Corpi Celesti è un romanzo della scrittrice omanita Jokha Alharthi, che proprio con questo libro ha vinto l'International Booker Prize.
È una saga familiare ambientata nel villaggio di Azaan, che racconta le vite di tre sorelle – Mayya, Asma e Khawla – e di tutta la loro famiglia, saltando tra passato e presente. Parla di amori, matrimoni combinati e libertà cercate sullo sfondo di un Oman in profonda trasformazione, un Paese che è passato rapidamente da una società più tradizionale, dove esisteva ancora la schiavitù, a uno stato moderno.
Il romanzo ha una struttura non lineare: la cronologia non segue il classico ordine temporale ma salta continuamente avanti e indietro nel tempo. La narrazione è polifonica, con il racconto "spezzettato" tra i vari personaggi, offrendo molteplici punti di vista e prospettive, e dando a ogni figura il proprio spazio e la propria voce narrativa. I capitoli sono molto brevi e, presi singolarmente, possono sembrare privi di senso logico. L’autrice, utilizzando la "tecnica del mosaico", riesce però ad assemblarli creando un quadro completo e complesso della saga familiare. Se inizialmente questa tecnica mi ha un po’ spiazzato, proseguendo nella lettura mi ha affascinato molto.
Durante la lettura, impariamo a conoscere le tre sorelle, di come affrontano la vita e il matrimonio, ognuna in maniera diversa a seconda del proprio carattere, e tutti i personaggi che circondano la loro vita familiare. Ogni figura risulta ben descritta, con una personalità definita e complessa che riflette le caratteristiche del Paese e la sua evoluzione.
Il personaggio che ho trovato più interessante è Abdullah, il marito di Mayya. Mi aspettavo di trovare una figura tradizionalista e patriarcale, ma è l'esatto opposto: Mayya lo sposa senza amarlo, ma lui prova per lei un amore onesto e gentile. Non la opprime, non le chiede nulla in cambio e rispetta i suoi silenzi e la sua tristezza. Il suo amore lo dimostra anche nel rapporto con i suoi figli, specialmente con la primogenita London. Abdullah è una figura che fa da ponte tra l’uomo tradizionalista di un’epoca ormai passata, come il padre e il suocero, e i giovani di un paese moderno ed emergente.
Se inizialmente ero piuttosto perplesso nell’affrontare questa lettura, mano a mano mi sono ricreduto e sono stato contento di aver proseguito. Ho trovato un romanzo ben scritto e coinvolgente che, oltretutto, ci fa ripercorrere un periodo di storia recente dell’Oman.