Il gruppo di lettura di Monza si è incontrato il 27 giugno per discutere de Il custode di Niccolò Ammaniti, un libro che non ha creato molte divisioni e che ci ha trovate tutte abbastanza d’accordo sul giudizio finale: l'alunno Ammaniti è bravo, ma non si è applicato abbastanza.
La proposta del libro è arrivata da Claudia, che l'ha pescato direttamente dalle vette delle classifiche. Il suo verdetto? Un perfetto "libro da ombrellone": una lettura che scivola via leggera e piacevole, ideale per l'estate ma senza la pretesa di essere indimenticabile. A conquistarla sono stati i personaggi, con i loro echi pirandelliani, malinconici eppure capaci di un'ironia sottile. Pollice verso, invece, per il protagonista adolescente, a suo dire insopportabile, e per un finale un po' troppo sopra le righe.
Se da un lato c'è l'etichetta da "lettura estiva", dall'altro emerge un'anima in qualche modo antica e interessante: quella del mito. Antonella la identifica subito come la spina dorsale del romanzo, una chiave di lettura che ne nobilita in parte la trama. È la stessa chiave che ha permesso a Carla di svoltare, dopo un inizio che la stava lasciando fredda, la rivelazione del legame con Medusa ha trasformato la sua fatica in voglia di saperne sempre di più, trascinandola finalmente dentro la storia. Anche Vera si è unita al giudizio del gruppo, confermando di aver apprezzato la lettura e contribuendo alla discussione con le sue osservazioni, che hanno rafforzato l'impressione condivisa di trovarsi di fronte a un romanzo piacevole, pur con qualche limite
E poi, come sempre, arriva il lampo di Giovanna. Con la sua capacità unica di distillare l'essenza di ogni romanzo, ci regala l'immagine indelebile delle pecore pietrificate e un messaggio che risuona potente: nessuno può sfuggire al proprio destino. Giovanna è ormai la nostra bussola, capace di scovare la perla di saggezza e servirla con un'ironia così spontanea da far sorridere tutto il gruppo, trasformando una semplice osservazione nel punto di partenza per nuove, "inaspettate" discussioni.
A fare da contraltare, la voce preziosa di Serena, che siamo state felicissime di poter finalmente riabbracciare. Rientrata per le ferie direttamente dal Bangladesh ha portato con sé la sua prospettiva affilata. Il romanzo non l'ha convinta, lo ha trovato troppo in superficie, un'opera gradevole ma priva di quel "qualcosa" che resta nel tempo, con troppe questioni lasciate in sospeso.
Proprio questo intreccio di pareri, tra chi si è lasciato conquistare dai richiami mitologici e chi avrebbe preferito una storia più incisiva, ha reso la discussione vivace e ricca di spunti. La vera novità del pomeriggio, però, non era tra le pagine di Ammaniti.
Abbiamo dato il benvenuto a Elena, che ci ha trovate attraverso il forum e ha deciso di unirsi al gruppo, e abbiamo finalmente conosciuto di persona Giulia, iscritta da un paio di mesi ma che solo adesso è riuscita a partecipare. Per noi ogni nuovo ingresso cambia un po' gli equilibri della discussione, ma nel senso migliore del termine. Ognuno porta letture, esperienze e modi di vedere diversi, e basta una semplice osservazione per aprire prospettive che gli altri non avevano considerato. È anche questo il bello del gruppo, i libri restano al centro, ma a rendere interessante ogni incontro sono soprattutto le persone che si siedono intorno al tavolo.
Ci ritroveremo un'ultima volta prima della pausa estiva, a fine luglio (stay tuned sulla data), per affrontare La vedova di John Grisham. E qui la nota curiosa è che a proporre il "mattone" di oltre 500 pagine è stata la nostra mitica Carla. Chi frequenta il gruppo fin dall'inizio ricorderà che ci raccontava di fare fatica a concludere un libro. Oggi, invece, non solo li porta a termine con disinvoltura, ma ci propone anche romanzi decisamente lunghi. Segno che leggere insieme, a volte, porta anche a questo.