Domenica, 28 Giugno 2026

Katherine Kressman Taylor (1903-1996)

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28/06/2026 09:00 - 28/06/2026 09:02 #74336 da Matteo da Gualdo
Katherine Kressman Taylor (1903-1996) è stato creato da Matteo da Gualdo
Buongiorno a tutti,

Oggi, vorrei dedicare un nuovo argomento alla scrittrice americana di origine tedesca Katherine Kressman Taylor (1903-1996). Ho precisato “americana di origine tedesca” perchè la sua origine tedesca ebbe un’influenza decisiva sull’autrice, la cui opera è  in gran parte centrata sulla denuncia del regime nazista.

Il suo primo libro, che la rese immediatamente famosa, è il noto Destinatario sconosciuto del 1938, un romanzo epistolare che racconta, tramite le lettere che si inviano dal 1932 a 1934, la storia di Martin Schulse e di Max Eisenstein. Inizialmente amici, Martin e Max gestiscono insieme una galleria d’arte a San Francisco. Le loro vite si separeranno quando Martin, appunto nel 1932, decise di tornare in Germania, mentre Max rimase a San Francisco, continuendo a gestire la galleria d’arte. Inizialmente calorose e piene di affetto, le lettere che Martin e Max si scambiano lasciano ben presto trapelare la loro mutuale angoscia di fronte all’ascesa del nazismo. Sarà però proprio l’ascesa del nazismo ad innalzare un muro di incomprensione tra i due, Martin decidendo di aderire al nuovo regime hilteriano, non tanto per convinzione ma sopratutto per conservare e migliorare la sua posizione sociale. Così, col passar del tempo, le lettere che Max e Martin si scambiano diventano sempre più fredde, quelle di Martin esprimendo pure un forte antisemitismo che mai Max si sarebbe aspettato. Il punto di rottura viene però raggiunto dopo un tradimento di Martin, che costa la vita alla sorella di Max, anch’ella tornata in Germania ed ammazzata dai nazisti perchè ebrea : da quel punto in poi, le lettere che Max invierà a Martin non saranno più nient’altro che un pretesto per vendicarsi della morte della sorella.

Benchè breve (il libro potendo essere letto in meno di due ore, anche per un lettore lento come me) questo romanzo permette di mettere in rilievo tre argomenti importanti. Il primo, è che già nel 1938 la natura totalitaria e antisemita del regime nazista era chiaramente evidenziabile. Magari Katherine Kressman sarà stata una donna particolarmente intelligente – e questo senza dubbio lo era-, magari in quanto intellettuale sarà stata ben informata sugli avvenimenti che sconvolgevano il suo paese di origine, però se lei è riuscita ad inviduare chiaramente la natura del regime hilteriano, allora significa che anche quell’altri potevano riuscirci e che tutte le lamentele che si sono sentite dopo la Seconda guerra mondiale, tutti gli “Ah, se soltanto avessimo saputo, saremmo intervenuti più rapidamente”, in realtà erano soltanto scuse usate da chi non ha avuto il coraggio di guardare la realtà in faccia e di denunciare apertamente gli orrori dei nazional-socialisti quando ancora era tempo di farlo.

Il secondo argomento che questo romanzo ci permette di esplorare è la nozione di amicizia : prima della loro rottura, Max e Martin si sarebbero senza l’ombra di un dubbio definiti amici. La mia riflessione personale, però, è : ma erano veramente amici o soltanto conoscenti ? Secondo me, si ha spesso tendenza a qualificare troppo rapidamente di “amici” le persone che i casi della vita ci fanno frequentare e che in realtà sono soltanto conoscenti. Ne testimonia l’attitudine odiosa di Martin quando lascia muorire la sorella di Max, che tra l’altro era pure la sua ex-amante : mi risulta molto difficile che un vero amico possa compiere un tale tradimento. 

L’ultimo argomento che questo romanzo permette di esplorare è il concetto di “teatralizzazione della vita”, cioè il fatto che siamo pronti a fare finta di aderire a tel idea o teoria, non perchè ci crediamo davvero, ma perchè i propri interessi ci portano a difendere quella teoria anche se, in fondo, sappiamo benissimo che quest’idea è falsa o stupida. L’esempio più eclatante di tale comportamento è la “conversione” di Martin all’antisemitismo e, più generalmente, al nazismo. In realtà, Martin non è un “antisemita strutturale”, cioè qualcuno che da sempre ha odiato gli ebrei e per chi quest’odio degli ebrei fa parte della propria identità. Anzi, per anni, Martin ha avuto un attitude neutrale nei confronti degli ebrei, però, al suo ritorno in Germania è diventato un antisemita feroce, assolutamente non per convizione, ma perchè, avendo aderito all’ideologia nazista per tutulare i propri interessi, deve recitare, attraverso le lettere che scrive a Max, la sua parte da “bravo nazista” che esalta il Führer e che odia gli ebrei, esattamente come lo farebbe un attore, e questo ci mostra come sia facile per certe persone vendere la propria coscienza, la propria libertà di pensare, in cambio di bene materiali o di prestigio sociale. 

In conclusione, direi che benchè breve, Destinatario sconosciuto è un bellisssimo libro che ha definitivamente comprovato che non è necessario scrivere libri enormi per esplorare temi variati e complessi.
Ultima Modifica 28/06/2026 09:02 da Matteo da Gualdo.

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28/06/2026 16:11 - 28/06/2026 16:18 #74338 da Matteo da Gualdo
Risposta da Matteo da Gualdo al topic Katherine Kressman Taylor (1903-1996)
Continuiamo ad esplorare l’opera della scrittrice americana Katherine Kressman Taylor con il suo secondo romanzo, Senza ritorno, pubblicato nel 1942 e che ci racconta la vita di Karl Hoffmann, figlio di un pastore luterano e studente di teologia che, di fronte all’ascesa del nazismo, si darà attivamente alla lotta contro il regime hilteriano, a tal punto che, ricercato dai nazisti che lo volgiono morto, fu costretto a fugire in America. Questo libro, benchè romanzato, è ispirato ad una storia realmente accaduta. Però, essendo stato pubblicato in piena seconda guerra mondiale, tutti i nomi e i luoghi sono stati cambiati al fin di preservare la sicurezza della famiglia del “vero Karl Hoffmann”, il pastore Leopold Bernhard, che era rimasta in Germania.

Questo libro mette in rilievo un episodio poco noto della storia del regime hilteriano, ovvero il suo tentativo di prendere il controllo del luteranesimo tedesco e di usarlo come un strumento di propaganda in favore del nuovo Reich. Questo tentativo si concretizzò tramite vari stratagemmi :
  • Il primo fu la creazione della “Chiesta protestante del Reich”, formata da Hitler nel 1933 quando quest’ultimo impose alle 28 Chiese protestanti regionali, con la scusa di volere firmare un concordato con la comunità protestante, di unirsi in una sola Chiesa ;
  • Il secondo passo fu compiuto quando Hilter fece infiltrare la nuova Chiesa protestante del Reich da elementi favorevoli alla dottrina nazista. Questi elementi si raggruparono nel movimento dei “cristiano tedeschi” e, con l’appoggio del regime nazista, si presero per loro tutte le funzioni importanti della nuova Chiesa, tra cui appunto quella di “vescovo del Reich”, che fu affidata ad un losco personaggio di nome Ludwig Muller.

I cristiano-tedeschi professavano un’assurda dottrina basata sul sincretismo tra ideologia nazista e religione cristiana : secondo loro, Cristo era un ariano che predicava la superiorità della razza ariana, e per questo tentarono di “purificare” il cristianesimo da tutti gli elementi che non concordavano con la loro dottrina, scartando così l’Antico Testamento -perchè scritto da ebrei e ritenuto una mera “superstizione ebraica”- e tanti passi del Nuovo Testamento. Questo tentativo da parte dei nazisti di prendere il controllo del protestantesmo tedesco fu comunque uno scacco : solo un esiguo numero di cristiani aderirono alla dottrina dei cristiano-tedeschi, mentre la stragrante maggioranza dei protestanti si rifugiarono nella “Chiesa confessante”, una chiesa parallela e clandestina che continuava a predicare la dottrina protestante tradizionale, e che per questo fu duramente perseguitata dalle autorità naziste. Questo romanzo ci racconta proprio la storia di questa “Kirchenkampf”, questa “lotta per la Chiesa” tra nazisti e protestanti tradizionalisti e nella quale il nostro giovane eroe dedicherà tutte le sue forze al fine di salvare la Chiesa dalla peste nazista.

Prima di continuare su quest’argomento, vorrei però soffermarmi su un altro elemento molto importante : questa storia è situata ad un epoca di grandi cambiamenti per la Germania, la monarchia è appena caduta, la repubblica di Weimar sta crollando e i nazisti stanno conquistando il potere. Così, questo libro è anche una foto della società tedesca di quell’epoca : dalle prime pagine del libro trapela una vera nostalgia per quella “Germania eterna” che mano a mano andava fissandosi nel passato : la Germania della monarchia, delle chiese e dei castelli, delle grandi famiglie e delle buone maniere. Questo libro ci mostra anche una società molto più rigida di quanto potremmo immaginare oggi, con dei studenti che si davano del Lei, che si chiamavano tramite il cognome e con dei Korps (associazioni studentesche) che erano aperti soltanto a chi aveva già antenati nella nobiltà o nell’alta borghesia, facendoci capire quanto la stratificazione sociale era molto più forte di oggi. I vari Korps avevano d’altronde ciascuno il proprio uniforme, il che ci fa vedere quanto era militarista la società tedesca dell’epoca.

Quest’amore per il militarismo è un tratto del carattere tedesco che i nazisti riuscirono benissimo a sfruttare per ottenere il consenso della popolazione: 
  • Organizzando grande parate militari, con i loro S.A e S.S in uniforme, con le loro svastiche che sventolavano dapertutto e ricreando un vero esercito nazionale, riuscirono a ridare ai tedeschi un senso di orgoglio nazionale dopo l’umiliazione della disfatta della Prima guerra mondiale. Il consenso attorno ad Hitler raggiunse un nuovo vertice dopo la remilitarizazzione della Renania nel 1936 e l’Anschluss, l’anessione dell’Austria, nel 1938, avvenimenti grazie ai quali Hitler potè godere di un prestigio quasi sovra-umano, un aura da uomo benedetto dal destino. Se soltanto le potenze alleate non avessero fatto la politica dello struzzo a quel momento, se soltanto avessero avuto il coraggio d’intervenire, quante catastrofe saremmo riusciti ad evitare !
  • I nazisti sfruttarono anche l’incapacità della Repubblica di Weimar a risolvere i problemi dei tedeschi, come l’inflazione o l’instabilità politica, per dare l’immagine di buon governatori e fare vedere che il loro regime era migliore di quello repubblicano. E qui c’è una lezione intemporale da ritenere, ovvero che i regimi deboli, incapaci o corrotti creano sempre spinte autoritarie nella popolazione ;
  • I nazisti erano coscenti che una delle loro debolezze era la mancanza di prestigio sociale dei loro capi. Così, per trasformare questa debolezza in forza, raccolsero nei loro ranghi aristocrati squattrinati dall’inflazione e diedero loro posti importanti nell’apparato nazista, il modo da guadagnare più consenso sociale ;
  • Un’altro aspetto della politica di “creazione di consenso” dei nazisti fu la trasformazione delle prigioni in veri e propro “campi di addestramento ideologico” : ai prigionieri, oltre che all’obbligo di lavorare e di seguire un rigido addestramento militare, venivano anche imposti corsi propaganda nazista. L’obbiettivo era chiaro : la prigione non doveva essere solo un luogo di punizione, ma sopratutto un luogo di rieducazione dove gli “elementi devianti” della società tedesca avrebbero duvuto, grazie ai corsi di propaganda nazista, diventare sinceramente convinti della superiorità dell’ideologia nazista. Per favorire questa nazificazione dei priogionieri, a quest’ultimi veniva proibito di parlare tra di loro e di leggere, per distruggere prima nel nascere ogni forma di spirito critico nei confronti dell’ideologia nazista ;
  • Anche il sistema scolastico venne usato come uno strumento di propaganda nazista, tramite l’introduzione di corsi di “filosofia nazista” nelle scuole e nelle università.

Ma se il regime nazista tentò di sedurre i tedeschi tramite le sue gigantesche sfilate e i suoi successi militari, non esitò neanche ad adottare una politica sempre più repressiva nei confronti di chi non si sottometteva di fronte a loro, politica che si concretizzò tramite :
  • L’imbavagliamento della società civile, con la carcerazione degli opponenti più noti, il controllo della stampa e la messa al bando dei partiti tradizionali, che vennero tutti proibiti ;
  • La conquista degli apparati dello stato, con la dissoluzione dei governi regionali, che vennero sostituiti da dirigenti nazisti;
  • Un controllo fortissimo sulle università tedesche. Se, prima dell’ascesa del nazismo, le università tedesche raggruppavano il fiore della Germania, formando l’elite del paese grazie ad una grande libertà di studi e di discussione che favorivano un continuo fermento intellettuale, questa situazione cambiò radicalmente quando i nazisti arrivarono al potere. Essi fecero infatti sostituire i rappresentanti studenteschi eletti da studenti membri del partito nazista e imposero poi l’obbligo di aderire al partito nazista per poter iscriversi all’università, bloccando così la possibilità di studiare e di inserirsi nella società per chi rifiutava di aderire al partito nazista. I studenti che protestavano contro i nazisti vennero espulsi dall’università, e venne proibito loro di riscriversi in qualsiasi università tedesca : quì c’era un chiaro tentativo di mettere al passo la gioventù tedesca minacciando di distruggere il loro futuro tramite l’impedizione di accedere ai studi. Anche i professori furono vittima delle persecuzioni naziste : chi  si opponeva in modo troppo aperto ai nazisti fu sistematicamente licenziato, sia dalle università che dalla scuole ;
  • L’attuazione di una politica di stresso controllo sulla cultura, con la persecuzione degli artisti giudicati “degenerati” dai nazisti, come i surrealisti per esempio, i cui quadri vennero rimossi dai musei ;
  • Una politica di persecuzione sistematica degli opponenti al regime nazista, che vennero percossi in mezzo alla strade, mandati in campi di concentramento senza neanche la possibilità di avere un processo, o anche più semplicemente ammazzati ;
  • Un punto che va però sottolineato è che i nazisti furono molto intelligenti nell’attuare questa politica repressiva : infatti, essi concentrarono inizialmente le loro persecuzioni su un bersaglio solo, ovvero i tedeschi di confessione o di origine ebraica, per far sì che il popolo accetti che quest’ultimi vengano perseguitati in cambio della propria sicurezza, e per installare un clima di paura generalizzato, facendo capire a tutti che opporsi ai nazisti equivaleva a rischiare di diventare vittima delle loro persecuzione. Solo progressivamente, una volta che il loro potere era abbastanza consodidato, estesero le loro persecuzioni contro tutti i loro altri opponenti : era l’attuazione di una vera e propria politica di governo tramite il terrore.

Un’altro aspetto che questo libro esplora è la pretesa del nazismo ad essere, non solo un movimento politico, ma anche una vera e propria religione : infatti il culto della personalità attorno ad Hitler non mirava soltanto a creare consenso, ma anche a fare della figura di Hitler un vero e proprio Dio, un Dio che avrebbe dovuto man a mano prendero il posto di Cristo nel cuore dei tedeschi. Hitler daltronde, per attirare a se i cristiani, e poter mano a mano distruggere la loro religione senza che se ne accorgessero, non esitò a citare versetti bibblici per presentarsi nei suoi discorsi come un inviato di Dio, un nuovo Davide il cui Reich sarà il Regno di Dio. Quest’aspetto religioso del nazismo venne rafforzato dalla pubblicazione del Mito del XX secolo da parte dell’ideologo nazista Alfred Rosenberg nel 1930 nel quale afferma che i sangue degli “ariani” è divino e che la salvezza del mondo passerà attraverso il sangue ariano : qui c’è un chiaro tentativo di sostituire il cristianesimo con una nuova religione, o almeno di pervertire il cristianesimo a tal punto da renderlo una semplice estenzione del partito nazista : ed è proprio per simboleggiare quest’unione contro-natura tra nazismo e cristianesmo che, per esempio, il simbolo dei cristiano-tedeschi era una croce cristiana con in mezzo una svastica nazista.

E qui il libro sottolinea anche un errore drammatico delle chiese luterane tedesche, che fecero fatica ad individuare nel nazismo quest’aspetto religioso e che per molto tempo adottarono una posizione neutrale, considerando che il nazismo era un semplice movimento politico come tutti quell’altri e che era il dovere della chiesa di non occuparsi degli affari secolari. Questa cecità del protestantesimo tedesco davanti alla vera natura del nazional-socialismo, unita alla convinzione che la “tradizione molto antica” del luteranesmo in Germania sarebbe stato un riparo per le Chiese contro ogni forma di persecuzione,  permise purtroppo ai nazisti di accedere più facilmente al potere.

In conclusione, questo libro è stato veramente appassionante, ho imparato tantissimo sull’aspetto religioso del nazismo, sul protestantesimo e la società tedesca dell’epoca e sul modo di funzionare di un regime totalitario. Ve ne raccomando caldamente la lettura !
Ultima Modifica 28/06/2026 16:18 da Matteo da Gualdo.

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