Per colpa di Woody Allen, uno dei miei registi preferiti, mi sono appassionato al jazz. Per questo motivo, ho deciso di recarmi in libreria per saperne di più ed il mio occhio è caduto su questo testo.
Perché proprio questo? Perché si trattava dell'edizione aggiornata fresca di stampa di un libro di storia del jazz che aveva fatto faville negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Acquistato immediatamente, mi sono subito reso conto che si trattasse di un testo capitale della storia del jazz, proprio per la stratosferica abilità di scrittura dell'autore Ted Gioia e per la pervasività dell'analisi effettuata
Certo, non si tratta di una lettura semplice per chi non mastichi certi termini tecnici ma devo ammettere che, pur essendo andato anch'io spesso in difficoltà, non si tratti di nulla di insormontabile. Basta una ricerca su Google per chiarirsi l'esatta idea di una particolare espressione adoperata e la lettura può proseguire spedita. Infatti, il merito dell'autore sta proprio nel ricorrere a termini tecnici solo lì dove sia impossibile fare altrimenti: infatti, spesso e volentieri, la tendenza più diffusa è quella di spiegare il significato di una melodia o del particolare utilizzo di uno strumento ricorrendo a precise descrizioni anche metaforiche. Ho tentato anche di aiutarmi mettendo in sottofondo la composizione analizzata, in modo da associare un suono (o un insieme di suoni) alle parole descritte.
Straordinarie, poi, sono le storicizzazioni di certi movimenti espressivi: sempre appassionanti e con un occhio di riguardo all'ambito sociale
Insomma, un ottimo testo, che mi sento di consigliare sia ai navigati in ambito musicale sia a quelli più impreparati purché questi ultimi dimostrino una certa motivazione (inter)attiva nell'apprendere. Non lo consiglierei di certo ad una persona disinteressata all'argomento, perché rischierebbe di metterlo da parte dopo 50 pagine