavalleria per mano dei primi archibugieri spagnoli nella battaglia di Pavia del 1525, a episodi di vita riconducibili alla quotidianità di tutti noi, in ogni occasione sarà possibile riconoscersi nei dubbi e nelle debolezze dei protagonisti. Dai diversi contesti s'intrecciano storie di uomini e donne che si sciolgono all'improvviso senza lasciare una seconda possibilità. Incontriamo personaggi che, a volte, lottano strenuamente, altre volte si lasciano trascinare dagli eventi, altre ancora sono semplicemente inconsapevoli del proprio fato. Tutti, alla fine, dovranno affrontare qualcosa che li soverchierà, arrivando alla… Fine dei giochi. Alla termine del libro saremo obbligati, ancora una volta, a chiederci se siamo davvero artefici del nostro destino. I racconti, scritti con uno stile asciutto, ma connotati da una costante vena di ironia, alternano il punto di vista del narratore alla terza persona. Ne "Lo sbarco" ad esempio, si rivive in prima persona l'approdo di un soldato e del suo plotone in territorio nemico, sotto il feroce fuoco avversario. Il racconto non lascia spazio alle emozioni del militare ma racconta con lucidità la vicenda personale, sino ad arrivare al "colpo di scena" finale, dove il giovane viene salvato da un commilitone che, poco prima, sembrava essersi dato alla fuga. Ne "Le linee del sole" viene raccontato l'insolito punto di vista di un ragazzo che ha il "privilegio" di essere prescelto in qualità di omaggio agli Dèi per propiziare il raccolto del grano. Sarà l'atteggiamento infantile dei sacerdoti che dovrebbero compiere il sacrificio a salvare la vita del giovane. È raccontato in terza persona "Giusto in tempo", dove il narratore onnisciente alterna il punto di vista di due personaggi, un uomo e una donna. Lui è in preda al rimorso per aver causato la morte di una ragazza e lei è una sorta di medium in grado di far rivivere episodi del passato ai propri "clienti" con incredibile realismo. Il prezzo però è caro: un anno di vita per ciascun ricordo. Quando l'uomo la incontra capisce subito che c'è qualcosa in più: oltre a vedere il passato, forse può anche modificarlo...

Alla Fine dei giochi siamo tutti umani, imperfetti e fragili.  
Alla Fine dei giochi siamo tutti più veri. 
E Alessio Gazzotti questa lezione sembra averla imparata alla perfezione.

BIOGRAFIA

Alessio Gazzotti ha 31 anni e vive a Modena. Laureato in Giurisprudenza, è impiegato in un istituto di credito, e s'interessa da sempre di letteratura. "Fine dei giochi" è la sua prima raccolta di racconti.