Giovedì 28 Maggio alle ore 19,00 ci siamo nuovamente incontrati presso SullaLuna Libreria & Bistrot a Venezia.
Purtroppo abbiamo scoperto troppo tardi che lo sciopero dei treni previsto per venerdì sarebbe iniziato già giovedì alle 21, e quindi abbiamo dovuto rinunciare a qualche partecipante
Oltre a me hanno potuto partecipare Yeni, Giorgia, Chiara, Marta, Alice e Valeria, new entry del mese
La discussione ha riguardato il libro "Il giorno dell'ape" di Paul Murray
La trama del libro:
La famiglia Barnes è nei guai. La concessionaria di Dickie sta per fallire, ma lui, invece di affrontare la situazione, trascorre le giornate costruendo un bunker a prova di apocalisse. La moglie Imelda, nel frattempo, si è messa a vendere i gioielli su eBay, la figlia adolescente Cass, ex prima della classe, sembra voler sabotare la sua carriera scolastica e PJ, il figlio dodicenne, sta allestendo un piano per scappare di casa. Che cosa è andato storto per i Barnes, al punto da mandare tutto in rovina? Al tempo stesso affresco famigliare e ritratto della contemporaneità, “Il giorno dell’ape” è un indimenticabile tour de force pieno di umorismo e calore umano.
Le opinioni sulla lettura sono state molto diversificate, ad alcuni è piaciuto, ad altri poco, per certi c'è voluta una dose di "maturazione" di quanto letto.
Ho deciso quindi di riportare il mio pensiero, visto che il romanzo era stato proposto da me, ma anche quello degli altri per dar modo a chi leggerà questo post di capire che forse il romanzo è più complesso del previsto, a dispetto di un tipo di "scrittura moderna" a me altamente indigesto!
Per quanto mi riguarda, come detto all'incontro, all'inizio della lettura (prime 150 pagine !) credevo che non sarei mai arrivata alla fine 😅
Non sopporto la scrittura senza punteggiatura ma mi pare di capire che sia sempre più frequente trovarla.
Idem per il cambio di persona verso la fine del libro, e anche per tutti quei "Tizio dice, Caio dice" che mi hanno fatto andare fuori di testa🤦🏻♀️
Dopo metà libro però ho iniziato a non soffrire più il tipo di scrittura, ormai mi ci ero abituata, e quello che alla fine mi ha lasciato il libro è l'enorme disagio di tutti i protagonisti, perché non ce n'era uno che non avesse un segreto e che avesse il coraggio di vivere per quello che era realmente.
Verità taciute che hanno condizionato e rovinato la vita di tutti.
Devo dire che è la prima volta che per apprezzare un libro ho dovuto terminarlo e attendere due tre giorni che quanto letto sedimentasse, perchè il libro tocca in effetti tantissimi temi: la solitudine, la smania di essere accettati, le maschere che si utilizzano a tale scopo, i rischi nel fidarsi delle persone sbagliate, internet ed il suo mondo alienante, alienante ed estremamente pericoloso quando si tratta di minori, il distacco dell'uomo dalla natura, la serenità che invece si può ritrovare in essa, l'ecologia ed il consumismo... insomma, davvero molto, molto a cui pensare.
Quindi alla fine, quando tutte le sfaccettature si sono riordinate nella mia testa, mi sono resa conto che dopo tutto il libro non mi è dispiaciuto.
Michele invece ci lascia questo commento: A me non ha fatto impazzire, i personaggi sono interessanti nella loro caratterizzazione psicologica, e ho apprezzato il disvelamento della storia attraverso l'unione dei vari punti di vista, ma la storia in sè non è granché, e il finale non ha molto senso, sa un po' da propaganda ecologista.
Martina ci dice: Se da un lato ho apprezzato la struttura corale e la suspense, dall'altro non mi sono piaciuti né i personaggi, né la storia di per sé. Peccato anche per il finale, che mi ha profondamente deluso!
Giorgia invece: Pensate che per me il finale è stata l'unica cosa interessante perché almeno c'era del movimento e suspance. Per il resto, come già detto all'incontro, il libro poteva anche essere carino, ne più ne meno di altri, se si fosse limitato alla storia della famiglia, ma c'era troppo, per non parlare della svolta ecologista. E vogliamo parlare della punteggiatura assente? Non mi ci abituerò mai!
Per Gloria: Sono d'accordo che la riqualificazione del bunker avesse un qualche senso nella testa dell'autrice ma non sono riuscita a capirlo, forse serviva solo da contesto per il finale. Io ho interpretato questa esasperazione dei segreti sulle preferenze sessuali dei protagonisti come fosse una sorta di critica sociale al farsi carico di ruoli per il "bene comune familiare e sociale", senza tener conto del proprio sentire. La mancanza totale di istruzione/ intelligenza emotiva (l'unica a possederne un poca era la zia Rose, ma di fatto veniva confusa con poteri paranormali😅) ha comportato una spirale di abissi per tutti i protagonisti coinvolgendo pure le comparse. È stato un libro che ho letto volentieri, curiosa di sapere come sarebbe finita e x me è già positivo.
Insomma, i tanti temi del libro hanno creato caos anche nei nostri pensieri!
Sempre comunque stimolante e interessante il confronto, per questo invito tutti a partecipare anche al prossimo incontro!
A presto,
Eleonora