Andato in scena a New York nel febbraio del '49 per la regia di Elia Kazan, Morte di un commesso viaggiatore costituisce forse il più clamoroso successo teatrale del dopoguerra - un successo che, dagli Stati Uniti, dilaga in tutto il mondo. Partendo dall'idea di descrivere, in chiave quasi comica, quanto si agita all'interno della testa di un uomo, Miller lavorò sin dall'inizio sull'ipotesi di restituire - non solo letterariamente, ma anche e soprattutto sul piano della scrittura scenica - il coesistere di presente e passato nella vita di un essere umano. Willy Loman, l'esausto commesso viaggiatore vittima di un sistema fondato sulle leggi inesorabili della produttività, è stato ed è non solo il rappresentante di un'America già percorsa dai primi brividi del maccartismo, ma anche un eroe tragico di straordinaria efficacia.

Novembre 2013. Il Club del Libro si lancia in un ambito ancora non battuto: quello teatrale. E lo fa attraverso una delle opere più significative di Arthur Miller, sicuramente uno dei più grandi successi teatrali del secondo dopoguerra. Morte di un commesso viaggiatore (Death of a Salesman) è l'esempio più fulgido di un teatro che non ha il solo scopo di divertire, ma anche quello di analizzare la società contemporanea, i suoi limiti e i suoi falsi miti. Si tratta della lucida critica del cosiddetto sogno americano: Willy Loman è il classico esempio dell'uomo medio americano, mediocre, privo di qualità; tranne una, la sola che gli impedisce inesorabilmente di divenire ricco e di successo: l’onestà. Vi aspettiamo sul forum per discuterne insieme. Buona lettura.

Autore Arthur Miller
Editore Einaudi
Pagine 115
Prezzo di copertina 11,00 €
Prezzo e-book 6,99 €
Categoria Altri generi