SINOSSI

Dieci racconti ciascuno dei quali ha per titolo e filo conduttore un comandamento biblico. Dieci storie che si srotolano in una Napoli inesorabile e che nel volgere di poche ore hanno la fatalità e la portata di una tragedia classica. Il bravo ragazzo che cerca di non compromettersi con il boss del quartiere; il killer che spera che il figlio non segua la sua strada; la ragazzina che solo a un gatto di stoffa può confidare l’orrore che ha vissuto; il giovane delinquente che negli occhi di un vecchio scopre una realtà inaspettata; tutti i personaggi, in una maniera o nell’altra, sono costretti a fare i conti con un destino che non sempre hanno scelto e che li costringe a combattere. Lo stile secco, senza aggettivi e senza metafore di Andrej Longo, fatto solo di dialoghi e di una lingua che sembra venire direttamente dalla strada, ci conduce per mano nel cuore di una città contraddittoria. E un racconto dietro l’altro, quasi impossibilitati a smettere, si ha la sensazione che più che di un libro di racconti si tratti di un vero e proprio romanzo.

RECENSIONE

Ci sono libri che fanno rumore urlando, e altri che lasciano il segno attraverso un profondo, dolente silenzio. Dieci di Andrej Longo appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Vincitrice del Premio Bagutta 2008, questa raccolta di racconti si fonda su un'operazione concettuale di notevole audacia: proiettare le antiche tavole della legge mosaica, i dieci comandamenti, nel tessuto urbano lacerato della Napoli contemporanea. Tuttavia, chi si aspettasse un'opera moralistica o dottrinale rimarrebbe spiazzato. La prospettiva di Longo è squisitamente conoscitiva e la sua Napoli è un baricentro narrativo dal respiro universale. La città è uno specchio in cui ogni grande metropoli può osservare i propri tratti di solitudine, prepotenza e regressione culturale. In un contesto dove lo stato è spesso assente e il sistema criminale impone la sua spietata efficienza, la legge divina non arriva a portare risoluzioni consolatorie. Al contrario, i dieci comandamenti si trasformano in improvvise pietre d'inciampo, ostacoli invisibili contro i quali l'automatismo della violenza va a sbattere. In Dieci la resistenza umana al male non si manifesta quasi mai con la trionfale vittoria dell'eroe. Essa è al contrario una battaglia silenziosa, intima e solitaria che si realizza nell'attimo del dubbio. Per i giovani protagonisti dei racconti di Longo, avere un attimo di incertezza, di esitazione, di riflessione, significa aprire una piccola crepa nel degrado, uno spiraglio attraverso cui la luce dell'umanità repressa riesce faticosamente a filtrare, e il lettore intuisce che questo può essere il punto di partenza per una nuova vita, più sana e più umana. Per raccontare le sue storie, Longo sceglie una lingua ibrida, un italiano fecondato dalle cadenze e dalla sintassi locali, che prosciuga ogni retorica. È una prosa cruda e tagliente che, unita all'uso sistematico della prima persona, annulla ogni distanza giudicante tra lettore e personaggi, restituendo grande dignità al loro dolore. Dieci è un libro spietato, ma profondamente vitale. Longo non lo dichiara mai esplicitamente, ma lascia che sia il lettore a cogliere una verità sussurrata tra le righe: proprio quando la vita si accanisce, e la realtà tocca il suo estremo degrado, il risveglio doloroso della coscienza diventa il seme di una possibile ripartenza. Un'opera essenziale che ci ricorda come, anche negli angoli più oscuri delle nostre città, l'umanità possa sempre trovare un modo per resistere e per costruire un futuro diverso.

[RECENSIONE A CURA DI GIAN.LUCA]

Autore Andrej Longo
Editore Adelphi
Pagine 216
Anno edizione 2025
Collana La memoria
ISBN-10(13) 9788838947766
Prezzo di copertina 14,00 €
Prezzo e-book 9,99 €
Categoria Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico