Si dalle prime battute di questo romanzo che sembra una” favola noir” ambientata in uno spazio che immagino angusto ed un po’ claustrofobico in cui sono presenti poche cose tra cui la televisione, una cassettiera ed un grembiule che pende da un gancio, tutto lascia intendere che vi sia un’assenza. I tre protagonisti, che sono fratelli, accennano alla mamma. L’intero quadro si configura come una delle favole che si raccontano ai bambini, in cui c’è sempre una mamma che muore, solo che nella realtà del mondo moderno viene sostituita da un’assistente sociale che viene vista come la nuova strega che non ti attira nella sua casa di marzapane ma ti rinchiude in un istituto con la possibilità di non vedere più i tuoi fratelli.
È la disgregazione del nucleo famigliare classico e l’inizio della solitudine. La fiaba raccontata da Cate funge da modello per la loro storia e si interrompe di continuo per fare posto alla realtà della storia che loro stanno vivendo e da cui escono i ricordi e sentimenti più cupi, quelli che balenano nella mente senza che si riescano a soffocare, che si esprimono con parole spezzate perché fanno paura tra cui l’attrazione, sentita come colpevole, tra fratello e sorella oppure la constatazione “non ci voleva bene”. Come nelle favole dei fratelli Grimm, anche qui il bosco ha un significato doppio: è una possibilità di fuga dai ricordi ma è pur sempre buio, con cespugli che graffiano, con rumori che non si riescono ad identificare. E l’irruzione dei tre fratelli nel bosco finirà con “una corsa precipitosa” per rinchiudersi di nuovo nella sicurezza della casa. Una telefonata annuncia l’arrivo del tanto temuto assistente sociale e dal bosco esce per unirsi a loro, non una bestia feroce ma un piccolo compagno down di Billo: a lui la corona di cartone sulla testa, è lui il re della solitudine che ci ricorda che non abbiamo il monopolio dell’infelicità.
"Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma"
(Cesare Pavese, Il mestiere di vivere)