SINOSSI

Un'associazione caritatevole senza scrupoli. Un sicario donna, l'omicidio di un hacker e il presunto suicidio di una studentessa. Un ispettore sconvolto dal dolore e la sua dissennata caccia all'assassina della madre. Un thriller crudo, che esplora il labile confine dell'integrità morale, spesso piegato dalla sete di vendetta e potere. Lugano, Svizzera, giugno 2014. L'integerrimo ispettore di polizia Diego Anastasi indaga sull'omicidio di Marco Scaglia, un tecnico informatico ammazzato con una freccia in testa, senza accorgersi della donna che, dall'ombra, sorveglia ogni sua mossa. Si tratta di Giulia Ferri dell'Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE), la quale ha il compito di recuperare i dati sensibili raccolti da Scaglia – alias "Socrate", un hacker noto ai servizi segreti italiani – durante le sue attività di spionaggio a danno di politici e imprenditori della Penisola. Quando Anastasi si arena in un vicolo cieco,  lei decide di farsi avanti e cooperare per proprio tornaconto. Dopo un'iniziale diffidenza, Anastasi è costretto ad accettare l'aiuto. Grazie a un dettaglio, i due riescono a collegare l'omicidio di Scaglia al presunto suicidio della studentessa Silvia Cardano. Scavando nella vita della ragazza, recuperano le bozze della tesi di laurea, nella quale Cardano denuncia un legame molto sospetto tra la GlobeTrust Capital, una multinazionale con sede a Zurigo, e la Quenching the Thirst of Africa, un'associazione caritatevole attiva nella costruzione di pozzi e infrastrutture in Namibia. La studentessa non si sbaglia. Sotto la lucente superficie filantropica si cela un progetto ben più meschino. In seguito alla localizzazione, tenuta segreta, di un immenso giacimento d'acqua pura estraibile a costi bassi, Richard Humpton (CEO della GlobeTrust), Tobias Bernstein e Frederick Schmölzer (cofondatori dell'associazione) attuano un piano basato sul land grabbing. Attraverso alcune società controllate dalla holding e sepolte in una fitta rete aziendale, acquistano a prezzi stracciati vasti terreni intorno alla fonte namibiana, il cui valore è pronto a schizzare alle stelle. Per superare le reticenze locali, i loro uomini sul campo non disdegnano di ricorrere alla coercizione, alla corruzione e agli omicidi. Con i propri interessi economici messi in serio pericolo, Humpton ordina di assoldare un sicario che si occupi di risolvere il problema in maniera definitiva. Scaglia, che aveva scoperto l'esistenza del piano violando la privacy digitale dei dirigenti della multinazionale, paga con la vita il ricatto ai danni del CEO. L'assassino ne predispone l'omicidio come se il movente fosse da ricercare nel sordido ambiente dello spionaggio industriale, dopodiché inscena il suicidio della studentessa, prima che possa denunciare i propri sospetti ai media e far così crollare l'intero progetto. Battendo la pista tracciata dalla Cardano, Anastasi e Ferri risalgono alla presunta identità del sicario: Vincenzo Minniti, affiliato di una potente ‘Ndrina lombarda. Quest'ultimo, centrato da Diego in uno scontro a fuoco, prima di morire sussurra: «Adesso lei impazzirà e mi vendicherà». Colpo di scena: il killer è in realtà una donna; Vincenzo è solo un capro espiatorio, come tanti altri prima di lui. Scaltra, spietata e protetta dall'alto, negli anni Clara Minniti è sempre riuscita a rimanere avvolta da un prezioso anonimato, facendo ricadere meriti e colpe del proprio lavoro sugli affiliati maschi e di basso rango del clan. Sfruttando la tendenza insita nelle persone di fidarsi di una minuta ragazza acqua e sapone, avvicina le sue vittime fino a instaurare con loro un minimo rapporto di confidenza. Raccolte le informazioni necessarie, porta a termine le esecuzioni in modo da sviare le indagini. Capace di provare sentimenti solo per i membri della famiglia, Clara è sconvolta dalla morte del cugino Vincenzo. Per vendicarsi, tortura e sgozza la madre dell'ispettore Anastasi sotto il suo sguardo impotente. Dopo il funerale, Diego si getta in una dissennata e violenta caccia alla donna, durante la quale azzera la propria coscienza e infrange quelle stesse regole che poco prima difendeva con strenuo orgoglio, rischiando in più occasioni di rimanere ucciso. Impiegando le risorse dell'AISE, a settembre Giulia Ferri riesce infine a rintracciare Clara Minniti. L'assassina si è nascosta a Pantelleria, dove soggiorna sotto falso nome, protetta da una guardia del corpo. Davanti alla scelta, Diego non esita: potrebbe denunciarla alle autorità, ma il carcere a vita sarebbe una punizione troppo blanda per lei. Decide dunque di raggiungerla sulla tranquilla isola siciliana, dove la ammazza a colpi di pistola esplosi a bruciapelo. Il dolore e la sete di vendetta spingono l'ispettore Anastasi a spezzare i propri limiti morali, trasformandolo in uno spietato assassino a sangue freddo. Giustizia è fatta? 

AUTORE

Luca Bortone, classe 1986, sono nato e cresciuto a Lugano (Svizzera) da madre tedesca e padre italiano. La passione per la lettura è esplosa solo verso i quindici anni, quando, d'impulso, dalla libreria in salotto ho sfilato Iceberg di Clive Cussler. Quel romanzo mi attirava e incuriosiva da qualche giorno, finché ho ceduto al richiamo. Sono bastate poche pagine per rimanere folgorato dalla narrazione coinvolgente e dai personaggi complessi, Dirk Pitt e Al Giordino su tutti. Da allora non ho più smesso e ogni giorno cerco di ritagliarmi del tempo da dedicare alla lettura di un thriller o di un romanzo d'avventura, al ritmo di circa uno a settimana. La voglia di scrivere è – ne sono convinto – figlia più tardiva di questa mia passione sfrenata per i libri. Ho iniziato mettendo su carta brevi racconti ispirati alle sensazioni del momento o a episodi vissuti durante la giornata. A 24 anni ho compiuto il grande salto e mi sono dedicato alla stesura di un romanzo, portato a termine nel corso di un'estate. Preso dall'euforia per aver apposto l'ultimo punto, ho subito inviato la mia opera ad alcune case editrici, ricevendo in cambio soltanto bocciature. Lo ammetto: a quell'età è stato un duro colpo da assorbire. Per un po' ho lasciato perdere la tastiera. Tuttavia, si sa, le passioni restano sempre in agguato, pronte a spingerci oltre i limiti, oltre gli ostacoli e oltre le sconfitte. E la voglia di scrivere continuava a crescere e premere. Così mi sono messo a studiare, facendo anche tesoro delle critiche e dei consigli ricevuti. Lavorare come redattore per l'Illustrazione Ticinese, un'importante rivista della Svizzera Italiana, mi ha aiutato ad affinare le mie capacità e perfezionare la mia tecnica narrativa. Tanta dedizione è stata premiata. Dapprima con la vittoria, grazie all'opera Carità Dissanguata (2012), di un concorso letterario dedicato ai racconti noir, poi con un Credit Suisse Award for Excellent Writing assegnato a un mio editoriale sulla vita in carcere – anch'esso scritto nel 2012, quando ricoprivo la carica di vicedirettore del giornale universitario indipendente L'universo – e, per finire, con la pubblicazione del thriller Land Grabbing (2014), che mi ha riempito il cuore di orgoglio e soddisfazione. Oltre alle parole lette e scritte, nutro una vera attrazione per l'acqua. Mare, lago, fiume, piscina: poco importa, basta che esista la possibilità di tuffarsi per godersi un bel bagno. Sarà per questo feeling intenso che, sin dall'età di 10 anni, ho scelto di praticare con costanza uno sport insolito, duro, ma eccezionale e unico: la pallanuoto. Con la squadra della Lugano Pallanuoto ho vinto almeno un titolo nazionale per ogni categoria, dagli Under 9, fino alla serie A. Per non allontanarmi troppo dal mio elemento naturale, ho, inoltre, ottenuto il brevetto da sommozzatore e al momento sto studiando per conseguire la patente nautica, così da poter condurre in navigazione un motoscafo. Da qualche anno, infine, mi dedico anche alla fotografia reflex digitale. Non esiste gita, escursione o vacanza durante la quale non porti appesa al collo la mia fotocamera. Da autodidatta, sto pian piano imparando a gestire questa complessa arte.