Giovedì, 16 Aprile 2026

"Ti ricordi di Sarah Le Roy" di Marie Vareille

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08/09/2025 21:40 - 08/09/2025 21:41 #71979 da davpal3
Non mi è piaciuto molto.
Anche se dovrei esserci abituato, rimango sempre basito dalla banalità dello stile letterario dei bestseller. Libri che potrebbero essere (e in effetti forse sono) scritti per bambini delle elementari.
La trama generale (a parte coincidenze inverosimili) non mi è dispiaciuta, ma mi sembra che tutti i temi e i personaggi siano semplicistici, unidimensionali, manichei. Il bene e il male si distinguono sempre palesemente e lo sviluppo dei personaggi principali è inevitabilmente positivo.
L’unico tema un po’ più complesso e controverso è quello della vendetta e dei suoi significati. Il libro mi ha ricordato il romanzo Espiazione per il modo in cui la società e i familiari si comportano rispetto ai crimini e alla ricerca dei colpevoli. 
Infine, il titolo italiano, come talvolta accade, è insensato rispetto a quello francese, che è “Desenchantèes” e che trovo più appropriato.
Ultima Modifica 08/09/2025 21:41 da davpal3.

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09/09/2025 12:07 #71981 da bibbagood
Risposta da bibbagood al topic "Ti ricordi di Sarah Le Roy" di Marie Vareille
L'ho letto anche io quest'estate e anche se anche a me non ha entusiasmato particolarmente e speravo in qualcosa in più, non mi è dispiaciuto e non so bene che aspettative avessi per essere così deluso   Nel senso, viene già di per sè descritto come un libro di intrattenimento, che si legge veloce, e io non ho mai aspettative più alte di queste per i bestseller, cioè i bestseller sono tali proprio per questo credo....sono best-seller  .

Penso abbia molti spunti interessanti e alcuni personaggi son presentati molto bene, però rimane tutto troppo semplice dal punto di vista stilistico e troppo poco originale per quanto riguarda la struttura narrativa. Anche il finale secondo me lo si poteva evitare, sa troppo di lieto fine forzato che c'entra poco col resto. L'effetto sorpresa sfuma al più tardi a metà del libro ma probabilmente perchè non vuole essere un giallo, bensì il voler parlare di temi come l'amicizia, il rifarsi una vita, il crescere, e quindi alla fine cosa è successo a Sarah Leroy non é così rilevante. 
Ho trovato più ben riuscite le parti in cui tratta del periodo della scomparsa, dell'adolescenza, c'è un approfondimento maggiore rispetto alle descrizioni del presente, con le varie storie solo accennate e quindi poco significative per la narrazione. Alcuni aspetti, di come si sono allontanate e come hanno continuato con le loro vite son lasciati a loro stessi, e la stessa relazione tra Angelique e ben non si è capito che problema avesse, Angelique è descritta tanto bene per alcune cose e per altre bo, non si capisce molto del suo personaggio. Anche il personaggio di Fanny bo, poteva riuscire decisamente meglio, probabilmente in generale sarebbe servito un altro centinaio di pagine per dare più spessore e significato ai personaggi adulti e poter provare per loro quell'affetto che invece è più facile provare per loro da bambine. 
Ho trovato invece ben riuscita l'ambientazione, niente di particolarmente pazzesco, ma mi sono immersa molto in questo paesino della costiera francese affacciato sulla Manica. 
Sui temi trattati,  mi è piaciuto molto come Angelique capisce subito, da uno sguardo sulla porta, cosa sta vivendo Sarah, tutti quei dettagli che gli altri non vogliono vedere o non capiscono sono lampanti se si è vissuto lo stesso trauma. La figura della matrigna è terribile, forse un po'esagerata, ma efficace, e forse ancora più terribile è quella del padre. Ben è forse troppo passivo e ingenuo per come invece viene descritto.
Ho trovato poi interessante lo spunto sul confrontro di come si è da bambini e cosa/come si pense che si sarà da grandi con ciò che veramente diventiamo.
Credo il tema dell'amiczia volesse essere centrale, ma poteva esere trattato meglio. Interessanti le notizie sul nuoto che effettivamente coinciono con le sfide che fanno le persone per attraversare la Manica o fare cose simili!
Insomma, io non lo boccerai, é una lettura secondo me piacevole e non superficiale, però sì, la classificherei come lettura principalmente di svago, ma di uno svaglo migliore di tante altre letture molto più inutili.
Vi lascio il video della presentazione che l'autrice ha fatto in Italia quando è uscito il libro:

"Il solo mezzo di sopportare l'esistenza è di stordirsi di letteratura" Gustave Flaubert

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09/09/2025 13:05 - 09/09/2025 13:06 #71982 da davpal3
Risposta da davpal3 al topic "Ti ricordi di Sarah Le Roy" di Marie Vareille
Rispondo solo sul concetto di best-seller, perché sul resto concordo abbastanza.
Best-seller è per definizione un libro che vende molto e da un libro che vende molto io mi aspetto, ma forse sbaglio, che sia bello.
A parte i soliti discorsi che si fanno sul fatto che le opere di Shakespeare avessero successo popolare, io credo che anche in tempi più recenti ci siano best-seller belli e non banali. Per fare solo un esempio (ma ce ne sarebbero molti), i libri di Ken Follett sono best-seller molto ben scritti e anche con un serio impegno e lavoro di ricerca dietro. 
Non concordo neanche sul concetto di letteratura da svago. Francamente, leggere un libro banale o scritto male è per me quanto più lontano dallo svago ci sia. 
Ultima Modifica 09/09/2025 13:06 da davpal3.

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