Giovedì, 01 Gennaio 2026

"Ciò che inferno non è" di Alessandro D'Avenia

  • pierbusa
  • Avatar di pierbusa Autore della discussione
  • Offline
  • Saggio
  • Saggio
  • Mi piacciono i libbri!
Di più
16/11/2014 14:47 #14041 da pierbusa
Vi segnalo questo titolo uscito a fine ottobre per i tipi della Mondadori terza fatica di Alessandro D'Avenia.

Ve lo segnalo per un fatto autobiografico, ma non solo.

Infatti ho vissuto a Palermo in un quartiere limitrofo a Brancaccio nel periodo in cui è ambientato il romanzo ossia il 1993 anno delle stragi di Falcone, Borsellino e dell'uccisione di don Pino Puglisi.

Il libro è raccontato da un giovane, Federico, alter-ego dello stesso scrittore, che da adolescente sta pensando a cosa farà nelle vacanze estive

quando il suo insegnate di religione al liceo classico che frequenta in città, don Pino Puglisi, gli chiede di dargli una mano con i ragazzini di Brancaccio.

Federico è un appassionato di libri, suo fratello lo chiama "il Poeta", ed ha una venerazione per il Petrarca:

Il mio professore ci ha riempito le orecchie del monolinguismo di Petrarca e del suo far respirare l'anima in pochi vocaboli, essenziali come diamanti ripuliti dalla materia che c'era attaccata sopra.

.

D'Avenia ci conduce per mano attravero i tanti volti di Palermo e ci fa guardare con i suoi occhi le bellezze e le brutture di quello che fu una delle capitali dell'antichità (Panormus, Tuttoporto).

Non posso essere obiettivo nel giudicare questo libro le cui parole sento nella carne viva dei miei ricordi, e che mi ha costretto a riguardare alle stragi mafiose, ai tanti funerali a cui partecipai. Alle bare di Falcone e degli altri uccisi con lui allineate nel Palazzo di Giustizia.

Alla bara di Borsellino...

Non ho avuto la fortuna di conoscere direttamente don Pino Puglisi. Anche se abitavo ad un tiro di schippo dalla sua chiesa, da tempo mi ero allontanato dal cattolicesimo praticante. Lo conoscevo di fama, per quello che cercava di fare a Brancaccio insieme a molti altri.

Ed io allora giovane iscritto al Partico Comunista andavo nottempo ad attaccare i manifesti elettorali in quel quartiere con la sicurezza che il mattino dopo li avrebbero staccati tutti e che la nostra sezione sarebbe stata oggetto come sempre di un fitto lancio di pietre.

E sono testimone di tanta gente che come me cercava di dare una mano per rendere quei quartieri pià vivibili per non rassegnarci alla mafia, alla cultura della violenza. Ma si deve pur vivere...

Nel 1995 mi arresi, scappai da Palermo, avevo un disperato bisogno di lavorare, mi rifugiai a Modena.

D'Avenia ci ricorda, con una prosa coinvolgente, che anche con la parola si può fare in modo che non tutto sia stato inutile e che la speranza può covare sotto la cenere della disfatta.

Io purtroppo nel 1995 persi la mia speranza.

(Su Anna Karenina) È un'opera d'arte perfetta, che arriva assai a proposito; un libro assolutamente diverso da ciò che si pubblica in Europa: la sua idea è completamente russa.Fëdor Dostoevskij
Tanti anni nel Club e nemmeno una medaglia!
I seguenti utenti hanno detto grazie : guidocx84, robiben

Accesso o Crea un account per partecipare alla conversazione.

  • guidocx84
  • Avatar di guidocx84
  • Assente
  • Amministratore
  • Amministratore
  • Founder, IT & Community Manager
Di più
16/11/2014 15:07 #14043 da guidocx84
Risposta da guidocx84 al topic "Ciò che inferno non è" di Alessandro D'Avenia

pierbusa ha scritto: Vi segnalo questo titolo uscito a fine ottobre per i tipi della Mondadori terza fatica di Alessandro D'Avenia.

Ve lo segnalo per un fatto autobiografico, ma non solo.

Infatti ho vissuto a Palermo in un quartiere limitrofo a Brancaccio nel periodo in cui è ambientato il romanzo ossia il 1993 anno delle stragi di Falcone, Borsellino e dell'uccisione di don Pino Puglisi.

Il libro è raccontato da un giovane, Federico, alter-ego dello stesso scrittore, che da adolescente sta pensando a cosa farà nelle vacanze estive

quando il suo insegnate di religione al liceo classico che frequenta in città, don Pino Puglisi, gli chiede di dargli una mano con i ragazzini di Brancaccio.

Federico è un appassionato di libri, suo fratello lo chiama "il Poeta", ed ha una venerazione per il Petrarca:

Il mio professore ci ha riempito le orecchie del monolinguismo di Petrarca e del suo far respirare l'anima in pochi vocaboli, essenziali come diamanti ripuliti dalla materia che c'era attaccata sopra.

.

D'Avenia ci conduce per mano attravero i tanti volti di Palermo e ci fa guardare con i suoi occhi le bellezze e le brutture di quello che fu una delle capitali dell'antichità (Panormus, Tuttoporto).

Non posso essere obiettivo nel giudicare questo libro le cui parole sento nella carne viva dei miei ricordi, e che mi ha costretto a riguardare alle stragi mafiose, ai tanti funerali a cui partecipai. Alle bare di Falcone e degli altri uccisi con lui allineate nel Palazzo di Giustizia.

Alla bara di Borsellino...

Non ho avuto la fortuna di conoscere direttamente don Pino Puglisi. Anche se abitavo ad un tiro di schippo dalla sua chiesa, da tempo mi ero allontanato dal cattolicesimo praticante. Lo conoscevo di fama, per quello che cercava di fare a Brancaccio insieme a molti altri.

Ed io allora giovane iscritto al Partico Comunista andavo nottempo ad attaccare i manifesti elettorali in quel quartiere con la sicurezza che il mattino dopo li avrebbero staccati tutti e che la nostra sezione sarebbe stata oggetto come sempre di un fitto lancio di pietre.

E sono testimone di tanta gente che come me cercava di dare una mano per rendere quei quartieri pià vivibili per non rassegnarci alla mafia, alla cultura della violenza. Ma si deve pur vivere...

Nel 1995 mi arresi, scappai da Palermo, avevo un disperato bisogno di lavorare, mi rifugiai a Modena.

D'Avenia ci ricorda, con una prosa coinvolgente, che anche con la parola si può fare in modo che non tutto sia stato inutile e che la speranza può covare sotto la cenere della disfatta.

Io purtroppo nel 1995 persi la mia speranza.


Non so bene cosa dire Pietro... è stata davvero un'emozione leggere le tue parole.
Le nostre generazioni purtroppo non hanno la benché minima idea di cosa abbiate potuto passare in quegli anni. Vuoi perché i libri di storia non ne parlavano ancora quando frequentavo le scuole io, vuoi perché a certe età si hanno tutt'altri pensieri.
Ma adesso è diverso. So soltanto che con questa tua segnalazione sicuramente hai scaturito in me la voglia di approfondire queste tematiche, nonostante la pila di libri da leggere aumenti con un rapporto di 1:10 (uno letto, dieci che vorrei leggere) ogni volta che finisco di leggere un libro :laugh: :laugh: :laugh:

Grazie! ;)

«Heaven goes by favor. If it went by merit, you would stay out and your dog would go in.» Mark Twain
I seguenti utenti hanno detto grazie : pierbusa

Accesso o Crea un account per partecipare alla conversazione.

  • Katya
  • Avatar di Katya
  • Offline
  • Saggio
  • Saggio
  • Leggo per legittima difesa
Di più
16/11/2014 15:40 #14045 da Katya
Eh Pierbusa, in queste parole dici tanto e scombussoli dentro quello che solo un siciliano prova! Non sapevo che avessi vissuto quel periodo così da vicino. Un periodo nero e di rabbia che accompagnerà sempre, ogni buon siciliano. Se questo libro ti ha lasciato qualcosa dentro, sicuramente lo leggerò anch'io.

Un libro dev'essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi.
I seguenti utenti hanno detto grazie : pierbusa

Accesso o Crea un account per partecipare alla conversazione.

  • pierbusa
  • Avatar di pierbusa Autore della discussione
  • Offline
  • Saggio
  • Saggio
  • Mi piacciono i libbri!
Di più
16/11/2014 15:58 - 16/11/2014 16:23 #14046 da pierbusa
Risposta da pierbusa al topic "Ciò che inferno non è" di Alessandro D'Avenia
Grazie Katya e Guido! Grazie di cuore...

E per non fare un torto a questo che resta un bellissimo libro, ben scritto, ben ritmato e che rimarrà nel mio cuore per sempre come le vicende che ho vissuto nella mia Palermo, ma che merita di essere letto e diffuso specie tra i giovanissimi, ossia tra coloro che devono per natura e per vocazione coltivare la speranza, eccovi l'incipit:

Nella luce prima, un ragazzo la spia. È immersa nell’agguato ventoso e salato dell’alba che si leva ancora vergine dal mare, per tuffarsi poi nelle strade avvolte dalla penombra.
Lui abita in cima a un palazzo: da lì si vede il mare e si vede nelle case e nelle strade degli uomini. Lassù l’occhio spazia fino a perdersi, e dove si perde l’occhio anche il cuore resta invischiato. Troppo mare si spalanca davanti, specie la notte, quando il mare svanisce e si sente tutto il vuoto che c’è sotto le stelle.
Perché tutto quel nascere ogni mattina? Non ha risposta un ragazzo, a cui fanno più male i petali sfioriti della rosa che le spine e ogni mattina si guarda allo specchio come un naufrago. Si tocca il volto e cerca negli occhi, con il mare incastrato dentro, quel che vi resta di vivo. Di vivo c’è la luce di lei, smagliante nell’ultimo giorno di scuola. La studia come le mappe misteriose che da bambino amava contemplare per disincagliarne tesori e isole, navi e onde.
Il ragazzo la guarda: è lei a frugargli il cuore, nel groviglio in cui crescono i sogni. Le cose investite di troppa luce proiettano altrettanta ombra, ogni luce ha il suo lutto, ogni porto il suo naufragio. Però i ragazzi non vedono l’ombra, preferiscono ignorarla.
Con le mani si copre il volto acerbo, come se si potesse ascoltare un viso con le dita. Assomiglia a un marinaio sul molo, in attesa di un contratto dopo un forzato riposo. La guarda ancora. E ancora. Permette a luce, vento e sale di modellargli la carne e i pensieri.
Luce, vento, sale facciano di lui quello che vogliono, come da millenni trasformano persino la pietra infeconda degli scogli. Dio gli ha messo in petto il cuore, ma si è dimenticato la corazza. Lo fa con ogni ragazzo e per questo per ogni ragazzo Dio è crudele.
Il ragazzo ha diciassette anni e la vita da inventare. Diciassette non promette buona sorte, persino gli attori sono brutti a diciassette anni e non credono che diverranno belli. Il sangue è caldo e, quando preme forte sul cuore, si è costretti a decidere che farsene.
Lui ha tutte le domande, ma le risposte arriveranno quando le avrà dimenticate. Diciassette è un errore di tempistica tra domanda e offerta.
La fissa nella luce di giugno e ha paura, perché è l’ultimo giorno di scuola e quel giorno tutti hanno nell’anima solo l’estate e le sue fughe, e lui invece mille domande. La vita gli pare simile a quelle equazioni del libro di matematica di cui può leggere il risultato in basso a destra, tra parentesi, ma il procedimento non gli riesce mai, e lo preoccupa che meno per meno dia più e meno per più meno. Il meno è sempre di mezzo.
Come una sirena, tutto quel mare e tutta quella luce lo incantano e senza remissione si lascia irretire dall’incantesimo. Guarda dall’alto, come amano fare i ragazzi a quell’età, quando cercano di decifrare il labirinto senza entrarci dentro. Non ha il filo da dipanare per non smarrirsi nei corridoi delle sue paure.
Che ne sanno i ragazzi di come si diventa uomini? Che ne sanno delle istruzioni per l’uso della notte, delle ombre, delle tenebre? I ragazzi si aspettano sempre gioia dalla vita, non sanno che è la vita ad aspettarsi gioia da loro. Lui vorrebbe una vita semplice, ma la vita semplice non è mai stata. Anche se tutti ne godono, ne soffrono, ne parlano, ne scrivono, se ne sa così poco della vita. Forse semplice potrebbe essere lui, e lasciare alla vita il suo labirinto di luce e lutto.
La luce sui tetti e il lutto nelle vie, come in un quadro di Caravaggio: è la paradossale estetica della città abitata dagli uomini, non adatta a ragazzi presi dall’incanto. Ignorano il dolore che ci vuole a diventare e quanto coraggio serve a perdere le illusioni. Il ragazzo lo ignora più degli altri: ha poca carne attorno ai sogni.
Per un istante lei smette di incantare e incatenare, ha occhi per fissarlo, gelosa, artigli per ghermirlo, vorace come ogni sirena, quasi a svelare la notte che cela incastrata nel cuore.
La sua città.
Palermo.
1993.


(Su Anna Karenina) È un'opera d'arte perfetta, che arriva assai a proposito; un libro assolutamente diverso da ciò che si pubblica in Europa: la sua idea è completamente russa.Fëdor Dostoevskij
Tanti anni nel Club e nemmeno una medaglia!
Ultima Modifica 16/11/2014 16:23 da pierbusa.

Accesso o Crea un account per partecipare alla conversazione.

  • ziaBetty
  • Avatar di ziaBetty
  • Offline
  • Staff
  • Staff
  • Caporedattrice della Rubrica Letteraria
Di più
16/11/2014 20:06 #14053 da ziaBetty
Risposta da ziaBetty al topic "Ciò che inferno non è" di Alessandro D'Avenia
Di D'Avenia avevo letto solo "Bianca come il latte, rossa come il sangue"; mi era, sì, piaciuto ma era un po' sotto le mie aspettative. Però ora la curiosità di leggere il libro di cui parli è altissima, anche perché, dall'incipit, mi sembra l'autore sia molto "cresciuto" dal suo esordio!
Grazie per aver condiviso con noi i tuoi ricordi, emozionanti davvero. Credo sia fondamentale, per chi non ha vissuto direttamente quegli anni, saperne quanto più possibile... anche perché "quel periodo" è finito, ma la mafia mi sembra sia lungi dall'essere sconfitta. :(

"Che te ne fai di tutti quei libri?"

Accesso o Crea un account per partecipare alla conversazione.

  • Bibi
  • Avatar di Bibi
  • Assente
  • Staff
  • Staff
  • Grafica & Social media manager
Di più
17/11/2014 08:45 #14056 da Bibi
E' una triste realtà con cui ancora oggi ci ritroviamo a fare i conti. Non c'ero negli anni citati da Pier ma ci sono stata altre mille volte per circa una decina d'anni.
Non sono impazzita. :) Per fortuna la scuola su questo punto è molto attiva e non ci lascia "scoperti". Ci da tutti i mezzi per conoscere la storia della nostra terra (perchè vuoi o non vuoi la mafia è diventata parte della storia della nostra terra) e i mezzi per combattere la mafia.
Se la mafia non si combatte con la conoscenza con che cosa la si può distruggere allora?
C'è stato un signore che ha accusato mio padre di essere mafioso perché dopo aver lavorato nella sua bella casetta per ben 30 giorni, per 12 ore al giorno, fuori, a prendere acqua, vento e sole, dopo aver terminato i lavori entro il tempo previsto, non solo non ha ricevuto il pagamento ma si è pure beccato un bel "mafioso" perché sollecitava. Questo signore ha pagato mio padre con i suoi comodi (dopo circa due mesi) e in comode rate, (cosa che non esiste nel contratto di lavoro e nel lavoro che svolge papà).
Non centra niente adesso quello che ho scritto con il topic ma volevo mostrarvi come siamo messi qua. Come si è abituati a pensare, come si è convinti del fatto che se uno ha i soldi allora ha il potere di decidere sugli altri. Se questa non è mafia ... ma lasciamo perdere, mi intrufolerei in un discorso che poco ha a che fare coi libri.

Bellissima l'introduzione di Alessandro D'Avenia, mi ha emozionato! :blush:

Accesso o Crea un account per partecipare alla conversazione.

  • pierbusa
  • Avatar di pierbusa Autore della discussione
  • Offline
  • Saggio
  • Saggio
  • Mi piacciono i libbri!
Di più
17/11/2014 12:31 #14063 da pierbusa
Risposta da pierbusa al topic "Ciò che inferno non è" di Alessandro D'Avenia
Sono alle ultime pagine del libro che ovviamente non vi racconterò.

Volevo solo aggiungere che la prospettiva salvifica del libro, che è la prospettiva di Federico, l'io narrante alter-ego dell'Alessandro D'Avenia scrittore, è in ultima analisi la prospettiva di don Pino Puglisi.

"La mafia è potente, Dio è onnipotente" dice ad un certo punto don Puglisi quando gli appare chiaro che è sempre più solo e sempre più in pericolo.

E questa probabilmente la speranza a cui anche D'Avenia si aggrappa.

Purtroppo come dicevo ho smesso di pregare parecchio tempo fa. Prima delle stragi eccellenti a Palermo c'è stata la cosiddetta "mattanza" centinaia di omicidi in pochi anni, uomini, donne, bambini. Una barbarie senza fine e per sopravvivere ci dicevamo "si ammazzano tra di loro". Non era vero e lo sapevamo. Ognuno di quegli efferati omicidi uccideva la nostra speranza che qualcosa potesse cambiare. Che fosse possibile una Palermo diversa.

Omicidio dopo omicidio, violenza dopo violenza anche la mia fede in Dio è scemata. Fino a perderla completamente.

Don Puglisi si faceva scudo della fede. Quello scudo è stato perforato dal piombo mafioso.

Quel sangue versato ha però fatto fiorire in molti un moto di repulsione, la rabbia...e forse qualcosa si è mosso da allora. Dei passi aventi sono stati fatti.

Io a trent'anni dovevo dare una svolta alla mia vita. Avevo una laurea e tante promesse non mantenute. Il vuoto intorno. Ed ho lasciato la mia terra.

(Su Anna Karenina) È un'opera d'arte perfetta, che arriva assai a proposito; un libro assolutamente diverso da ciò che si pubblica in Europa: la sua idea è completamente russa.Fëdor Dostoevskij
Tanti anni nel Club e nemmeno una medaglia!
I seguenti utenti hanno detto grazie : Bibi

Accesso o Crea un account per partecipare alla conversazione.

  • Katya
  • Avatar di Katya
  • Offline
  • Saggio
  • Saggio
  • Leggo per legittima difesa
Di più
17/11/2014 12:50 #14066 da Katya
Pierbusa chissà se realmente è stato fatto qualcosa...a me sembra che sia stato fatto più per loro che per noi!

Ne leggerò il libro e lo commenteremo, sicuramente, insieme :)

Un libro dev'essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi.

Accesso o Crea un account per partecipare alla conversazione.

Di più
17/11/2014 13:10 #14067 da niggle
Ho visto questo libro proprio stamattina, passando di corsa davanti alla vetrina della libreria e...che dire?
Bianca come il latte e rossa come il sangue mi aveva lasciata un po' perplessa. Ora pierbusa fai questa bellissima presentazione di Ciò che inferno non è e penso che mi fiderò di te e darò a D'Avenia un altra possibilità.
E grazie per la condivisione, la tua e anche quella di Bibi. E' molto importante... :) Spero che la prospettiva di don Puglisi si riveli giusta, nel frattempo però credo che la scuola debba lottare per diventare potente anche lei, e per fortuna Bibi ci rassicura su questo :)

" Amo solo ciò che difendo" Faramir in J.R.R. Tolkien, Il signore degli Anelli, Le due torri.

Accesso o Crea un account per partecipare alla conversazione.

  • Bibi
  • Avatar di Bibi
  • Assente
  • Staff
  • Staff
  • Grafica & Social media manager
Di più
17/11/2014 13:36 - 17/11/2014 20:48 #14070 da Bibi

Spero che la prospettiva di don Puglisi si riveli giusta, nel frattempo però credo che la scuola debba lottare per diventare potente anche lei, e per fortuna Bibi ci rassicura su questo :)


Si, nella mia scuola c'era proprio un'attività pomeridiana su questo argomento. Da sempre ci hanno parlato di questo problema e ci hanno informati nel migliore dei modi. Falcone e Borsellino sono solo due degli esempi, forse quelli più famosi, importanti e chiacchierati ma mi è rimasto nel cuore la storia di Peppino Impastato. Poi ci hanno proprio portati sui posti dove sono successe le stragi maggiori e molti di questi oggi sono territori confiscati alla mafia e ci si ritrovano delle bellissime attività agricole gestite spesso da giovani. Ricordo che dove fu sciolto nell'acido quel ragazzino adesso c'è una bellissima trattoria. Questo ad esempio è un segnale di grande speranza anche per i giovani.
Per non parlare poi dei mille incontri con chi con la mafia c'è cresciuto, c'ha vissuto, oppure le manifestazioni. Davvero su questo la scuola qui in sicilia non transige!
Ultima Modifica 17/11/2014 20:48 da guidocx84.

Accesso o Crea un account per partecipare alla conversazione.

Newsletter

Shoutbox

Avatar di Mrosaria Mrosaria - 31/12/2025 - 17:19

Ciao a tutti, mi sono iscritta per provare un'esperienza di lettura condivisa. Buon anno insieme!

Avatar di Panadia Panadia - 30/12/2025 - 23:45

Ciao a tutti,Sono una lettrice non molto assidua, mi sono appena iscritta con l' intento di farmi ispirare da voi dai vostri consigli.

Avatar di paolacelio61 paolacelio61 - 29/12/2025 - 11:31

Scusatemi ieri ho sbagliato ed addirittura confuso il giorno l'incontro era il 28 e non il 29. Quindi vorrei prepararmi per il prossimo mi dite dove posso trovare le informazioni, grazie.

Avatar di callmeesara callmeesara - 25/12/2025 - 22:13

Buon Natale!

Avatar di guidocx84 guidocx84 - 21/12/2025 - 16:13

Ciao Stefania, certo che può esserle d'aiuto. Qua leggiamo e scriviamo, ci confrontiamo e col tempo ci apriamo. La lettura diventa strumento di condivisione e crescita. Vi aspettiamo ;)

Avatar di Cerry Cerry - 18/12/2025 - 00:20

Ciao sono Stefania mamma di una 23enne booklover amante di romance e thriller Mi sono iscritta al club perché ho bisogno di capire se può essere di aiuto a mia figlia in questo periodo difficile

Avatar di mulaky mulaky - 06/11/2025 - 08:33

Vi aspettiamo nel topic di SORPRESE LETTERARIE, il gioco di novembre!!! :D

Avatar di mulaky mulaky - 29/10/2025 - 10:03

Buongiorno! Se qualcuno avesse ancora problemi di login, dovete prima cancellare la cache del pc/smartphone, ricaricare la pagina, riaccettare i cookies e poi fare il login ;)

Avatar di bibbagood bibbagood - 27/10/2025 - 19:21

Ciao Cristina, in che senso? Oggi sei riuscita a scrivere sul forum :-/ scrivimi una mail (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) con l'errore che ti esce quando provi a fare cosa ;)

Accedi per utilizzare la Shoutbox.

Ultimi commenti

audible adv

 

ilclubdellibro