SINOSSI

Fra i grandi scrittori del nostro secolo, Joseph Roth è forse quello che più di ogni altro ha conservato il gesto inconfondibile del narratore – quel favoloso personaggio che racconta storie senza fine ed è quasi l'ombra di tutta la letteratura. Con frasi nitide e lineari, scandite da un perfetto respiro, Joseph Roth ha raccontato in molti romanzi, e sotto le più diverse luci, il grande evento dell'inabissarsi del suo mondo, che era al tempo stesso l’Impero absburgico e la singolarissima civiltà ebraica dell’Europa orientale, entrambi condannati alla rovina e alla dispersione. Ma se c’è un libro che è l’emblema intatto di questo avvenimento e anche di tutto il destino del suo autore è proprio La Cripta dei Cappuccini, lucidissimo, accorato epicedio scritto da Roth esule e disperato nel 1938.

RECENSIONE

Romanzo la cui lettura è molto piacevole, già solo per questo motivo merita attenzione; considerando poi che è una traduzione, tanto di cappello anche al traduttore. Si narra l'ultimo periodo di un modo incantato, visto con gli occhi della privilegiata nobiltà giovanile nell'impero austroungarico. Un mondo leggiadro, privo di preoccupazioni ma non corrotto; giovani che hanno avuto in sorte la nascita con un elevato lignaggio e vivono quella condizione come ciascuno vive la propria. Quando scoppia la guerra, anche i nobili vengono bruscamente chiamati ai loro doveri patriottici, certo da ufficiali e non da reclute, ma è il primo, irreversibile colpo al loro mondo che, tuttavia, vuoi per inerzia, vuoi per inconsapevolezza, vuoi per espresso rifiuto, non viene colto pienamente nel suo significato di cesura con il passato. Nei due decenni successivi, la società è disorientata e cerca nuovi punti di riferimento in un mondo divenuto borghese, così nuove vicende personali, improponibili durante l’impero, nascono, si sviluppano e falliscono. È un processo lungo che però non giungerà mai a maturazione: l'Anschluss, uno dei primi capitoli del periodo più cupo della storia umana, vi sovrascriverà definitivamente la parola fine. In ciò il titolo del romanzo è emblematico.
Lo scoramento, che ha anche riguardato personalmente l’autore, non è sostenibile e non permette di vedere oltre, di nutrire la speranza nel domani: [...] non mi curai più del mondo, [...] ero andato in pensione dalla vita.

[RECENSIONE A CURA DI MACS]

Autore Joseph Roth
Pagine 196
Anno edizione 1989
Collana Gli Adelphi
ISBN-10(13) 9788845907128
Prezzo di copertina 10,00 €
Prezzo e-book 3,99 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico