L'uomo senza qualità di Musil è un must del Novecento e serve a capire il tramonto della civiltà dell'Ottocento con tutti i suoi valori, ideali (religione,patria,morale,famiglia,uguaglianza, fratellanza,libertà ecc.) mentre ci si avvia verso un periodo che vede per questioni storico-sociali
(Imperialismo,colonialismo, fanatismo nazionalistico, esaltazione della guerra, della violenza, sfruttamento delle masse ecc.)il capovolgimento di quelle certezze ottocentesche fatte proprie da una classe borghese che inizia ad assistere alla sua involuzione per seguire i nuovi "disvalori," ossia la disuguaglianza fra chi detiene il potere e le masse vessate, lo sfruttamento coloniale di razze ritenute inferiori, la mitizzazione della guerra come rimedio a tutti i mali, esaltazione della forza, della violenza , del superuomo .....,che prepareranno il terreno ai futuri totalitarismi e conflitti mondiali. Si crea quindi per tutti ed in particolare per per gli intellettuali un" vuoto ideale". Il libro l' ho letto in gioventù e se ben ricordo narra di come festeggiare nel 1918 (fine primo conflitto mondiale, ironia della sorte !)i 70 anni di regno di Francesco Giuseppe, sul trono dell'impero austro-ungarico , tale compito è affidato al protagonista Ulrich(L'uomo senza qualità, che qualità ne ha ma senza metterle a frutto, vanamente proteso a costruire il senso della propria esistenza nel contesto della crisi e del crollo dell' impero austro-ungarico ) che non conclude nulla ma rappresenta la morte di tutta una civiltà, non solo quella asburgica, che da decenni era in crisi.Nel 1918 si conclude la prima guerra mondiale e crollano oltre all'impero austro-ungarico, quello russo, turco e germanico.Da qui l'ironia per i festeggiamenti!
L'opera affronta tanti altri temi : politici, filosofici,psicologici, antropologici e riguardo a questi ultimi è interessante come Musil ritrae la mutazione di quel volto millenario dell'individuo in tutte le sue implicazioni psicologiche,etiche e sociali. L'uomo non è più una totalità organica con la possibilità di inquadrarlo e comprenderlo nella sua interezza, ora è frantumato, come un pulviscolo che si effonde da tutte le parti senza possibilità di definirlo, per cui anche la struttura del romanzo frammentaria ed inconclusa è in sintonia con la visione di un uomo che non si riesce a definire, ci sfugge perchè cambia continuamente fisionomia e natura per cui egli è nello stesso tempo"Uno, nessuno e centomila"come dice Pirandello. La crisi d'identità, l'angoscia e la solitudine dell'uomo contemporaneo, il disagio esistenziale saranno le nuove tematiche del romanzo del primo Novecento dove spesso si incontra la figura dell"'inetto"a vivere, un uomo votato all'inazione (praticamente all'apparenza senza qualità) incapace di adattarsi al mondo esterno, agli ingranaggi di una società egoista e crudele, priva di certezze a cui aggrapparsi che lui con le sue forze è impotente a cambiare . I comuni mortali di buona estrazione borghese lo considerano un disadattato , dunque un perdente, un eroe negativo, uno sconfitto , un malato come Zeno ne "La coscienza di Zeno"ma è l'unico ad avere la consapevolezza di tutto ciò che non funziona nella società e sentirsi al di sopra di tutte le sue false convenzioni..Penso per questo motivo il tuo amico abbia scelto il titolo della più famosa opera di Musil.
Il romanzo-saggio ha influenzato profondamente la narrativa del Novecento e quando leggiamo l'Ulisse di Joyce, Alla ricerca del tempo perduto di Proust, la coscienza di Zeno di Svevo, i romanzi di Federigo Tozzi, alcune opere di Pirandello ecc.non possiamo non pensare a quest'opera di Musil.
Anche in ambito scientifico alcune conoscenze ritenute assolute e definitive dalla fisica classica di Galilei e Newton fondate sulla prevedibilità dei fenomeni dovranno dare spazio alla teoria della relatività di Einstein e alla nuova fisica (Plank..Heisenberg..) che ammettono l'imprevedibilità e la relatività dei fenomeni perchè essi dipendono dal luogo in cui ci troviamo, dalla velocità e dalla direzione del movimento.
Anche la psicanalisi ad opera di Freud influenzerà non poco la produzione letteraria dell'epoca.