Il gruppo si è riunito nuovamente al
Caffè Svizzero, ma questa volta erano presenti Valentina, Fabiana, Aurora e Cinzia. Purtroppo Elisa ha dovuto dare forfait per un impegno improrogabile dell’ultimo momento. Ormai Elisa e Valentina sembrano darsi il cambio senza farlo apposta: quando c’è una, manca l’altra.Il gruppo è apparso subito affiatato e non c’è stato alcun tipo di imbarazzo; anzi, sembrava quasi che facessimo parte dello stesso club del libro da anni. Abbiamo iniziato immediatamente a discutere del libro del mese,
“Se i gatti potessero parlare” di
Piergiorgio Pulixi, che abbiamo scoperto essere molto più giovane di quanto pensassimo (classe 1982).Il libro è un giallo, anche se a Cinzia era stato presentato come noir. Da questa discussione ci siamo portate a casa anche una nuova informazione, oltre che due risate: i noir sono quei “gialli” che approfondiscono maggiormente la psicologia del “cattivo” e non, come era stato detto a Cinzia, semplicemente dei gialli comici.
Fabiana, sorprendentemente, questa volta non ha demolito completamente il libro: un evento che verrà ricordato negli annali
. Avendo però già letto il primo della serie, sa che avrebbe potuto essere molto più bello di così ed è rimasta un po’ delusa da questo punto di vista. Nel complesso
le è piaciuto, sia per lo stile sia per l’atmosfera, anche se i modi di fare di Aristide non l’hanno convinta, e su questo eravamo tutte d’accordo. In particolare, ha trovato fastidioso il suo continuo lamentarsi della tecnologia, incarnando il tipico anziano convinto che “
si stava meglio quando si stava peggio” e che ai suoi tempi i ragazzi saltavano le pozzanghere di lungo. Da qui è nata anche una breve ma interessante discussione: probabilmente l’autore ha voluto ingraziarsi una fetta di pubblico più adulta, quella che leggendo le lamentele di Aristide annuisce automaticamente, oppure semplicemente ha voluto renderlo volutamente un po’ rompi scatole, ridondate e noioso (
Piergiorgio, se ci leggi, scusaci per aver demolito così l'amico Aristide!!).
Aurora ci aveva già anticipato nel gruppo Whatsapp che inizialmente non riusciva a leggerlo, trovandolo piuttosto noioso. Poi però ha scoperto il magico mondo degli audiolibri: si è ritrovata ad ascoltarlo in cuffia mentre fissava il muro e, andando avanti, lo ha trovato sempre più interessante, tanto che alla fine il suo giudizio è diventato
positivo. Anche lei ha provato un certo fastidio per la maleducazione del protagonista, che alcuni potrebbero interpretare come umorismo, ma secondo lei si tratta semplicemente di vera e propria maleducazione. Nel complesso, comunque, la valutazione finale è stata positiva.
Cinzia lo ha letto “a tranche”, senza mai ricominciare da capo nemmeno dopo settimane di pausa con il risultato di dimenticarsi regolarmente pezzi della trama. Anche lei, inizialmente, non ha apprezzato molto l’umorismo del libro. Nel complesso lo ha trovato un po’ noioso, soprattutto nella parte successiva all’assassinio: interrogatori e protagonista non l’hanno particolarmente entusiasmata.
Infine
Valentina non è riuscita a terminarlo: si è fermata circa a metà per mancanza di tempo, ma ha comunque contribuito alla discussione con diverse riflessioni sui temi trattati, ad esempio sull’interpretazione della continua lamentela verso la tecnologia.L’incontro è durato poco più di un’ora, ma è bastato per confermare quanto era già emerso durante il primo appuntamento: il gruppo è affiatato e, molto probabilmente, il nostro problema non sarà mai il silenzio o il non sapere cosa dirci.Al prossimo appuntamento!!