Ho finalmente letto questo libro, che volevo leggere da tanto e che speravo avrebbe vinto come libro itinerante quando era stato proposto da Caterina l'altr'anno.
Volevo leggerlo per vari motivi: la casa editrice minimum fax mi incuriosisce molto e ho letto pochissimo di loro; la copertina la trovo carinissima
; sembrava il giusto libro coccola, di quelli di cui si ha bisogno per alternare letture più impegnative, ma che siano comunque scritti bene e con una storia carina e non scontata.
In due parole il libro parla di Rose, che scrive in prima persona e che a 9 anni dopo aver assaggiato una torta preparata dalla madre, è "condannata" a sentire tutte le emozioni di chi ha cucinato o avuto per le mani gli ingredienti di tutto quello che mangerà. Questo comporta che scoprirà come si sente veramente la madre e quindi a interrogarsi poi su altri aspetti della famiglia.
Questa è un po' la trama come la si legge da per tutto, ma in realtà ho trovato nel libro molta poca leggerezza e tante emozioni, tantissima solitudine, di tutti i componenti della famiglia, una solitudine vissuta e causata da tanti aspetti diversi. C'è un forte senso di emarginazione, sia in superficie come viene raccontato nella storia (sia Rose che Joseph sono molto asociali e passano molto tempo da soli), sia guardando la storia nel suo intero, con la figura di George, l'amico di Joseph che rappresenta la normalità ma che non allontana da sè i due fratelli; una normalità a cui Rose con la sua forte attrazione forse aspira, si aggrappa con tutte le sue forze a lui, ma che è impossibilitata a raggiungere.
I "poteri" di Rose e Joseph credono possano in realtà simboleggiare delle metafore, visto che di soprannaturale nella storia in realtà non ci sarebbe niente, indicando forti disturbi adolescenziali, problemi a gestire le emozioni, a rapportarsi agli altri, e soprattutto di depressione.
Stilisticamente non è chissà che opera letteraria ma ho trovato esattamente lo stile che cercavo, scorrevole ma curato.
E un'altra sorpresa è stata la forte presenza di Los Angeles, secondo me anche la città ha un ruolo nel come si sentono i protagonisti.
Ho appena finito il libro e sono tristissima, un libro sì scorrevole, ma non coccola, l'ho trovato sì con un' atmosfera da fiaba come appare dalla trama, ma una fiaba decisamente intensa...che mi è molto piaciuta.
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