Il gruppo di lettura di Monza si incontrerà il 23 maggio alle 16.30 al Dach Monza Caffè in via Bruno Pizzagalli, 6 a Monza. Questa volta a spuntarla è stato
Cosmetica del nemico, ma fino all’ultimo anche
Genie la matta è rimasto in ballo, conquistando molti voti. Per questo motivo abbiamo deciso di fare così: il libro principale dell’incontro sarà Cosmetica del nemico di Amélie Nothomb, ma per chi lo desidera ci sarà spazio anche per parlare di Genie la matta di Inès Cagnati. Due romanzi molto diversi, ma accomunati da una forte intensità emotiva e da uno sguardo profondo sull’animo umano.
Questa la descrizione ufficiale di Voland per
Cosmetica del nemico: tutto comincia nella sala d’attesa di un aeroporto, dove un passeggero legge per ingannare il tempo. Ma è lui la vittima designata: basta rivolgergli la parola per far scattare la trappola. Tutto finisce nella sala d’attesa di un aeroporto. Un giallo? Forse. Più certamente un’indagine sulla doppiezza dell’uomo e sulla sua cecità, costruita attraverso dialoghi serrati e mozzafiato. Il romanzo, già adattato più volte per il teatro, è diventato recentemente anche un film diretto dal regista spagnolo Kike Maíllo.
Per chi vorrà approfondire anche
Genie la matta, ecco la sinossi: è la storia dell’amore, lancinante e assoluto, di una figlia, Marie, nata da uno stupro, per la madre Eugénie, detta Génie. Ripudiata dalla famiglia e respinta dalla comunità, Génie si chiude nel silenzio e nella distanza, incapace di offrire affetto. Considerata “matta” da tutti, viene sfruttata nei campi in cambio di poco o nulla. Ma l’amore di Marie resta incrollabile, attraversa il tempo e resiste a tutto. Con una scrittura essenziale, lirica e bruciante, Cagnati racconta una vicenda in cui si intrecciano brutalità e tenerezza, dolore e incanto, sullo sfondo di una terra dura e implacabile.
Due letture che promettono discussioni intense e punti di vista molto diversi.
Leggendo le sinossi dei due libri ho pensato a due canzoni: per
Cosmetica del nemico, mi sono venute in mente le note disturbanti e introspettive di “Creep” dei Radiohead che in qualche modo mi sembra che raccontino perfettamente il senso di inquietudine e la frattura interiore del protagonista. Per
Genie la matta, invece, “Fast Car” di Tracy Chapman che parla di tutta la durezza di una vita ai margini, ma anche la forza ostinata di un amore che resiste, nonostante tutto.
Buona lettura!