Altri interrogativi inquietanti sono quelli che Levi si pone nel capitolo VII "Stereotipi"
"Fra le domande che vi vengono poste ce n'è un che non manca mai; anzi, a mano a mano che gli anni passano, essa viene formulata con sempre maggior insistenza, e con sempre meno celato accento di accusa. Più che una domanda singola, è una famiglia di domande. Perché non siete fuggiti? Perché non vi siete ribellati? Perché non vi siete sottratti alla cattura "prima?"
Anche io mi sono posta mille volte queste domande.
Levi ci fa notare che ci sono paesi nei quali la libertà non è mai stata conosciuta, perché quegli abitanti avevano altri problemi da affrontare, quali la fame, le malattie, il bisogno di ripararsi dal freddo. Nei paesi invece dove i bisogni primari sono soddisfatti i giovani sentono la libertà come un diritto naturali e qui i paesi che non possiedono queste libertà sono sentiti come luoghi lontani, estranei. Insomma per ora una risposta a quelle tre domande non l'ho ancora letta, ma nelle pagine successive la troverò.
Qualche risposta però sull'argomento io me la sono data. Innanzi tutto parliamo degli ebrei tedeschi, italiani, francesi, quelli che vivevano ben integrati nella loro nazione. Nonostante le leggi razziali molti di loro non presero seriamente le promesse di Hitler e di Mussolini, pensarono che infondo si volevano i loro soldi e i loro beni ma non la loro vita. Non tutti però, molti di loro, e qui è difficile quantificare, trovarono più saggio espatriare, andare in America, lasciando in patria le loro case, e i loro averi.
Altri, quelli soprattutto abitanti dei vari ghetti, pensarono che li avrebbero lasciati in pace, che in fondo di trattava di lasciare passare la tempesta, facendosi piccoli accettando le privazioni, mai immaginando che si sarebbe arrivati a tanto, e quando lo capirono era troppo tardi.
Ed è ormai troppo tardi anche oggi per continuare a ripetere cose che ormai sappiamo tutti,
Pertanto finisco la lettura di una quarantina di pagine e chiudo, per quel che mi riguarda l'argomento Shoha.
"ESSERE! ESSERE E' NIENTE. ESSERE E' FARSI".
(Da "Come tu mi vuoi" di Pirandello)