Giovedì, 01 Gennaio 2026

"Un artista del mondo fluttuante" di Kazuo Ishiguro

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19/04/2018 13:11 #36055 da Graziella
Scritto nel 1986 è il secondo romanzo dello scrittore ed è ambientato in Giappone.
Dalla IV di copertina
"I quadri dell'anziano pittore Masuji One <<per il momento sono riposti altrove>>. Il Giappone ha perso la guerra e chi ne ha appoggiato ed esaltato, come Ono la politica imperialistica e fascista, è stato messo in disparte. L'eufemismo della rimozione è soltanto un esempio della ambiguità generate dai toni cerimoniosi e pacati di Ono, narratore delle vicende di questo romanzo. Si rende conto il già famoso pittore del marchio d'infamia che grava sul suo passato, o l'ha rimosso, come il mondo dell'arte ha rimosso le sue tele gonfie di retorica? Non è dato al lettore di saperlo con certezza. nemmeno quando Ono dichiara pubblicamente il suo pentimento. L'estrema bravura di Ishiguro sta proprio nell'invenzione di una voce che blandisce e ipotizza.

Ho iniziato la lettura delle prime 26 pagine, che avevo fatto senza leggere la sinossi della IV di copertina.
Dalle prime pagine non avevo capito che quello era l'argomento, tanto sono narrative di una vita tranquilla in una bella casa, ogni tanto si fa accenno alla guerra ormai finita con le sue macerie.
Sono molto curiosa di proseguire la lettura.

"ESSERE! ESSERE E' NIENTE. ESSERE E' FARSI".
(Da "Come tu mi vuoi" di Pirandello)

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19/04/2018 14:12 #36057 da vanna

Graziella ha scritto: Scritto nel 1986 è il secondo romanzo dello scrittore ed è ambientato in Giappone.
Dalla IV di copertina
"I quadri dell'anziano pittore Masuji One <<per il momento sono riposti altrove>>. Il Giappone ha perso la guerra e chi ne ha appoggiato ed esaltato, come Ono la politica imperialistica e fascista, è stato messo in disparte. L'eufemismo della rimozione è soltanto un esempio della ambiguità generate dai toni cerimoniosi e pacati di Ono, narratore delle vicende di questo romanzo. Si rende conto il già famoso pittore del marchio d'infamia che grava sul suo passato, o l'ha rimosso, come il mondo dell'arte ha rimosso le sue tele gonfie di retorica? Non è dato al lettore di saperlo con certezza. nemmeno quando Ono dichiara pubblicamente il suo pentimento. L'estrema bravura di Ishiguro sta proprio nell'invenzione di una voce che blandisce e ipotizza.

Ho iniziato la lettura delle prime 26 pagine, che avevo fatto senza leggere la sinossi della IV di copertina.
Dalle prime pagine non avevo capito che quello era l'argomento, tanto sono narrative di una vita tranquilla in una bella casa, ogni tanto si fa accenno alla guerra ormai finita con le sue macerie.
Sono molto curiosa di proseguire la lettura.

L' ho ritirato adesso dalla biblioteca, inizio, ma non so se riuscirò a tenere il passo ho diverse attività da portare avanti anche se in pensione.Graziella viaggi con le letture più veloce di un frecciarossa!


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19/04/2018 14:40 #36058 da Graziella
Vanna ti aspetto, rallento, magari leggo nel frattempo qualche altra cosa. Poi mi avevi detto che volevi partire per il 25 aprile. Sarei partita anch'io con queste belle giornate, avevo in programma le Ville Venete, ma ho dovuto andare dal dentista. A volte mi stanco a leggere così, esagero probabilmente, ma non riesco più a guardare la TV, la mattina vado in piscina tre volte alla settimana, poi al pomeriggio leggo, se non ho altro da fare. Ora mi devo occupare di gatto randagio, che di notte mi entra in casa dietro alle mie due gatte e schizza da tutte le parti. Uffa!!!!!

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19/04/2018 20:58 #36063 da vanna

Graziella ha scritto: Vanna ti aspetto, rallento, magari leggo nel frattempo qualche altra cosa. Poi mi avevi detto che volevi partire per il 25 aprile. Sarei partita anch'io con queste belle giornate, avevo in programma le Ville Venete, ma ho dovuto andare dal dentista. A volte mi stanco a leggere così, esagero probabilmente, ma non riesco più a guardare la TV, la mattina vado in piscina tre volte alla settimana, poi al pomeriggio leggo, se non ho altro da fare. Ora mi devo occupare di gatto randagio, che di notte mi entra in casa dietro alle mie due gatte e schizza da tutte le parti. Uffa!!!!!

Vai pure avanti, la sera prima di dormire leggo e anch' io non guardo quasi mai TV.
Non mancherò di commentare sul forum.
Mi dispiace per la tua forzata rinuncia alle ville venete davvero belle , io le ho visitate spostandomi con il Burchiello tantissimi anni fa.



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22/04/2018 17:01 #36093 da Graziella
Finalmente in Giappone Kazou ci descrive una famiglia: un padre (che è anche l'io narrante), due figlie, una sposata, l'altra in attesa che si concluda la trattativa per il matrimonio.
La narrazione di Ishiguro verte su.
1. la sua bellissima casa che sta abitando che ha tutta una sua storia particolare.
2. La sua educazione avuta nella casa familiare da suo padre.
3. le trattative in corso per il matrimonio della figlia minore Noriko, che "ormai ha ventisei anni"
4. La vivacità del suo nipotino di otto anni figlio della figlia maggiore Setsuko.
Ishiguro, descrive le cose che "tocca" con delicatezza e a colori chiari, come le pitture giapponesi così ben rappresentate in certi film del regista Akiro Kurosawa.
La casa che lui abita che era stata di proprietà da un ricco e molto onorato signore gli viene venduta dalle suedue figlie a metà prezzo perché Ono (il protagonista) era stato ritenuto degno di avere quella casa.
"Nel corso degli anni, ho conservata, instillatami da mio padre, l'dea che la sala da ricevimento di una casa è un luogo da venerare, un luogo da conservare incontaminato dalle banalità quotidiane, riservato a ricevere ospiti importanti o a rendere omaggio all'altare do Buddha".
Già qui in mezzo a questo righe mi sono trovata immersa alla cultura giapponese, che dà molta importanza alla propria casa e ne fa un luogo solenne.
"Il mio rispetto per le sale da ricevimento può sembrare esagerato, ma devi renderti conto che nella casa in cui crebbi - nel villaggio di Tsuruoka, a mezza giornata di treno da qui - mi fu addirittura impedito di entrare nella sala da ricevimento fino all'età di dodici anni."
Il giardini è considerato un luogo nel quale immergersi con tutto lo spirito.
Da pag. 39 a pag. 45, sei pagine di pedagogia giapponese padre e figlio ancora adolescente, si trovano davanti ed è impressionante come il padre del protagonista redime una questione educativa che a quanto pare gli stava particolarmente a cuore.
Così, in poche pagine, Ono/Masuij passa dalla descrizione della casa di ora, alla casa del padre e per associazione d'idee ci racconta anche un pezzo molto forte e molto diverso da quello occidentale, della sua educazione.
La conversazione tra persone, avviene sempre velata da parole e discorsi che e sottintendono e che portano ad altre che sarebbe maleducato esprimere.
Più avanti si parla della morte di Kenij, figlio del protagonista, qui Ishiguro affronta il tema della guerra
con gli americani, finita, ma che ha lasciato molti segni.
Attenzione: Spoiler!

Questa secondo me è la parte "politica" di Ishiguro. Spesso parlerà della guerra a cui il nostro protagonista sembra aver partecipato come intellettuale.
Volevo segnalare anche il Gap generazionale che Ishiguro vuol metterci sotto gli occhi, riferendosi al genero:
Attenzione: Spoiler!

Ora io sono andata avanti con la lettura e mi mancano ancora una cinquantina di pagine spero di riuscire in seguito a fare una sintesi ragionata, sulle motivazioni dello scrittore.
Sul titolo per esempio ci sono abbastanza arrivata, il mondo suo è cambiato dopo la guerra è lui che un artista del mondo fluttuante.
Anche se questo scrittore non mi fa impazzire, lo trovo molto bravo e interessante però non mi dà alcuna emozione, ne negativa ne positiva.

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22/04/2018 18:41 - 22/04/2018 18:42 #36095 da Anna96
Ma comeee! A me piace così tanto il suo stile :laugh:
Ancora non ho iniziato questo libro perché dopo aver letto tre suoi romanzi ho deciso di prendermi una pausa, però devo dire che non mi ha mai delusa finora
Ultima Modifica 22/04/2018 18:42 da Anna96.

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22/04/2018 22:43 #36100 da vanna

Anna96 ha scritto: Ma comeee! A me piace così tanto il suo stile :laugh:
Ancora non ho iniziato questo libro perché dopo aver letto tre suoi romanzi ho deciso di prendermi una pausa, però devo dire che non mi ha mai delusa finora

Sono arrivata a pag 94 quindi quasi a metà, un libro molto giapponese ma per il momento concordo con Graziella non mi ha suscitato grandi emozioni come Quel che resta del giorno.

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22/04/2018 23:08 #36101 da Graziella

Anna96 ha scritto: Ma comeee! A me piace così tanto il suo stile :laugh:
Ancora non ho iniziato questo libro perché dopo aver letto tre suoi romanzi ho deciso di prendermi una pausa, però devo dire che non mi ha mai delusa finora

M no Anna, non sono delusa, anzi, torno a dire che è un romanzo importante, tutto si riassume fra Giappone prima della guerra e Giappone dopo la guerra visto dagli occhi di un artista, un pittore, che ha aderito al gruppo pro guerra, esaltandone anche i frutti, la guerra vista come un modo per uscire dalla miseria, per diventare una potenza mondiale come la Francia e l'Inghilterra. Una guerra che poi dati i risultati si ripercuote sulle coscienze di chi vi aveva aderito, di chi aveva composto dei Manifesti ideologici. Sensi di colpa che vengono vissuti dal protagonista Ono, attraverso ricordi, concatenati gli uni agli altri.
Ci sono dei passi su la responsabilità dell'artista, arte e politica, un romanzo denso di significati. Lo stile però è quello che è, delicato, gentile, malinconico, con parole finali di riconciliazione con il proprio passato.
Io ho finito qualche momento fa il romanzo. Quando potrete e volete ne possiamo discutere approfonditamente, con Vanna. Buona notte davvero, è tardi!

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27/04/2018 22:48 #36213 da vanna

Graziella ha scritto:

Anna96 ha scritto: Ma comeee! A me piace così tanto il suo stile :laugh:
Ancora non ho iniziato questo libro perché dopo aver letto tre suoi romanzi ho deciso di prendermi una pausa, però devo dire che non mi ha mai delusa finora

M no Anna, non sono delusa, anzi, torno a dire che è un romanzo importante, tutto si riassume fra Giappone prima della guerra e Giappone dopo la guerra visto dagli occhi di un artista, un pittore, che ha aderito al gruppo pro guerra, esaltandone anche i frutti, la guerra vista come un modo per uscire dalla miseria, per diventare una potenza mondiale come la Francia e l'Inghilterra. Una guerra che poi dati i risultati si ripercuote sulle coscienze di chi vi aveva aderito, di chi aveva composto dei Manifesti ideologici. Sensi di colpa che vengono vissuti dal protagonista Ono, attraverso ricordi, concatenati gli uni agli altri.
Ci sono dei passi su la responsabilità dell'artista, arte e politica, un romanzo denso di significati. Lo stile però è quello che è, delicato, gentile, malinconico, con parole finali di riconciliazione con il proprio passato.
Io ho finito qualche momento fa il romanzo. Quando potrete e volete ne possiamo discutere approfonditamente, con Vanna. Buona notte davvero, è tardi!

Finito di leggere con fatica.
Concordo con le considerazioni di Graziella,
ma per come il collega me ne aveva parlato nutrivo grandi aspettative che non si sono realizzate.
Ho apprezzato tantissimo Quel che resta del giorno, questo anche se ben scritto mi ha in certe parti annoiata , privo di colpi di scena é tutto un girare attorno ad un qualcosa che non viene mai chiarito e sviluppato, speri sempre che l'autore ti illumini ma non é così.
Interessante lo spaccato sociale, politico economico e culturale del Giappone prima e dopo la guerra , il conflitto generazionale, il cambiamento che un vecchio come Ono fa sempre fatica ad accettare.


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