Finalmente in Giappone Kazou ci descrive una famiglia: un padre (che è anche l'io narrante), due figlie, una sposata, l'altra in attesa che si concluda la trattativa per il matrimonio.
La narrazione di Ishiguro verte su.
1. la sua bellissima casa che sta abitando che ha tutta una sua storia particolare.
2. La sua educazione avuta nella casa familiare da suo padre.
3. le trattative in corso per il matrimonio della figlia minore Noriko, che "ormai ha ventisei anni"
4. La vivacità del suo nipotino di otto anni figlio della figlia maggiore Setsuko.
Ishiguro, descrive le cose che "tocca" con delicatezza e a colori chiari, come le pitture giapponesi così ben rappresentate in certi film del regista Akiro Kurosawa.
La casa che lui abita che era stata di proprietà da un ricco e molto onorato signore gli viene venduta dalle suedue figlie a metà prezzo perché Ono (il protagonista) era stato ritenuto degno di avere quella casa.
"Nel corso degli anni, ho conservata, instillatami da mio padre, l'dea che la sala da ricevimento di una casa è un luogo da venerare, un luogo da conservare incontaminato dalle banalità quotidiane, riservato a ricevere ospiti importanti o a rendere omaggio all'altare do Buddha".
Già qui in mezzo a questo righe mi sono trovata immersa alla cultura giapponese, che dà molta importanza alla propria casa e ne fa un luogo solenne.
"Il mio rispetto per le sale da ricevimento può sembrare esagerato, ma devi renderti conto che nella casa in cui crebbi - nel villaggio di Tsuruoka, a mezza giornata di treno da qui - mi fu addirittura impedito di entrare nella sala da ricevimento fino all'età di dodici anni."
Il giardini è considerato un luogo nel quale immergersi con tutto lo spirito.
Da pag. 39 a pag. 45, sei pagine di pedagogia giapponese padre e figlio ancora adolescente, si trovano davanti ed è impressionante come il padre del protagonista redime una questione educativa che a quanto pare gli stava particolarmente a cuore.
Così, in poche pagine, Ono/Masuij passa dalla descrizione della casa di ora, alla casa del padre e per associazione d'idee ci racconta anche un pezzo molto forte e molto diverso da quello occidentale, della sua educazione.
La conversazione tra persone, avviene sempre velata da parole e discorsi che e sottintendono e che portano ad altre che sarebbe maleducato esprimere.
Più avanti si parla della morte di Kenij, figlio del protagonista, qui Ishiguro affronta il tema della guerra
con gli americani, finita, ma che ha lasciato molti segni.
Questa secondo me è la parte "politica" di Ishiguro. Spesso parlerà della guerra a cui il nostro protagonista sembra aver partecipato come intellettuale.
Volevo segnalare anche il Gap generazionale che Ishiguro vuol metterci sotto gli occhi, riferendosi al genero:
Ora io sono andata avanti con la lettura e mi mancano ancora una cinquantina di pagine spero di riuscire in seguito a fare una sintesi ragionata, sulle motivazioni dello scrittore.
Sul titolo per esempio ci sono abbastanza arrivata, il mondo suo è cambiato dopo la guerra è lui che un artista del mondo fluttuante.
Anche se questo scrittore non mi fa impazzire, lo trovo molto bravo e interessante però non mi dà alcuna emozione, ne negativa ne positiva.