SINOSSI

Salvare ciò che resta del pluralismo culturale può assurgere a imperativo categorico di una nuova forma di "resistenza" contemporanea, in grado di opporsi al dilagare dell'onda omologante, tanto per ragioni "estetiche" quanto per quelle "etiche". Mettere in discussione il "culto laico ed autoreferenziale delle moderne mitologie occidentali" è oggi possibile solo grazie alla "ragione" e alla filosofia occidentale suo esito diretto, unici veri imprescindibili punti di avvio: un eventuale "controilluminismo" è possibile solo a partire da premesse illuministiche. Si compirà un vasto excursus alle origini della cultura occidentale e di quella orientale, rilevandone differenze e punti di contatto, utili a comprendere come la modernità e le rivoluzioni tecnico-scientifiche occorse nel vecchio continente non siano che il risultato di una tendenza culturale alla separazione della materia in singole componenti e alla ricerca di "senso" fuori da sé, caratteristiche di quasi tutto il pensiero occidentale, dai Greci ad oggi. L'India, dal canto suo, offre all'opposto un itinerario volto alla ricomposizione della scissione dualistica. Ne consegue un elogio del "molteplice" quale eminente e irriducibile diversità rispetto all'"unico" prevalso in occidente. "Molteplicità" di cui l'India rappresenta il livello più altamente speculativo, fin dal primordiale pantheon vedico che costituirà la base di una riconsiderazione razionalistica dell'"arcaico".

DESCRIZIONE

"La ragione degli dèi. La bellezza del molteplice e la dittatura dell'unico" è una raccolta di ragionamenti di orientamento multidisciplinare e polifonico volti ad evidenziare significati "altri". Alterità che ravviso allo stadio più sublime nel pensiero dell'India, la cui ricerca speculativa improntata alla soppressione dello scarto tra opposte categorie mi è sembrata in sorprendente concordanza con quell'Occidente post-moderno in cui vi è spazio per il trasversalismo e il relativismo che sono alla base del mio discorso. Ho quindi tentato di far dialogare Alain de Benoist e Tiziano Terzani, di cui a mio avviso l'uno rappresenta il completamento dell'altro e viceversa. Itinerario insolito che mi ha consentito di esplorare alcuni "punti limite", con esiti a volte controversi, se non contraddittori. Su questo doppio binario, ovvero tra l'«apocalittico» e l'«integrato», tra ciò che sono io e ciò che è completamente altro da me, si dispiega una "polifonia di senso" che non può non aprire i contenuti del mio lavoro a molteplici decodificazioni. D'altro canto il pensiero orientale non insegna forse la coesistenza di categorie opposte e contraddittorie? Da giovane esordiente quale sono, ho cercato di esplorare tutti questi territori in piena libertà, pur mantenendo quell'assoluto rigore che si giova del contributo dei tanti studiosi citati.

AUTORE

Diego Infante è nato nel 1987. Dopo la maturità scientifica ha studiato Giurisprudenza e Scienze della Comunicazione presso le università di Napoli e di Salerno per poi proseguire autonomamente e assecondare le sue "molteplici" inclinazioni. Fondamentale è l'esperienza del viaggio, una vera e propria forma di yoga con cui raggiungere l'unità della coscienza. "La ragione degli dèi" è il suo primo libro.