Ciao!!! allora inizio a commentare prima che mi scordi di farlo e soprattutto mi scordi quello che volevo dire
Come ho già scritto essendo breve si legge in fretta, e poi anche qui lo stile di Maugham è fluido e scorrevole.
Comincio col dire che non mi è dispiaciuto, ma per fortuna era solo un racconto breve perchè onestamente non avrei retto il fanatismo religioso dei due missionari e nemmeno la debolezza e mediocrità di Mr e Mrs Macphail.
PREMESSA : qui nel commento PARLO ESCLUSIVAMENTE PER ME, quello che scriverò non è una critica o un giudizio verso la religione o religiosità ecc....
Allora... io non sono una persona religiosa e di fede, e ho fatto proprio fatica a non sorridere di fronte a frasi come questa per esempio:
"...anche se il peccatore è immerso nel peccato più profondamente del fondo dell'inferno, l'amore del Signore Gesù può ancora raggiungerlo"... Non è una frase comica e Naturalmente non riderei mai in faccia ad una persona che mi ha parla con fervore e fede in ciò che crede, non sono irrispettosa e maleducata, ma diciamo che con un libro mi sento libera di esprimere le mie perplessità e sorridere. Pensando proprio alle mie reazioni, mi è venuto da pensare che il modo in cui Maugham racconta e la storia stessa sembra proprio ironico, attraverso Mr Donaldson , un personaggio fanatico all'inverosimile io ci vedo una critica a quel tipo di religione che vuole inquadrare tutti in un certo schema e nel farlo perde di vista quello che invece è a fondamento della fede l'amore per il prossimo oltre che in Dio. Insomma ovviamente i due coniugi fanatici non li ho amati, ma anche I Macphail, personaggi apatici e spenti da cui mi sarei aspettata di più se l'intento di Maugham fosse stato raccontare una bella avventura, ma credo abbia ritratto solo una realtà.
Altro elemento interessante e che pervade l'intero libro è la PIOGGIA, sin dalle prime pagine fa la sua comparsa "nuvoloni grigi che si addensano", la descrive più volte, sempre con parole diverse eppure trasmessa sempre la stessa idea, una pioggia ivadente e persistente.
il grigiore è il mood che mi accompagnato nella lettura e questo mi ha fatto pensare a come il tempo mi influenzi nell'umore. C'è una frase che rende bene l'idea:
"Il dottor Macphail guardava la pioggia. Cominciava a dargli sui nervi. Non era la pioggerella inglese, che cade gentilmente sulla terra; era una pioggia spietata, in qualche modo terribile: ci sentivi la malignità delle forze primordiali della natura. Non cadeva, fluiva. Era un diluvio celeste, e batteva sul tetto di lamiera con un’insistenza esasperante. Sembrava animata da un’intima rabbia. E a volte ti veniva da urlare perché smettesse, e poi d’un tratto
ti sentivi impotente, come se ti si fossero d’improvviso ammollite le ossa, ed eri impotente e scoraggiato."
Il libro non mi è dispiaciuto, ma tra i personaggi insopportabili, le solite ambientazioni afose che qui si trasformano in umide e la pioggia che io essendo riccia odio per via dell'umidità che mi scompiglia i capelli ecco non lo metterei tra i preferiti!!!