Anche questa volta ci siamo ritrovate al Caffè Svizzero, che ormai è diventato il nostro luogo di fiducia per confrontarci sul libro del mese.
Questa volta abbiamo letto "La magia dei momenti no" proposto da Elisa.
Finalmente Valentina ed Elisa sono riuscite a partecipare insieme allo stesso incontro, visto che finora si erano sempre alternate. Però, ironia della sorte, entrambe non sono riuscite a terminare il libro: si sono fermate più o meno a metà, vittime dello stesso errore di valutazione, hanno infatti sottostimato la lunghezza del romanzo (ben 420 pagine!!!!) pensando fosse molto più breve e facilmente leggibile in poco tempo. Fabiana, giustamente, le ha bonariamente rimproverate, strappando la promessa che con i prossimi libri ci sarà maggiore impegno.
Nel complesso, il libro è piaciuto a tutte. C’è stato accordo unanime su un punto: la descrizione della depressione è risultata estremamente autentica e realistica, tanto da far pensare che l’autrice abbia probabilmente vissuto o conosciuto molto da vicino un’esperienza simile.
Fabiana ha apprezzato particolarmente il momento in cui Lila ammette finalmente di non voler sposarsi. Per gran parte del libro, infatti, sembra costruire una serie di scuse, dando quasi l’impressione di essere capricciosa o viziata, ma che in realtà si rivelano essere soltanto pretesti per sfuggire a qualcosa che non desiderava davvero. Non ha, però, amato la componente più romantica della storia, in particolare il modo in cui Phoebe descrive l’elettricità con la persona che incontra (di cui non faremo il nome, per evitare spoiler): secondo lei non era necessaria ai fini della narrazione, e sarebbe bastata una figura maschile interessante e stimolante senza il bisogno di un colpo di fulmine.
Aurora, invece, non è dello stesso avviso: per lei quella dimensione romantica arricchisce il libro e lo rende ancora più coinvolgente. Aurora ha definito il romanzo una lettura bella, valida e molto scorrevole. Pur avendo avuto più difficoltà rispetto alle altre a rivedersi nella protagonista, si è riconosciuta molto nel rapporto tra Phoebe e Lila: anche lei sente di avere quella tendenza ad esserci sempre per gli altri, soprattutto nei momenti difficili, ed è una caratteristica di Phoebe che ha particolarmente apprezzato.
Cinzia, in linea con Aurora, ha trovato il libro molto scorrevole nonostante la mole di pagine. Ha empatizzato profondamente con la protagonista, trovando la rappresentazione della depressione estremamente accurata in tutti i suoi aspetti: nel lavoro, nelle relazioni, nel desiderio di una gravidanza; una condizione in cui, come è emerso dalla discussione, niente è davvero la causa, ma allo stesso tempo tutto lo è.
Elisa e Valentina, pur non avendo concluso il libro, hanno comunque portato spunti interessanti. Valentina ha osservato come Phoebe, almeno nella prima parte, appaia a tratti quasi “rosicona”, con un bisogno costante di esprimere giudizi e opinioni su tutto ciò che la circonda. Da questa osservazione è nata una riflessione più ampia sulla depressione, sul modo in cui affrontiamo la vita e sulla nostra capacità (o difficoltà) di riconoscere il bello in ciò che ci circonda, ed è forse proprio questo uno dei percorsi che Phoebe nel corso del libro riesce a compiere.
Elisa, dal canto suo, ha preso parte alla discussione con domande mirate che hanno aiutato a far emergere i diversi punti di vista. Grazie a questo confronto siamo arrivate a individuare due momenti chiave nel percorso di cambiamento della protagonista: il primo, quando ammette ad alta voce di aver deciso di togliersi la vita, confidandolo a una perfetta sconosciuta in ascensore; il secondo, quando inizia a lasciarsi andare, buttandosi in esperienze nuove e aprendosi al cambiamento.È difficile racchiudere in poche righe tutto ciò che questo incontro ci ha lasciato, perché le riflessioni sono state tante e alcune molto profonde. Quello che possiamo dire con certezza è che si tratta di un libro che, secondo noi, vale la pena leggere.
Ancora una volta si conferma la sintonia del nostro gruppo: siamo tutte diverse, con storie, percorsi e vissuti differenti, ma allo stesso tempo così simili da riuscire sempre a comprenderci e a stare bene insieme. Ed è forse questa la magia più bella di tutte.
Al prossimo incontro!