Stamane ho finito anche io
Il ballo: per me si è trattato di una rilettura.
Devo dire che solitamente nemmeno io tollero i racconti, ma questo lo lessi durante uno degli innumerevoli viaggi da casa mia alla volta dell'università: non avendo all'epoca ancora il Kindle e possedendo già una cartella bella piena di quaderni, mp3, cellulare, viveri e chi più ne ha più ne metta, cercavo sempre dei libri da leggere durante gli spostamenti che pesassero poco (nel senso fisico del termine), e i racconti soddisfacevano pienamente questo requisito.
Dunque:
Il ballo fu il mio secondo approccio con la Némirovsky (il primo fu con
Jezabel), e di questa scrittrice mi innamorai follemente per le capacità descrittive della società dell'epoca e per la splendida caratterizzazione dei personaggi, oltre che per le storie che riuscì a creare.
Anche io mi sono informata sulla sua storia familiare, ed effettivamente la (orribile) figura materna riveste molta importanza in molti dei libri della scrittrice.
Questo racconto ha il pregio, a parer mio, di racchiudere in poche righe molte delle caratteristiche narrative dell'autrice ucraina naturalizzata francese: la feroce critica verso una classe sociale, l'accurata descrizione degli ambienti e dei costumi dell'epoca, la quasi totale assenza della figura paterna, il tratteggio (come detto sopra) ai limiti del grottesco della madre.
Non è sicuramente il suo migliore scritto, ma a me è garbato molto (toscanismo, colpa di Guido? Ahahahahah

...).
A quanti non sono rimasti pienamente convinti, consiglio di continuare con la lettura delle altre opere della Némirovsky, ove i temi a lei tanto cari sono sviscerati con maggior cura e le vicende narrate si fondono spesso con la Storia.
Inoltre consiglio la visione (a coloro che non l'avessero ancora fatto) del bel film
Suite francese, tratto forse dalla sua opera più nota.
Sono stata come al solito prolissa, ma che ci posso fare? Quando si parla di libri potrei blaterare per ore...
Ilaria