Terminato anche io in realtà già da qualche giorno, e, surprise surprise, il mio giudizio non potrebbe essere più diverso da quello di Ale

Ma riesco a capire il perchè di alcune sue impressioni. Anche a me é risultato spesso ripetitivo, e soprattutto all´inizio non sopportavo la sensazione che tutti questi elementi descrittivi ripetitivi servissero ad inquadrare il contesto in cui sarebbe iniziata la storia, che però non iniziava mai. A me ha aiutato diluirlo in più giorni, se lo avessi letto più velocemente non avrei sopportato probabilmente anche io la ripetitività dello stile; invece in questo modo sono entrata più lentamente nella storia, facendomela apprezzare di più.
Riguardo invece alla mancata caratterizzazione di personaggi e contesto storico, non mi ritrovo nelle critiche fatte da ale. I personaggi sono un po caricaturali e hanno quindi una certa sostanza, soprattutto nei rapporti con gli altri; molti di loro hanno inoltre un´ evoluzione ben sviluppata, come Cordelia e Rose. Cordelia è ambiziosa e testarda, ma ha soprattutto rispetto per sè stessa e accetta la realtà nel momento in cui la realizza, è disposta ad accettare che si stava sbagliando. In particolar modo, mi sembra che tutti questi personaggi femminili siano molto ben delineati e forti per vivere a inizio Novecento. Sembra Rebecca West fosse piuttosto impegnata nel contesto della lotta femminista del tempo, e che quando glielo si è fatto notare abbia risposto: "Io stessa non sono mai riuscita a capire che cosa significhi con precisione femminismo. So soltanto che mi definiscono femminista tutte le volte che esprimo sentimenti che mi differenziano da uno zerbino o da una prostituta”. I personaggi femminili della famiglia Aubrey secondo me si impongono, non vogliono scendere a compromessi, e risultano molto piú validi delle figure maschili cui sono poste a confronto.
Per quanto riguarda il contesto storico, le descrizioni secondo me non sono cosi artificiose. Alla fine è il racconto di una delle figlie a (mi sembra) 50 anni di distanza, quindi magari sottolinea caratteristiche del tempo andato perchè le mette a confronto con il suo momento presente.
In ogni caso, sembra l´ autrice abbia messo molto di autobiografico in questo libro, Quel che può essere in più punti percepito come sfoggio di erudizione (che all'inizio mi ha urtato) citando a ogni occasione opere letterarie e musicali famose, ha in realtà a che fare con l´atmosfera che l´autrice stessa ha respirato da piccola: sembra la situazione economica dei suoi genitori non fosse rosea, la madre doveva spesso vendere mobili buoni per mantenere le figlie, ma rifiutandosi di separarsi dal pianoforte, i libri di Shakespare e all´Encyclopedia Britannica, anch´essa citata nel libro come elemento che non può mancare in una casa.
Se non fosse che mi sono imposta di leggere un noiosissimo classico settecentesco con il gruppo di roma, avrei iniziato subito il secondo della saga, tanto mi ha preso e tanto chiudendo il libro mi sia dispiaciuto che fosse finito! Inoltre, la West è stata una giornalistca piuttosto attiva e ha scritto molti reportage che sembrano essere decisamente interessanti, quindi è sicuramente un'autrice che cercherò di approfondire.
sullo spoiler di Ale: