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		<title>Post office</title>
		<description>Discussione Post office</description>
		<link>https://www.ilclubdellibro.it/recensioni/p/1116-post-office.html</link>
		<lastBuildDate>Fri, 22 May 2026 21:59:40 +0200</lastBuildDate>
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			<title>GigiMala scrivi:</title>
			<link>https://www.ilclubdellibro.it/recensioni/p/1116-post-office.html#comment-1098</link>
			<description><![CDATA[Aggiungo un'ulteriore considerazione. Bisogna riconoscere una certa genialità perversa in Bukowski. Si sfoga, infarcisce il libro di volgarità (per realismo, ma anche per vendere), eppure è lucidissimo nell'analisi spietata della follia insita nella società della tecnica. Come lascia intendere piuttosto chiaramente nel romanzo ("Qualsiasi stupido ignorantotto può supplicare per un lavoro; ci vuole un uomo saggio per riuscire ad andare avanti senza lavorare" (p. 60 ed. TEA 2025)), grazie ai libri trovò il modo di vivere senza lavorare. In un certo senso, Bukowski fece della propria vita la vera e autentica opera d'arte, servendosi della scrittura (autobiogtafica) come strumento di diffusione.]]></description>
			<dc:creator>GigiMala</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 13:06:24 +0200</pubDate>
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			<title>GigiMala scrivi:</title>
			<link>https://www.ilclubdellibro.it/recensioni/p/1116-post-office.html#comment-1097</link>
			<description><![CDATA[La genialità di Bukowski emerge da questo romanzo che a me pare abbia il sapore della sfida. L'autore sorprende infatti il lettore con un linguaggio rude, violento e meschino al pari della vita condotta dal protagonista Chinaski, come a dire: sei all'altezza delle mie parole? Sei in grado di digerire questa bomba di realismo crudo? "Post Office" è un potente atto di accusa contro la folle burocrazia, contro un apparato tecnico che pretende livelli assurdi e disumani di produttività, contro lo sfruttamento che si traduce in orari di lavoro micidiali. Le uniche distrazioni - senza che emerga alcun valore morale, nessuna valida ragione di vita - sono l'alcol, le donne-oggetto e le scommesse sui cavalli. Nel libro non esiste possibilità di redenzione, ed è questo l'aspetto più atroce di tutta la narrazione. Chinaski è condannato a consumarsi miseramente nel corpo e nello spirito. Nemmeno la nascita di una figlia riesce a redimerlo o a infondergli un barlume di speranza. Il solo anestetico contro il male di vivere si trova in fondo alla bottiglia di whisky.]]></description>
			<dc:creator>GigiMala</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 07:35:14 +0200</pubDate>
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