Appena conclusa la lettura di questo libricino ed ecco le mie considerazioni!
In generale mi è piaciuto, probabilmente avevo aspettative più alte del dovuto e basate su una descrizione non proprio puntualissima, però sono contenta di averlo letto.
L'autrice è stata molto brava a indagare nell'animo della protagonista ed ha praticamente reso storia il detto "parenti serpenti"
.
Dalla descrizione mi aspettavo che la protagonista del romanzo sarebbe stata Liddy, di cui avremmo seguito le reazioni allo svelamento del famoso segreto cui ruotano intorno le vicende del racconto, mi ha molto sorpreso che, invece, la protagonista e l'unico io narrante sia una delle quattro sorelle, quella che un po' il ruolo di "mamma" e più accudente all'interno del nucleo familiare, nonchè proprio colei che decide di comunicare a Liddy il famoso segreto.
A partire da quel momento si scateneranno una serie di reazioni a catena che sconvolgeranno la vita delle sorelle ed in particolare quella della protagonista la quale avrà modo di riscoprire se stessa ed il suo ruolo all'interno della famiglia.
Ecco qualche considerazione spoiler
Ho trovato interessante che il romanzo sia strutturato come una sorta di soliloquio e che tutti gli eventi che ci sono narrati, nonché le personalità degli altri personaggi, siano tutti filtrati attraverso Bridie e le sue sensazioni.
Ho stentato però a ritrovare l'aspetto thriller evidenziato nella descrizione, a meno di intenderlo come discesa sempre più vorticosa nella psiche della protagonista, nel venire meno di tutte le illusioni sulla perfezione della propria famiglia e nel fatto che la simpatia che prima suscitavano i vari personaggi diventi, con l'andare avanti del racconto, disgusto per tutta quella ipocrisia; per questo trovo che il sottotitolo che si accompagna al volume "una commedia agra" calzi a pennello.
In conclusione, ho trovato "
lo diciamo a Liddy?" una lettura piacevole e molto scorrevole, in cui credo tutti possiamo ritrovarci dato che in ogni famiglia c'è qualche "patata bollente" o si rischia di rimanere fagocitati dalle dinamiche frenetiche o disfunzionali perdendo un po' se stessi, ma che non mi ha soddisfatta del tutto perchè, nonostante il punto di vista sia unico, non sono riuscita ad entrare totalmente in empatia con la protagonista.