SINOSSI

Se l'acedia è atonìa, la vanagloria provoca una sorta di ipertonìa: in noi si risvegliano il vigore e la forza, e tutto in vista della lode, dell'applauso altrui. Eppure, paradossalmente, la vanagloria e l'acedia sono probabilmente i vizi più diffusi nella nostra società: certo, l'acedia scaccia la vanagloria e la vanagloria l'acedia, ma entrambi questi vizi saturano l'aria che respiriamo. La vanagloria è davvero una tentazione sottilissima e assai difficile da discernere, un vizio multiforme che ci attacca da ogni parte: "facilmente si mescola a ogni opera virtuosa". L'orgoglio, strettamente legato alla vanagloria, è invece il vertice e il più sottile di ogni peccato e, nel contempo, si cela in ognuno di essi.

RECENSIONE

Dopo aver letto, su consiglio de Il Club del Libro, il saggio di Yalom Fissando il sole, mi sono gettata a capofitto in una ricerca bibliografica attinente al buon vivere. "Buon vivere" per Yalom significa "essere", piuttosto che avere o apparire. Il primo libro di questa ricerca bibliografica è un librino di 64 pagine dal titolo Vanagloria e orgoglio, il quale è parte di una collana, edita da San Paolo Edizioni denominata Se questa vita ha un senso. Nel saggio, utile al credente quanto al non-credente, si analizzano due peccati, o in termini psicologici, due perversioni dell'io che, nel quotidiano, ci ostacolano al conseguimento del buon vivere con gli altri e insieme agli altri. La vanagloria si presenta come un'ipertonia dell'io, ovvero un vigore e una forza che si risvegliano in noi in funzione della lode altrui, forse per un goffo desiderio di essere amati e stimati. L'orgoglio è sinonimo di superbia ed è una ipertrofia dell'io, ovvero una esaltazione di sé stessi. La superbia può diventare uno stile di vita e di comportamento che rende l'orgoglioso "senza gli altri e contro gli altri". La meraviglia di questo picoclo libro è il saper dare al lettore delle domande guida che gli impediscano di cadere ora nell'uno ora nell'altro di questi due orrendi difetti che siamo sempre pronti a riconoscere negli altri, mai in noi stessi. Il saggio contiene un'esortazione ad essere prima che apparire; contiene un'esortazione a aderire alla realtà, contrariamente al pensare d'avere chissà quali qualità nascoste (basta con i supereroi, lasciamoli ai fumetti) e la necessità di fare i conti con le nostre ombre e debolezze (l'orgoglio ci fa dire che ogni nostra dote è un merito, ma se abbiamo una qualche qualità siamo sicuri che dipenda interamente da noi? Se siamo belli, è forse merito nostro? Se siamo sani è merito nostro? Se viviamo in quella parte del pianeta in cui non ci sono guerre né carestie, è merito nostro?) Come già Irvin D. Yalom sottolinea nel suo libro, questi due difetti dell'io dipendono in parte dal mito del progresso. Proiettati verso l'alto dice Enzo Bianchi. Seguiamo i suoi consigli e buon essere a tutti!

[RECENSIONE A CURA DI MICHELLE]

Autore Enzo Bianchi
Editore San Paolo Edizioni
Pagine 64
Anno edizione 2013
Edizione San Paolo
ISBN-10(13) 9788821577192
Prezzo di copertina 2,90 €
Prezzo e-book 1,99 €
Categoria Realistico - Cronaca - Saggi - Biografia