Ciao a tutti. A undici mesi esatti dalla mia "prima volta" mi lancio nuovamente a proporre un sondaggio per il libro del mese. Spero di aver fatto tutto secondo le regole.
"Malombra" di Antonio Fogazzaro (448 pp.)
(Categoria 1: classico - d’ambiente - storico)
La protagonista indiscussa di questo grande romanzo d’amore e follia è la giovane, oscuramente affascinante, Marina Crusnelli di Malombra, ospitata dallo zio, il conte Cesare d’Ormengo, in una magnifica villa sul Lago di Como. Venuta in possesso di un autografo dell’antenata Cecilia, apparentemente portata alla morte dal marito, padre dell’attuale conte, si convince di esserne la reincarnazione e di avere l’obbligo di vendicarne l’assassinio. Quando alla villa giunge lo sconosciuto scrittore Corrado Silla, orfano di una cara amica del conte Cesare, i due giovani vengono subito travolti da un amore tormentato ma assoluto. Un amore destinato tuttavia, a causa della crescente pazzia di Marina, a essere trascinato verso un gorgo inevitabile.
"L'isola misteriosa" di Jules Verne (624 pp.)
(Categoria 4: azione - avventura)
Nel corso della guerra di Secessione americana cinque nordisti, prigionieri delle truppe separatiste, fuggono su una mongolfiera e vengono alla fine gettati su un'isola sperduta del Pacifico. Novelli Robinson Crusoe, gli uomini riescono a sottomettere la natura che li circonda e trasformano la nuova patria in una colonia, ripercorrendo simbolicamente l'intero cammino della civiltà e le varie tappe dello sviluppo tecnologico, dalla conquista del fuoco all'invenzione del telegrafo elettrico. Ma fin dai primi momenti del loro arrivo, accadono cose strane e inesplicabili. Una presenza invisibile aleggia intorno ai naufraghi, un'influenza benefica ma non per questo meno inquietante. Chi è il «genio dell'isola», dotato di poteri quasi sovrannaturali, che spia e aiuta i coloni restando nascosto nell'ombra? E perché lo fa? Cosa vuole da loro? Alla fine il disordine sarà riparato e i naufraghi riusciranno a scoprire il segreto, ma non per merito loro. Il mistero mina alle fondamenta il processo di appropriazione dell'isola che i coloni hanno avviato, la loro razionalità scientifica viene messa in crisi dall'irruzione nella scena dell'irrazionale e del sovrannaturale, ciò che sembrava essere celebrazione della scienza e del progresso diventa denuncia dei limiti invalicabili della ragione.
"Il cappello del prete" di Emilio De Marchi (pp. 307)
(Categoria 5: giallo - poliziesco - noir)
Un barone travolto dai debiti. Un prete arricchitosi con lotto e usura. Una villa vesuviana. Un morto. E un cappello, l’oggetto indistruttibile che darà vita a una serie di colpi di scena. Sono gli ingredienti del primo romanzo noir italiano. Ambientata in una Napoli per nulla pittoresca e raccontata con scrittura svelta e moderna, la vicenda si svolge a partire dall’omicidio del prete e si alimenta degli incubi e delle ossessioni del suo assassino, teso a inseguire quel cappello che sempre sembra sfuggirgli: perché “il prete avrebbe potuto, nella sua misericordia, perdonare; il cappello, no”. De Marchi conduce il lettore attraverso i meandri di un raffinato giallo psicologico sfruttando gli ingredienti narrativi del romanzo d’appendice, nella convinzione che “l’arte è cosa divina; ma non è male di tanto in tanto scrivere anche per i lettori”.