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		<title>Speak. Le parole non dette</title>
		<description>Discussione Speak. Le parole non dette</description>
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		<lastBuildDate>Tue, 25 Aug 2026 01:14:20 +0200</lastBuildDate>
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			<title>Betta98 scrivi:</title>
			<link>https://www.ilclubdellibro.it/recensioni/s/1479-speak-le-parole-non-dette.html#comment-1159</link>
			<description><![CDATA[Questo libro mi è piaciuto moltissimo, è molto coinvolgente e l'ho letteralmente letto in un giorno! Ho apprezzato la velocità della narrazione e il fatto che i capitoli fossero molto brevi, il target ideale del romanzo penso siano le ragazze sui quattordici o quindici anni. Trovo che la narrazione in prima persona, i rari e brevi dialoghi e il fatto che lei venga chiamata pochissimo per nome rendano più semplice immedesimarsi con la protagonista. L'ambientazione è quella tipica di una high school americana, cosa che, però, non disorienta il lettore, grazie alle tantissime serie tv, film e libri americani che già popolano il nostro immaginario (basti pensare a "Grease", "High School Musical" e "Glee"). All'inizio la tematica principale sembra essere il rapporto con gli altri ragazzi, la protagonista Melinda viene presentata come un'emarginata e il tema della solitudine emergerà frequentemente. Inoltre, c'è una sfiducia nei confronti degli adulti, che vengono visti come figure prive di autorità e di comprensione, incapaci di capire cosa provano i ragazzi. La solitudine persiste anche a casa, in famiglia, dove i genitori non riescono proprio a trovare un modo per parlare con la loro figlia, che si chiude in un mutismo sempre più marcato. Ho trovato interessante il fatto che lei navighi la scuola soprattutto come un'osservatrice, mostrandoci e analizzando i vari gruppetti di adolescenti tipici di una scuola americana, ma non troppo diversi dai nostri. Il fatto che sia sempre sola la pone in una posizione privilegiata per poterli osservare. La lezione di Educazione artistica viene vista subito come divertente e l'insegnante spicca rispetto agli altri per la sua visione estremamente creativa e ottimista, più propenso a trovare un potenziale nei ragazzi e capace di creare un rifugio sicuro in cui riescono a esprimere e a sperimentare i propri sentimenti. Sarà anche con il procedere del progetto artistico sull'albero che, piano piano, Melinda riuscirà a elaborare il trauma della violenza subita e a "sconfiggerlo", in un certo senso battendo anche materialmente il ragazzo che l'ha aggredita. La difficoltà di elaborare il trauma si nota anche nella sua camera, luogo che in genere riflette la personalità del suo possessore. La stanza, infatti, è rimasta bloccata a com'era prima dell'accaduto, come se la ragazza non riuscisse ad andare avanti o a capire quale sia la sua personale identità (molti elementi della camera sono copiati dalle amiche). Il suo sentirsi a disagio si sfoga anche attraverso una forte depressione perché non ha più voglia di fare niente, non è motivata, vuole solo isolarsi da tutto e da tutti e dormire, e attraverso atti di autolesionismo come la sua abitudine di mordersi le labbra fino a farle sanguinare. Il tema della violenza sessuale, che viene esplicitata solo verso la fine, incuriosendo il lettore che vuole scoprire cosa è successo e perchè tutta la scuola si sente quasi giustificata a fare atti di bullismo nei suoi confronti, è trattato magistralmente, mostrando pienamente la difficoltà delle vittime di elaborare l'accaduto e di accusare pubblicamente il proprio aggressore. Ho apprezzato il fatto che abbia descritto le aggressioni attraverso i pensieri della ragazza, senza descrivere la scena nel dettaglio ma facendo intuire e capire cosa stesse succedendo, mettendo la vittima e i suoi sentimenti, le sue emozioni al centro.]]></description>
			<dc:creator>Betta98</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 10:00:19 +0200</pubDate>
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