Buona domenica! ho iniziato il libro qualche giorno fa: nonostante la brevita ho deciso di non leggerlo tutto d'un fiato perché mi sta dando davvero tanto su cui riflettere e voglio prendermi un po' più di tempo.
Come dicevo nel commento di introduzione alla discussione si tratta di un libro in cui l'autore racconta delle prime due campagne militari a cui ha partecipato, a soli 19 anni, prima in Francia e poi in Albania durante la seconda guerra mondiale. Mi sta facendo riflettere su aspetti della guerra a cui non avevo mai pensato, come ad esempio una cosa banale ma spesso non presa in considerazione come l'approvvigionamento di cibo per i soldati che si trovavano in Albania. Infatti la guerra si combatteva su montagne impervie e ostili (soprattutto durante i mesi invernali) e i viveri, molto scarsi, dovevano arrivare attraverso dei muli che facevano molta fatica per le ripide stradine di montagna. Quindi tutti questi soldati si trovavano costretti per mesi in un luogo totalmente sconosciuto, senza cibo adeguato perché i muli facevano viaggi lunghissimi e potevano portare solo generi alimentari non deperibili e che non avevano bisogno di essere cucinati come gallette e scatolette di carne, e senza equipaggiamento adeguato, esposti alle intemperie, al freddo e ad ogni genere di malattia. Inutile dire che morivano come mosche e l'autore stesso tra le pagine del libro sottolinea quanto in guerra si smetta di essere uomini e si diventi soldati; e la vita di un singolo soldato non vale granché. Un altro modo in cui veniva portato il cibo era attraverso gli aerei che quando riconoscevano un reggimento italiano facevano cadere delle scatole di latta, molte delle quali però andavano perdute oppure si disintegravano appena toccato il suolo.
Il libro è un resoconto puro, nel senso che, almeno per ora, il testo è totalmente privo di qualsiasi considerazione politica o ideologia che pure l'autore deve aver fatto all'epoca. Tra queste pagine ci si concentra esclusivamente sugli aspetti più immediati e concreti della guerra, che comunque sono un orrore più che sufficiente, anche senza soffermarsi a pensare sul perché ragazzi così giovani venivano mandati incontro ad una morte quasi certa sulle montagne dell'Albania.
Federico tu hai iniziato?